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Lunedì 27 Luglio 2026 10:07

Disarmiamoli: “Progetto di ampliamento di KNDS ad Anagni: a che punto siamo?”

Disarmiamoli: “Progetto di ampliamento di KNDS ad Anagni: a che punto siamo?” Riceviamo e pubblichiamo il resoconto dalla campagna Disarmiamoli. […]

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Disarmiamoli: “Progetto di ampliamento di KNDS ad Anagni: a che punto siamo?”

Riceviamo e pubblichiamo il resoconto dalla campagna Disarmiamoli.

È passato ormai più di un anno dall’avvio della campagna Disarmiamoli e, in questo periodo, il percorso di mobilitazione è cresciuto grazie al coinvolgimento di cittadini, associazioni, comitati e realtà sociali che hanno scelto di sostenere la lotta contro la militarizzazione della Valle del Sacco. Vogliamo fare il punto su quanto è stato fatto, su dove siamo arrivati e sui prossimi passi.

Il progetto di KNDS prevede l’ampliamento dello stabilimento dell’ex Winchester ad Anagni, con l’obiettivo di produrre nitrogelatina, materiale altamente esplosivo che verrebbe poi trasportato a Colleferro. Tutto questo sarebbe possibile grazie a un finanziamento europeo nell’ambito del programma ASAP (Act in Support of Ammunition Production) di circa 20 milioni di euro, destinato al programma per il riarmo dell’Ucraina.

Questo non è soltanto un nuovo investimento industriale, ma significa inserire ancora una volta la Valle del Sacco nella filiera dell’industria bellica, scegliendo un modello di sviluppo che rischia di aggravare le criticità di un territorio già profondamente segnato dall’inquinamento e dalle conseguenze di decenni di industrializzazione senza adeguate tutele ambientali.

L’ampliamento di KNDS ad Anagni è una scelta politica chiara: trasformare progressivamente la Valle del Sacco in una zona di servitù militare, in un contesto sociale caratterizzato da precarietà e crescente impoverimento.

Le ultime notizie dimostrano quanto sia urgente cambiare direzione: la Regione Lazio ha autorizzato un nuovo impianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi, sempre ad Anagni, escludendo la Valutazione di Impatto Ambientale ma imponendo ben 34 prescrizioni tecniche. Una scelta che lascia aperti molti interrogativi sull’opportunità di aggiungere nuove attività potenzialmente impattanti in un territorio già fortemente compromesso.

Allo stesso tempo, gli scavi e prelievi autorizzati nei giorni scorsi nella zona industriale, hanno confermato la presenza di sostanze pericolose interrate.

È proprio questo il contesto nel quale dovrebbe ampliarsi KNDS: una Valle che continua a convivere con emergenze ambientali irrisolte e che avrebbe bisogno, prima di tutto, di risanamento, prevenzione e riconversione ecologica. Di una bonifica che noi cittadinə attendiamo da vent’anni.

In questi mesi non siamo rimastə a guardare. Abbiamo organizzato assemblee pubbliche, incontri di approfondimento e momenti di confronto per spiegare cosa prevede il progetto KNDS, analizzarne gli impatti e costruire una rete di cittadine e cittadini consapevoli. La partecipazione è cresciuta incontro dopo incontro, anche grazie al sostegno delle realtà del movimento No Kings, che hanno condiviso e rafforzato questo percorso di mobilitazione.

Abbiamo seguito con attenzione l’iter autorizzativo del progetto, partecipando a ogni seduta della Conferenza di Servizi. Durante l’ultima seduta, la Provincia di Frosinone ha espresso un parere non favorevole ma non ostativo, chiedendo all’ente proponente di integrare la documentazione necessaria prima di poter eventualmente esprimere un parere positivo.

Ad oggi siamo ancora in attesa del provvedimento conclusivo di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Per questo abbiamo richiesto agli enti competenti di conoscere lo stato della procedura e se la documentazione richiesta dalla Provincia sia stata effettivamente presentata e valutata. Continueremo a seguire ogni passaggio affinché il procedimento si svolga nella massima trasparenza.

Riprenderemo il percorso con nuovi appuntamenti pubblici nel mese di settembre. Continueremo a monitorare l’iter autorizzativo del progetto KNDS, organizzeremo nuove assemblee e iniziative sul territorio e porteremo avanti il lavoro del Laboratorio sulla riconversione bellica, con l’obiettivo di costruire una proposta concreta di sviluppo alternativa, coinvolgendo lavoratori, esperti, sindacati, associazioni e cittadinanza.

Siamo convintə che sia possibile creare occupazione stabile e di qualità investendo nella produzione civile, nell’innovazione e nella transizione ecologica anziché nell’industria delle armi.

Quella contro il progetto KNDS non è una battaglia isolata ma è parte di una richiesta più ampia di giustizia ambientale e sociale per tutta la Valle del Sacco.

Continueremo a chiedere bonifiche vere, trasparenza nelle decisioni pubbliche, tutela della salute, lavoro dignitoso e un modello di sviluppo che metta al centro le persone e il territorio.

Non diventeremo il loro arsenale.

FUORI LA GUERRA DALLA NOSTRA TERRA!

Assemblea No War

Disarmiamoli – Valle del Sacco

Foto di repertorio

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