Mercoledì 29 Luglio 2026 11:07
Tor Tre Teste, piscina aperta a tutte le donne: la polemica nasce da una fake news
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Una piscina aperta esclusivamente alle donne per alcune fasce orarie del mese di agosto ha acceso il dibattito a Roma. L’iniziativa, organizzata presso un impianto sportivo di Tor Tre Teste, è stata presentata da alcuni come un’attività riservata alle sole donne musulmane. Una ricostruzione che, secondo gli organizzatori e i promotori, non corrisponde alla realtà.
Per i mercoledì 5, 12, 19 e 26 agosto, la piscina di via Giuseppe Candiani metterà a disposizione due fasce orarie dedicate esclusivamente al pubblico femminile: 7:30-9:30 e 18:30-20:30.
L’accesso sarà consentito a tutte le donne dai 16 anni in su, con utilizzo esclusivo della struttura, degli spogliatoi e con personale interamente femminile, composto da segretaria e bagnina.
Le partecipanti potranno indossare liberamente qualsiasi tipo di costume, dal bikini al costume intero, fino al tankini o al burkini.
La proposta è nata da alcune ragazze della Comunità Islamica di Roma, che hanno individuato nella piscina di Tor Tre Teste una struttura disponibile a ospitare l’iniziativa.
Secondo quanto chiarito dagli organizzatori, non esiste alcuna limitazione legata alla religione: l’accesso è aperto a tutte le donne che desiderano usufruire di uno spazio riservato, indipendentemente dalle proprie convinzioni religiose o culturali.
L’obiettivo dichiarato è offrire un ambiente in cui possano sentirsi a proprio agio anche coloro che, per motivi personali, culturali o di riservatezza, preferiscono fare il bagno in assenza di uomini.
Nonostante queste precisazioni, l’iniziativa ha generato un acceso dibattito sui social e nel mondo politico.
L’assessora alle Pari Opportunità della Regione Lazio, Simona Baldassarre, ha criticato il progetto, sostenendo che iniziative di questo tipo rischino di favorire forme di separazione anziché di inclusione.
Nel dibattito è intervenuto anche il capogruppo del Partito Democratico nel Municipio V, Claudio Poverini, respingendo le accuse secondo cui la piscina sarebbe riservata esclusivamente alle donne musulmane.
Poverini ha inoltre smentito le ricostruzioni secondo cui sarebbero stati impiegati fondi pubblici per organizzare gli appuntamenti.
L’iniziativa, ha spiegato, è completamente a carico delle partecipanti, che verseranno una quota d’iscrizione per accedere ai quattro incontri previsti nel mese di agosto.
Secondo il consigliere, le polemiche nate nelle ultime ore derivano da una lettura distorta dell’iniziativa e da informazioni non corrispondenti ai contenuti della locandina diffusa dagli organizzatori
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