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Giovedì 30 Luglio 2026 00:07

Senza dimora, via libera al medico di base: svolta della Regione Lazio

???? Medico di base per i senza dimora: la nuova legge regionale garantisce l’accesso alle cure anche a chi non ha una residenza anagrafica stabile, un passo decisivo per il diritto universale alla salute. L’accesso alla salute non può essere condizionato dall’avere una casa o una residenza registrata. Con questo principio prende forma il nuovo…
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Medico di base per i senza dimora: la nuova legge regionale garantisce l’accesso alle cure anche a chi non ha una residenza anagrafica stabile, un passo decisivo per il diritto universale alla salute.

L’accesso alla salute non può essere condizionato dall’avere una casa o una residenza registrata. Con questo principio prende forma il nuovo provvedimento approvato all’unanimità dalla Regione che riconosce alle persone senza dimora prive di una residenza anagrafica stabile il diritto all’assistenza sanitaria primaria e alla scelta del medico di base.

Una decisione attesa da tempo dalle realtà impegnate ogni giorno al fianco delle persone in condizioni di grave marginalità sociale, tra cui Opera Cardinal Ferrari ETS, che ha accolto con favore l’approvazione della legge sottolineando l’importanza di trasformare un diritto teorico in un servizio realmente accessibile.

La norma rappresenta un cambiamento significativo perché interviene su una delle principali barriere che negli ultimi anni hanno escluso migliaia di persone dai percorsi ordinari di cura: la mancanza di una residenza anagrafica.

Per molte persone senza dimora, anche un problema sanitario semplice può trasformarsi in un’emergenza difficile da gestire. L’impossibilità di avere un medico di medicina generale significa spesso non poter contare su un riferimento stabile, con conseguenze che possono aggravare condizioni già fragili.

Fino a oggi, chi viveva senza una residenza anagrafica si trovava frequentemente costretto a rivolgersi ai servizi di emergenza o ai pronto soccorso anche per situazioni che avrebbero potuto essere affrontate attraverso la medicina territoriale.

La nuova legge punta a superare proprio questa situazione, riconoscendo che la prevenzione, la continuità delle cure e il rapporto con il medico di base devono essere garantiti anche alle persone più vulnerabili.

Un principio ribadito con forza da Luciano Gualzetti, presidente di Opera Cardinal Ferrari, che ha definito l’approvazione del provvedimento un segnale di attenzione verso chi vive condizioni di maggiore fragilità.

«La salute è un diritto fondamentale e non può dipendere dalla condizione abitativa o dalla possibilità di avere una residenza anagrafica», è il messaggio della Fondazione, che da anni incontra quotidianamente persone escluse dai normali percorsi di assistenza.



Da anni Opera Cardinal Ferrari rappresenta un punto di riferimento per le persone senza dimora a Milano, offrendo servizi di accoglienza, orientamento e sostegno.

Tra le attività più importanti c’è il Punto Medico, un servizio coordinato da medici volontari e aperto due volte alla settimana, nato per rispondere ai bisogni sanitari di chi spesso non riesce ad accedere al sistema tradizionale.

Il presidio permette di ricevere una prima visita, un orientamento sanitario e un accompagnamento verso i servizi territoriali. Un intervento fondamentale soprattutto per quelle persone che, a causa della mancanza di documenti o di una posizione amministrativa stabile, rischiano di rimanere escluse.

Il lavoro quotidiano della Fondazione dimostra quanto sia importante intercettare i problemi di salute prima che diventino emergenze.

La medicina di prossimità diventa così uno strumento essenziale per ridurre le disuguaglianze e costruire percorsi di cura più efficaci.

La situazione vissuta negli ultimi anni dalle persone senza residenza è stata caratterizzata da una forte precarietà sanitaria.

Come evidenzia Carmelo Petralia, educatore professionale e coordinatore dell’Area Socio-Educativa di Opera Cardinal Ferrari, molte persone prive di residenza anagrafica e, in alcuni casi, anche senza documenti, hanno vissuto una condizione di esclusione dai servizi sanitari ordinari.

L’assenza del medico di medicina generale ha significato spesso non poter costruire un rapporto continuativo con un professionista capace di seguire la persona nel tempo.

In molti casi la conseguenza è stata una maggiore difficoltà nella gestione delle patologie croniche, nella prevenzione e nell’accesso tempestivo alle cure.

Per affrontare questo problema, Opera Cardinal Ferrari ha promosso anche il percorso della residenza fittizia presso il Comune di Milano, uno strumento che consente alle persone senza dimora di ottenere un riconoscimento amministrativo necessario per accedere a diversi diritti.

La nuova legge apre ora una prospettiva diversa: garantire direttamente la possibilità di avere un medico di riferimento anche a chi vive situazioni di estrema precarietà abitativa.



Uno degli aspetti considerati più importanti da Opera Cardinal Ferrari riguarda il riconoscimento del ruolo degli enti del Terzo Settore.

Le organizzazioni che lavorano sul campo possono infatti svolgere una funzione decisiva nell’intercettare le persone più difficili da raggiungere, accompagnandole verso i servizi sanitari e favorendo un rapporto più efficace con le istituzioni.

La collaborazione tra ASST, servizi territoriali ed enti sociali viene indicata come un elemento fondamentale per rendere concreta la nuova normativa.

Il rischio, infatti, è che un diritto riconosciuto sulla carta incontri ancora ostacoli pratici se non viene accompagnato da procedure chiare, semplici e facilmente accessibili.

Per questo Opera Cardinal Ferrari sottolinea la necessità di costruire percorsi operativi capaci di arrivare realmente alle persone senza dimora.

Il provvedimento regionale rappresenta un passaggio importante nella costruzione di un sistema sanitario più inclusivo.

Garantire un medico di base significa offrire molto più di una semplice prestazione sanitaria: significa creare un rapporto stabile, favorire la prevenzione e riconoscere pienamente la dignità della persona.

Per chi vive in strada o in condizioni abitative precarie, la possibilità di avere un riferimento medico può diventare un primo passo verso un percorso più ampio di reinserimento sociale.

La salute, infatti, non riguarda soltanto la cura delle malattie, ma anche la possibilità di essere riconosciuti come cittadini e di poter accedere ai servizi fondamentali.

Fondata nel 1921 a Milano, Opera Cardinal Ferrari da oltre un secolo si prende cura delle persone in condizioni di grave marginalità, chiamate affettuosamente “Carissimi” all’interno della struttura.

La Fondazione gestisce un centro diurno a bassa soglia aperto ogni giorno dell’anno, offrendo gratuitamente servizi essenziali come pasti, docce, distribuzione di indumenti, farmaci, lavanderia e supporto sociale.

Accanto ai servizi di prima necessità, vengono proposte attività educative e di inclusione: laboratori creativi, corsi di italiano, momenti culturali, attività ricreative e iniziative dedicate al benessere psicologico.

Opera Cardinal Ferrari dispone inoltre di tre residenze sociali dedicate a differenti esigenze: il pensionato per studenti e lavoratori fuori sede Egidio Trezzi, la residenza Domus Hospitalis per persone in trasferta sanitaria a Milano e la micro-comunità Padiglione dal Cielo Stellato destinata a donne in grave fragilità.

Negli ultimi anni sono stati attivati anche nuovi progetti abitativi e di accoglienza, tra cui l’housing sociale Mi.Mo.5, il Piano Freddo Donne e la nuova biblioteca nata per offrire uno spazio di cultura, apprendimento e partecipazione.

Un impegno sostenuto ogni giorno da oltre 200 volontari, che rappresentano una componente fondamentale della missione della Fondazione.

L’approvazione della legge regionale segna una svolta importante, ma la fase decisiva sarà quella dell’applicazione concreta.

Perché il diritto al medico di base diventi una realtà per tutte le persone senza dimora sarà necessario costruire procedure rapide, comprensibili e capaci di raggiungere chi vive ai margini.

La collaborazione tra istituzioni, sanità pubblica e Terzo Settore sarà quindi determinante.

L’obiettivo condiviso è superare definitivamente una condizione di invisibilità che per troppo tempo ha impedito a molte persone di ricevere cure continuative.

La salute non può dipendere dall’indirizzo di casa: con questa legge si compie un passo verso un sistema sanitario più equo, dove nessuno venga lasciato indietro.

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