Giovedì 30 Luglio 2026 11:07
Le scuse di Mancini, le idee di Ranieri. L’Italia prova a ripartire
E’ iniziato il nuovo ciclo di Roberto Mancini alla guida della Nazionale Italiana di calcio, con Claudio Ranieri direttore tecnico. Una conferenza stampa, quella di mercoledì 29 luglio, alimentata dalle polemiche perché proposta “a pagamento” per i media e neanche poco: 500 euro più iva per le testate giornalistiche e 1200 euro (sempre più iva) […]
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E’ iniziato il nuovo ciclo di Roberto Mancini alla guida della Nazionale Italiana di calcio, con Claudio Ranieri direttore tecnico. Una conferenza stampa, quella di mercoledì 29 luglio, alimentata dalle polemiche perché proposta “a pagamento” per i media e neanche poco: 500 euro più iva per le testate giornalistiche e 1200 euro (sempre più iva) per le agenzie. Ingresso libero, ma il problema riguarda le immagini televisive e la quota, specifica la Federazione, indicando un protocollo attivo dal 2020, serve solo a coprire i costi per la diffusione del segnale.
A presentare la nuova coppia è stato chi ha voluto fortemente questo cambio radicale come il presidente Giovanni Malagò: “Sentiamo tutto il peso della responsabilità e siamo contenti di essere sotto la lente d’ingrandimento. Sono state giornate complicate ma non tutti i mali vengono per nuocere. Spero nel fine settimana di integrare l’organigramma con una terza figura. Con le squadre di Serie A c’è massima condivisione, sono state proprio loro a coinvolgermi in questa iniziativa. Andare ai Mondiali aumenta il valore di un giocatore e questo lo sanno tutti. Occorre sviluppare delle sinergie anche con i club di Serie B e Lega Pro. Quando ho chiamato Ranieri ho chiesto la sua visione su Mancini allenatore, si tratta di un direttore tecnico con grandi qualità umane pronto ad affrontare un ruolo con due pagine di responsabilità. Lo stesso Gravina ha condiviso queste scelte ed è arrivato anche un messaggio da parte di Gianluigi Donnarumma che ha confermato la condivisione dello spogliatoio. E’ un momento di conflittualità tra Fifa e Uefa, ma siamo pronti a fare la nostra parte”.
Il mister Mancini ci tiene subito a chiedere scusa: “Credo che ci fu una mancanza di comunicazione tra me ed il presidente Gabriele Gravina tre anni fa. Ho avuto modo di chiarire con il diretto interessato, se avessimo avuto modo di parlare di persona non sarebbe accaduto tutto questo. La maglia della Nazionale è sempre stata molto importante. E’ un po’ come quando un innamorato perde la donna della sua vita. Evidentemente sono stati fatti degli errori che hanno cancellato quanto di buono fatto prima. Mi dispiace per tutto quello che è stato detto in questi tre anni. Ora con la sorte e Malagò che ringrazio c’è un’altra possibilità per riportare la Nazionale italiana dove merita. Mettere in campo una formazione capace di fare quanto fatto alcuni anni fa, i giovani ci sono e possiamo schierare una squadra propositiva. Così spero che i tifosi riusciranno a perdonarmi. Importante far giocare i giovani. Quando Zaniolo venne da noi senza nessuna esperienza fece fatica al primo raduno ma tre mesi dopo era già un altro calciatore. Abbiamo fatto un contratto di quattro anni e spero di vincere due trofei per rimanere anche dopo. Cercherò di adattarmi agli uomini e non imporre un sistema ma almeno le nazionali che vanno dai 18 anni dovrebbero avere lo stesso schema. Quando sono partito con il mio precedente progetto, l’Italia era considerata l’ottava squadra come livello europeo ma siamo riusciti a fare qualcosa di buono. Niente accade per caso, dopo la vittoria degli Europei che purtroppo abbiamo festeggiato troppo poco c’è stata la mancata qualificazione ai Mondiali a causa di due rigori sbagliati in un girone dove siamo arrivati secondi senza mai perdere. La percentuale di stranieri che gioca nel nostro campionato è simile a quella di qualche anno fa. Se i giocatori italiani vanno a giocare in Premier League lo considero come un aspetto positivo. Partiamo con la Nations League, un gruppo con grandi Nazionali dove possiamo valutare subito la nostra forza. Kean, Retegui e Pio Esposito possono migliorare e sono giocatori forti: non siamo messi male in attacco. Al momento la Spagna è la squadra più forte, solo noi siamo riusciti a superarli giocando bene in una semifinale recente”.
Da giocatore Mancini in Nazionale ha forse reso sotto le proprie possibilità con appena 4 reti in 36 partite. I numeri da commissario tecnico sono positivi con 37 vittorie, 15 pareggi e 9 sconfitte in 61 partite. Oltre alla vittoria dell’Europeo nel 2021 sono arrivati anche due terzi posti nella Nations League. Un quadro macchiato dalla mancata qualificazione ai Mondiali e da quella sconfitta con la Macedonia, beffarda visto l’andamento del match.
Infine Ranieri, abbronzato perché scritturato direttamente dal mare: “L’approdo in Nazionale è il coronamento di una carriera. Non credevo potesse accadere quando ho ricevuto la chiamata di Giovanni. C’è da lavorare molto ma la mia carriera da tecnico dimostra che non mi sono mai tirato indietro. E’ un compito arduo. Ho due obiettivi: fare innamorare i tifosi della Nazionale italiana e permettere ai bambini come mio nipote di 12 anni di vedere gli azzurri ai Mondiali. Non possiamo permetterci in questo periodo storico di perdere dei bambini per via dei prezzi troppo alti delle scuole calcio, dobbiamo abbassarli (in realtà sono presenti anche sostegni regionali, cosiddetti voucher, per permettere a chi non ha le possibilità economiche di praticare sport, ndr). Le Nazionali giovanili stanno lavorando bene, l’ultimo passo dall’Under 21 alla prima squadra è difficile ed il ct ha pochi giocatori da scegliere. Con le giovanili è la tattica a fare la differenza perché all’estero non viene così esasperata ma noi dobbiamo tornare a sviluppare la tecnica individuale: saper stoppare una palla, saper crossare, saper tirare in porta, andare nell’uno contro uno. Tutto questo non viene più fatto dai nostri giovani allenatori perché devono vincere. Impariamo come si manovra un pallone, il bambino a 10 anni va corretto nel gesto. Dobbiamo fare in modo di far giocare più italiani nelle squadre. Paolo Maldini aveva indicato anni per tornare a grandi livelli perché ora si deve lavorare sui ragazzi che vanno dai 10 ai 14 anni. Noi ora siamo pronti tatticamente ma gli altri hanno tecnica di base maggiore. Occorre tornare a dribblare, far esprimere un ragazzo nella prima fase per poi aiutarlo successivamente. Maldini ha presentato un programma e non ho paura a portarlo avanti. Quando ho detto di no alla Nazionale avevo un contratto con la Roma che è la mia squadra del cuore, non potevo svolgere il doppio ruolo per dei conflitti d’interesse troppo alti in Italia e a malincuore ho rifiutato. Nei giocatori vedo un grande senso di appartenenza, purtroppo quando non vengono i risultati si vede tutto negativo ma quando si perde l’amarezza è grande e chi gioca a calcio lo sa. Non dobbiamo ricordarci di essere italiani solo quando si perde, ma dobbiamo farlo sempre e vincere insieme”.
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