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Venerdì 31 Luglio 2026 08:07

Truffe online, l’insidia del phishing



Come proteggersi dalle truffe online: i consigli delle forze dell’ordine di fronte ai messaggi ingannevoli inviati da criminali informatici. Parla il direttore della IV Divisione della Polizia postale

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Sempre più ingegnosi e tecnologici, i criminali informatici affilano le armi per truffare e svuotare conti correnti tramite sms, messaggi whatsapp o telefonate. A fare luce sulla situazione è Luigi Bovio, direttore della IV Divisione “Financial Cybercrime” del servizio Polizia postale, il quale spiega come proteggere gli anziani, e non solo, dall’insidia principale: il “phishing”. «Sul telefono della vittima arriva un messaggio che sembra provenire dalla propria banca o dalle forze dell’ordine dice Bovio -. Il testo avvisa che dal conto corrente è stato autorizzato un pagamento sospetto e chiede conferma. La vittima, ovviamente, risponde di non aver effettuato la transazione e scatta la trappola. I truffatori propongono di trasferire le somme su un “conto transitorio sicuro” con un nuovo Iban, oppure chiedono le credenziali di home banking per “bloccare l’operazione”».

Il meccanismo è sempre lo stesso: innescare il panico con la scusa del finto addebito e proporre un’immediata soluzione affinché la vittima impaurita esegua il bonifico. Qui si cela anche il pericolo del furto d’identità, «ben più rognoso dello svuotare il conto corrente». Si verifica «quando, con la scusa di dover verificare i dati, chiedono al malcapitato la foto del documento – afferma il dirigente -. Si attiva così un’altra serie di reati che va dalla vendita dei dati sul dark web all’acquisto di auto, dalla richiesta di finanziamenti all’accensione di mutui a nome della vittima».

A rendere il raggiro credibile è lo “spoofing”, vale a dire la manipolazione del numero che appare sul display, reso identico a quello della banca o del commissariato di zona. «Il fenomeno – prosegue si è ridotto grazie al lavoro di polizia e agli interventi coordinati con l’Agcom e gli operatori telefonici che bloccano le chiamate sospette». Ma il repertorio del criminale informatico è sempre aggiornato: c’è stata la truffa del voto alla ballerina, quella del falso codice fiscale in scadenza, la multa inventata, il finto QR code, il figlio in difficoltà. «Gli stratagemmi cambiano per far calmare le acque e poi si ripresentano a distanza di mesi», afferma Bovio, il quale sottolinea che «gli anziani non vengono colpiti molto più delle altre fasce d’età. Le statistiche li vedono quasi allo stesso livello della popolazione tra i 20 e i 40 anni. Questo accade perché, avendo meno confidenza con i mezzi tecnologici, sono tendenzialmente più guardinghi. Quando vanno nel panico, però, faticano più di un giovane a razionalizzare».

Per Bovio, la truffa più devastante è il trading online fraudolento. «Se con il phishing la perdita si aggira solitamente nell’ordine di qualche migliaio di euro aggiunge -, nel finto trading finanziario vengono sottratti i risparmi di un’intera vita, con contraccolpi psicologici enormi». Per tutelarsi, il consiglio di Bovio è quello di «interrompere la telefonata al primo dubbio e ricomporre manualmente il numero della banca o del posto di polizia. Nessuna banca e nessun appartenente alle forze dell’ordine chiederà mai via telefono o messaggio le credenziali dell’home banking o bonifici di emergenza. Bisogna restare lucidi e verificare prima di effettuare qualsiasi operazione».

31 luglio 2026

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