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Venerdì 31 Luglio 2026 14:07

Le botticelle non raccontano più Roma. Raccontano solo il turismo di massa

Una tradizione vive finché appartiene a chi abita un luogo; quando sopravvive soltanto perché qualcuno la compra, smette lentamente di essere tradizione e diventa un prodotto con un pubblico ben preciso: il turista.  Nel caso delle botticelle, il pubblico è quello che cerca una Roma da cartolina: chi pensa che nel Colosseo ci siano i […]

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Una tradizione vive finché appartiene a chi abita un luogo; quando sopravvive soltanto perché qualcuno la compra, smette lentamente di essere tradizione e diventa un prodotto con un pubblico ben preciso: il turista. 

Nel caso delle botticelle, il pubblico è quello che cerca una Roma da cartolina: chi pensa che nel Colosseo ci siano i gladiatori, noleggia una Vespa per sentirsi come in Vacanze Romane o, in alternativa, prenota il tour in golf cart. Sono loro il target delle botticelle, carrozze trainate da cavalli che nell’Ottocento e nei primi del Novecento erano una sorta di “servizio taxi” per i romani e che oggi sono, per essere buoni, anacronistiche.

Il problema non è soltanto il benessere animale, tema su cui il dibattito va avanti da anni. Da un punto di vista sociologico, il punto è ancora più semplice: le botticelle non raccontano più nulla della città. Nessun romano le considera parte della propria quotidianità (a eccezione di quando ti capitano davanti e hai fretta e non riesci a immaginare una punizione divina peggiore) e nessuno pensa alle botticelle quando immagina la città in cui vive.

Da anni anche le altre grandi città stanno progressivamente abbandonando le carrozze trainate da cavalli. A Londra gli hackney trainati da cavalli sono usciti definitivamente dal servizio già nel 1947, sostituiti dai taxi a motore. Montréal, Chicago e Barcellona hanno eliminato o fortemente ridimensionato questo tipo di attività, mentre persino a New York il dibattito sulle iconiche carrozze di Central Park è ancora aperto.

Anche in Italia la direzione sembra ormai segnata. Dopo Roma, dove sono rimaste appena 16 botticelle e il Campidoglio sta lavorando alla conversione delle licenze in taxi, anche Palermo ha avviato un percorso analogo, prevedendo la sostituzione progressiva delle 36 carrozze ancora in attività con veicoli elettrici e un periodo di transizione per gli operatori.

Il motivo per cui è così difficile dire un addio definitivo ad anacronistiche carrozze trainate da cavalli è perchè non sono una tradizione romana: sono solo un prodotto turistico che continua a esistere perché c’è qualcuno disposto a pagarlo. Non perché Roma abbia smesso di amare una sua tradizione, ma perché quella tradizione aveva già smesso da tempo di appartenere alla città. L’overtourism ha fatto il resto: ha trasformato le botticelle in una delle tante esperienze confezionate per chi vuole consumare una Roma immaginaria nell’arco di un pomeriggio, magari attraverso l’obiettivo del proprio iPhone 17 Pro Max, per poter aggiungere una foto al proprio feed e avere l’illusione di aver vissuto la Roma “autentica”.

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