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Sabato 1 Agosto 2026 12:08

West Nile a Roma, primi due casi: sintomi, rischi e prevenzione

???? West Nile a Roma: confermati i primi due casi nel territorio della Capitale. Sale l’attenzione nel Lazio, dove le autorità sanitarie rafforzano sorveglianza e disinfestazione. Ecco cosa sapere su sintomi, modalità di trasmissione, categorie a rischio e come proteggersi dalle punture di zanzara. West Nile arriva a Roma: confermati i primi due casi nella…
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West Nile a Roma: confermati i primi due casi nel territorio della Capitale. Sale l’attenzione nel Lazio, dove le autorità sanitarie rafforzano sorveglianza e disinfestazione. Ecco cosa sapere su sintomi, modalità di trasmissione, categorie a rischio e come proteggersi dalle punture di zanzara.
Il virus West Nile arriva anche nella Capitale. I primi due casi sono stati confermati nel territorio di Roma, segnando un nuovo passaggio nell’espansione stagionale dell’infezione trasmessa dalle zanzare. La notizia ha immediatamente portato le autorità sanitarie regionali a rafforzare le misure di sorveglianza e prevenzione, con l’obiettivo di limitare la diffusione del virus e ridurre il rischio di nuovi contagi.

Secondo il più recente aggiornamento sanitario, i due pazienti sono stati individuati nell’area dell’Asl Roma 3, un territorio particolarmente esteso che comprende diversi municipi della Capitale e arriva fino al comune di Fiumicino.

L’individuazione dei primi casi romani rappresenta un momento importante nel monitoraggio epidemiologico del Lazio, regione che nelle ultime settimane ha registrato un progressivo aumento delle infezioni.



Con i due casi confermati a Roma, il numero complessivo delle infezioni registrate nel Lazio sale a 13.

La distribuzione territoriale evidenzia una presenza significativa del virus soprattutto nella provincia di Latina, dove sono stati segnalati otto casi. A questi si aggiungono un caso nella provincia di Viterbo e i due pazienti ricoverati presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani della Capitale.

L’andamento conferma come il West Nile Virus continui a circolare nelle aree dove le condizioni climatiche favoriscono la proliferazione delle zanzare, principale vettore dell’infezione.

Le autorità sanitarie stanno seguendo con particolare attenzione l’evoluzione della situazione per individuare tempestivamente eventuali nuovi focolai.

La conferma dei nuovi casi ha attivato immediatamente le procedure previste dal piano regionale di contenimento.

La Regione Lazio ha trasmesso indicazioni operative a tutti i medici di medicina generale e ai pediatri, invitandoli a prestare particolare attenzione ai pazienti che presentano sintomi compatibili con l’infezione, soprattutto durante il periodo estivo.

Parallelamente sono state inviate disposizioni ai Comuni affinché vengano intensificate le attività di disinfestazione, considerate uno degli strumenti più efficaci per limitare la presenza delle zanzare.

In particolare, le operazioni vengono effettuate entro un raggio di circa 200 metri dai luoghi dove si ritiene possa essere avvenuto il contagio.

Gli interventi riguardano soprattutto:

  • caditoie stradali;
  • tombini;
  • fogne;
  • fontane;
  • altri ristagni d’acqua che possono favorire lo sviluppo delle larve.
L’obiettivo è interrompere il ciclo riproduttivo delle zanzare prima che possano aumentare ulteriormente la diffusione del virus.



Uno degli aspetti più importanti da chiarire riguarda la modalità di trasmissione.

Il West Nile Virus non si trasmette da persona a persona attraverso il contatto quotidiano.

L’infezione viene diffusa principalmente attraverso la puntura di zanzare infette, appartenenti soprattutto al genere Culex.

Il ciclo naturale del virus coinvolge gli uccelli selvatici, che rappresentano il principale serbatoio dell’infezione. Le zanzare si infettano pungendo un volatile portatore del virus e possono successivamente trasmetterlo ad altri uccelli oppure, occasionalmente, all’uomo e ad altri mammiferi.

L’essere umano viene considerato un ospite accidentale, poiché normalmente non sviluppa una quantità di virus sufficiente a infettare altre zanzare.

Nella maggior parte dei casi il contagio decorre senza alcun disturbo evidente.

Si stima infatti che circa l’80% delle persone infette rimanga completamente asintomatico, scoprendo eventualmente l’infezione solo attraverso controlli specifici.

Quando compaiono sintomi, quelli più frequenti sono:

  • febbre;
  • mal di testa;
  • nausea;
  • vomito;
  • stanchezza intensa;
  • linfonodi ingrossati;
  • talvolta eruzioni cutanee.
Generalmente il quadro clinico si risolve spontaneamente nell’arco di alcuni giorni, ma è importante non sottovalutare la comparsa di febbre alta, soprattutto durante i mesi in cui il virus circola maggiormente.

Per questo motivo le autorità sanitarie raccomandano di contattare il medico in presenza di sintomi sospetti dopo punture di zanzara, evitando diagnosi fai-da-te.

Sebbene nella maggior parte dei casi l’infezione sia lieve, esistono categorie di popolazione che possono sviluppare complicanze importanti.

Le forme più severe riguardano soprattutto:

  • anziani;
  • persone con patologie croniche;
  • soggetti con sistema immunitario compromesso;
  • pazienti particolarmente fragili.
In questi casi il virus può colpire il sistema nervoso centrale provocando forme neuro-invasive, come meningite o encefalite, che richiedono un ricovero ospedaliero e cure specialistiche.

Proprio per questo motivo la sorveglianza sanitaria risulta fondamentale, soprattutto nelle aree dove vengono individuati nuovi casi.



L’incremento dei casi registrato nel Lazio si inserisce in un quadro nazionale che evidenzia una circolazione significativa del virus.

Dall’inizio del 2026 sono stati confermati 84 casi di infezione.

Di questi:

  • 37 hanno sviluppato forme neuro-invasive;
  • 27 hanno manifestato la classica febbre West Nile;
  • 20 persone sono risultate asintomatiche.
Tra gli asintomatici figurano numerosi donatori di sangue, nei quali il virus è stato individuato durante i controlli di routine previsti per garantire la sicurezza delle trasfusioni.

Il bilancio comprende inoltre due decessi, registrati tra pazienti appartenenti alle categorie più vulnerabili.

La stagione estiva rappresenta il periodo di maggiore attività delle zanzare.

Temperature elevate, umidità e presenza di acqua stagnante creano infatti condizioni ideali per la riproduzione degli insetti vettori.

Anche piccoli accumuli d’acqua presenti nei giardini, nei sottovasi, nelle grondaie o nei contenitori lasciati all’aperto possono trasformarsi in luoghi favorevoli allo sviluppo delle larve.

Per questo motivo la prevenzione non dipende soltanto dagli interventi pubblici, ma anche dai comportamenti quotidiani dei cittadini.

La prevenzione rappresenta l’arma più efficace contro il West Nile Virus, poiché al momento non esiste un vaccino disponibile per la popolazione generale né una terapia antivirale specifica.

Gli esperti consigliano alcune semplici precauzioni:

  • utilizzare repellenti cutanei autorizzati;
  • installare zanzariere a finestre e porte;
  • indossare abiti chiari e a maniche lunghe nelle ore serali;
  • eliminare ogni possibile ristagno d’acqua in giardini e balconi;
  • svuotare regolarmente sottovasi, secchi e contenitori;
  • evitare l’esposizione nelle ore di maggiore attività delle zanzare.
Sono misure semplici ma efficaci che, se adottate su larga scala, possono contribuire a limitare la diffusione del virus.



L’arrivo dei primi casi di West Nile a Roma conferma come il monitoraggio epidemiologico debba rimanere costante durante tutta la stagione estiva.

La tempestiva individuazione delle infezioni, il rafforzamento della sorveglianza sanitaria, gli interventi di disinfestazione e la collaborazione dei cittadini rappresentano gli strumenti più efficaci per contenere la diffusione del virus.

Per la popolazione il messaggio resta chiaro: proteggersi dalle punture di zanzara, prestare attenzione alla comparsa di febbre alta o sintomi compatibili con l’infezione e rivolgersi tempestivamente al proprio medico in caso di dubbi. Un approccio prudente consente di ridurre i rischi individuali e di favorire una risposta sanitaria rapida ed efficace di fronte all’evoluzione della situazione epidemiologica.

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