Lunedì 3 Agosto 2026 18:08
La natura può ancora credere nell’uomo? La speranza raccontata da una libellula
Attraverso la poesia Oh libellula, una riflessione sul legame profondo tra l’essere umano e la natura, fino a una domanda che invita a guardare il...
L'articolo
La natura può ancora credere nell’uomo? La speranza raccontata da una libellula
proviene da Roma e dintorni notizie
.
#notizie dai lettori
leggi la notizia su Roma e dintorni notizie
Attraverso la poesia Oh libellula, una riflessione sul legame profondo tra l’essere umano e la natura, fino a una domanda che invita a guardare il futuro con occhi diversi: la natura può ancora scegliere di credere nell’uomo?
In un’epoca in cui il rapporto tra uomo e ambiente è sempre più al centro del dibattito pubblico, tra cambiamenti climatici, consumo del suolo e perdita di biodiversità, ci si interroga spesso su come l’essere umano possa tornare a prendersi cura della natura. Più raramente, però, ci si pone una domanda diversa: la natura può ancora avere fiducia nell’uomo?
Da questa riflessione nasce la poesia Oh libellula, un testo che utilizza la figura della libellula come simbolo dell’essere umano. Un essere fragile, in cerca di comprensione, ma capace, forse, di ristabilire un dialogo con ciò da cui proviene.
Di seguito il testo integrale:
*“Oh libellula,
con grazia, leggerezza, ti stendi sull’erba, come brina bagnata e delicata del mattino; e poi sei lì, ferma a osservare, un quadro perfetto, i colori vivi e nitidi, il cielo azzurro come solo lui sa essere.
con grazia, leggerezza, ti stendi sull’erba, come brina bagnata e delicata del mattino; e poi sei lì, ferma a osservare, un quadro perfetto, i colori vivi e nitidi, il cielo azzurro come solo lui sa essere.
E osservi, lei è l’unica che ti capisce, lei è verità, purezza, bellezza.
Non ti sei mai sentita apprezzata e compresa da nessuno come da lei e lo senti quel legame, appartiene a una vita precedente, ad un passato in cui eravate unite nell’anima e nello spirito.

Sto parlando proprio di te, natura.
Un tempo in cui l’uomo e la natura erano un tutt’uno e il mondo era più leggero.
E tu, natura selvaggia e incomprensibile, per la prima volta dopo tempo, ti senti capita, ma non da chi è uguale a te per forma, ma lo è per essenza. Ed ecco che in questo istante nasce la speranza.”*
A una prima lettura, il testo sembra raccontare il bisogno dell’uomo di ritrovare la natura, di sentirsi accolto e compreso da essa. Ma è nelle sue ultime righe che la prospettiva cambia: non è soltanto la libellula a sentirsi finalmente capita, è la natura stessa.
La natura, descritta come “selvaggia e incomprensibile”, appare quasi come un’entità ferita dal tempo e dalle azioni dell’uomo. Dopo anni di distanza, sfruttamento e incomprensioni, torna a riconoscersi nell’essere umano. Non in qualcuno che le assomiglia nell’aspetto, ma in chi ne condivide l’essenza.
È proprio in questo incontro reciproco che nasce la speranza.
La libellula, quindi, rappresenta ciascuno di noi: l’uomo che si ferma, osserva e comprende di appartenere a qualcosa di più grande. Ma il messaggio più profondo della poesia è un altro: la speranza non risiede soltanto nella possibilità che l’uomo torni ad amare la natura, bensì nel fatto che la natura possa ancora scegliere di credere nell’uomo.
In un tempo in cui il futuro del pianeta sembra spesso raccontato attraverso dati allarmanti e scenari incerti, forse vale la pena soffermarsi su questa immagine. Una libellula immobile sull’erba del mattino, un cielo limpido sopra di sé e una promessa silenziosa che prende forma.
Perché, forse, la vera rinascita avrà inizio nel giorno in cui uomo e natura smetteranno di guardarsi come estranei e torneranno, semplicemente, a riconoscersi.
Perché, forse, la vera rinascita avrà inizio nel giorno in cui uomo e natura smetteranno di guardarsi come estranei e torneranno, semplicemente, a riconoscersi.
Biografia dell’autrice

Ciao, sono Ginevra Grignani, ho 21 anni e sono una studentessa lavoratrice. Mi considero una ragazza semplice, profondamente legata alla natura e agli animali, che rappresentano una delle mie più grandi fonti di serenità e ispirazione.Amo osservare ciò che mi circonda e prestare attenzione ai piccoli dettagli, perché credo che siano proprio loro a raccontare le storie più autentiche. Non credo nel caso, ma nei segni che la vita e l’universo ci mettono davanti, e spesso è da queste intuizioni che nasce la mia scrittura.Trovo ispirazione anche nella solitudine, che per me non è assenza, ma uno spazio di pace, riflessione e crescita. A guidare le mie parole sono inoltre l’amore per la mia famiglia, il rispetto per la natura e la gratitudine per la vita, che cerco di raccontare con sincerità e sensibilità.Questo è il mio primo articolo, e spero che possa essere l’inizio di un percorso fatto di storie, emozioni e riflessioni capaci di far fermare il lettore, anche solo per un istante, a osservare il mondo con occhi diversi.
L'articolo
La natura può ancora credere nell’uomo? La speranza raccontata da una libellula
proviene da Roma e dintorni notizie
.