Lunedì 3 Agosto 2026 14:08
Ritorno a Parigi per l’ultima tappa del Tour de France 2026
A una settimana dalla chiusura del Tour de France, la nostra analisi sulla gestione degli spazi pubblici in Francia e Spagna rispetto a Roma
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Ritorno a Parigi per l’ultima tappa del Tour de France 2026
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Ad una settimana di chiusura del Tour de France con la vittoria di Tadej Pogačar e il successo di tappa di Mathieu van der Poel sugli Champs-Élysées, riprendiamo la nostra inchiesta sulle manifestazioni sportive.
Un’analisi tra la gestione degli spazi pubblici in Francia e Spagna rispetto a
Roma durante il Giro d’Italia
. Ad un primo confronto, il livello di manutenzione e pulizia del territorio in Francia e Spagna appare nettamente superiore rispetto a quello riscontrato nella Capitale. Le grandi corse ciclistiche e gli eventi sportivi internazionali fungono da specchio impietoso, evidenziando il divario tra il degrado di Roma e le best practice di altre città europee come Barcellona o Bordeaux.Ecco alcuni dei “difetti” riscontrati nell’
articolo del 17 luglio sul passaggio del tour a Barcellona e Bordeaux:
● Spazio pubblico e verde: A differenza delle fasce spartitraffico di Barcellona, curate con erba tappezzante e piante sempreverdi, Roma mostra incuria e trascuratezza degli spartitraffico (cartelloni, rifiuti ed erbacce: con la riorganizzazione della gestione degli sfalci stradali, di nuovo in capo ad AMA, cambierà qualcosa? La finiremo di considerare le
canne infestanti come verde da tutelare?
)● Manutenzione e decoro: La pulizia costante, il design delle pavimentazioni e il restauro delle facciate dei palazzi in Francia e Spagna offrono un’immagine di città curata che a Roma manca da sempre
● Mobilità e vivibilità: La gestione del traffico e la riqualificazione dei grandi viali dimostrano una pianificazione urbanistica fluida che contrasta con la congestione e la sosta selvaggia tipiche di Roma
● Assenza di giungle di antenne sui tetti, grazie a impianti centralizzati efficienti.
E last but not least, LA PULIZIA DEI GRAFFITI VANDALICI, DISTINGUENDO IL DEGRADO DALLA VERA STREET ART. A Roma la politica spesso tollera le scritte per quieto vivere o consenso elettorale.
All’estero il imbrattamento dei muri viene sanzionato come danno al bene collettivo. In Francia come in Spagna, la condanna degli atti vandalici unisce tutte le forze politiche, Qui da noi ci sono politici che fanno “cherry picking”, cancellano solo determinate scritte sui muri (ad esempio le scritte degli avversari) lasciandone altre che sono ritenute accettabili o “convenienti”. Ma lasciam perdere…
Abbiamo visto che Barcellona e Bordeaux offrono un livello di pulizia e cura degli spazi pubblici nettamente superiore a Roma. Ed insomma il Tour de France per denunciare le differenze tra Francia, Spagna (che non è il paradiso lo stiamo vedendo questi giorni) ed evidenziare due modi diversi di gestire e rispettare il territorio urbano.
Ed in questo senso, il confronto con Parigi è il più classico e naturale per Roma, poiché entrambe sono grandi capitali ricche di storia, arte e un immenso patrimonio culturale. Tuttavia, le due città presentano differenze profonde nello stile di vita e nell’urbanistica.
Nel 2026 ricorrono i settant’anni dello storico gemellaggio esclusivo tra Roma e Parigi, siglato il 30 gennaio 1956 e basato sul famoso motto “Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi”
E noi cittadini di Roma ed amanti della Ville Lumière, oltre che del ciclismo, non potevamo non chiudere proprio qui, a Parigi.

Sono passati 11 anni da quando abbiamo pubblicato l’
Ode a Parigi”, ripresa nel 2018 con le stesse parole.
Otto anni dopo siamo tornati sui nostri passi per mostrarvi la bellezza di Parigi confrontandola con Roma durante il Giro. E vi anticipiamo che non ne usciamo fuori benePoco dopo l’ingresso nel circuito cittadino di Parigi dell’ultima tappa del Tour de France, il gruppo transita nei pressi di una via commerciale: notiamo subito la qualità della pavimentazione stradale e pedonale con l’uso di cigli in pietra o granito/marmo grigio perfettamente squadrati e allineati. Avete presente Roma con cigli bianchi spesso disallineati, sbeccati, scheggiati e posati senza criterio. A Parigi i margini e i cordoli seguono linee continue e pulite; a Roma prevale l’approssimazione nei tagli e nei giunti. E vogliamo parlare della qualità delle vasche alberate e degli impianti pubblicitari con cornici di design? Niente a che vedere con quelli di Roma rovinati e arrugginiti

E poi ci sono i tetti di Parigi: il fascino della città vista dall’alto (cit.). Uno degli aspetti più caratteristici dello skyline di Parigi sono i tetti a mansarda in zinco e ardesia, bombati o spioventi con la tipica tonalità grigio-azzurra, sono un simbolo di Parigi, resi celebri nel film Inception (dir. Christopher Nolan) dalla surreale scena in cui la città si ripiega su se stessa.
I tetti di Roma, celebri per i loro coppi, tegole e cupole, soffrono da decenni di un grave insopportabile impatto visivo causato dalla selva di impianti radiotelevisivi.Una giungla di antenne, cavi penzolanti e parabole arrugginite.
La CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) ha proposto il
progetto “Tetti Puliti”
per liberare i tetti di Roma dalla grande quantità di antenne televisive vecchie e rotte.
Quel progetto è rimasto solo sulla carta. E poi ci sarebbe il piano del comune di Roma che non ha imposto l’obbligo di centralizzazione delle antenne televisive
per evitare contenziosi con i cittadini e imporre oneri economici ai condomini, a loro volta litigiosi e menefreghisti, col risultato che la giungla di antenne pone Roma in una posizione unica in Europa, l’unica capitale con i tetti ridotti a “puntaspilli”. Alla faccia della Grande Bellezza. Al contrario, Parigi con i suoi iconici tetti in zinco, le mansarde e gli abbaini, presenta solo UN’ANTENNA PER CONDOMINIO.


Tadej Pogačar e Mathieu van der Poel si sono sfidati e rincorsi in modo spettacolare sulla salita di Montmartre durante l’ultima tappa del Tour de France del 26 luglio 2026


Un altro suggestivo scorcio dell’ultima tappa del Tour de France con i corridori in lotta sul pavé di Montmartre davanti a una folla immensa assiepata sui gradini del Sacré-Cœur.


Guardate qui: i muretti, i parapetti e le balaustre puliti senza graffiti..Notate qualche differenza con l’abbazia di San Paolo e via Ostiense davanti alla basilica? Graffiti segnalati nel 2022. Dal comune, nessuna risposta.

Ma torniamo a Parigi: eccoci a Boulevard de Clichy. L’eleganza e la funzionalità nella progettazione stradale in una sola foto: Archetti parapedonali di colore grigio per impedire il parcheggio selvaggio (volete mettere gli orrendi parapedonali biancorossi modello Roma?) Strade perfette senza buche con superficie piana e liscia. Cartelloni di qualità: le “colonne Morris”, famosi cilindri pubblicitari di colore verde nati nel 1868 dal tipografo Gabriel Morris per mostrare i manifesti di teatri e spettacoli. Ma vuoi mettere gli stendardi sbilenchi che abbiamo a Roma? C’era una volta
il piano regolatore degli impianti pubblicitari affossato da una manovra bipartisan
..ma lasciam perdere-bis!

Sui “muri” di Montmartre, Tadej Pogačar e Mathieu van der Poel hanno acceso la corsa con un doppio attacco; il momento chiave in cui Tadej Pogačar ha fatto il vuoto con un grande attacco sul pavé di Rue Lepic a Montmartre, seguito prontamente solo da Mathieu van der Poel che poi lo ha staccato in discesa



L’iconica panoramica verticale dall’alto dell’obelisco di Place de la Concorde e i grattacieli di La Défense: fa parte del famoso
Axe historique
(o asse storico) di Parigi, una linea retta che unisce il Museo del Louvre al Grande Arco della Défense, passando per gli Champs-Élysées e l’Arco di Trionfo.
Parigi unisce passato e presente mescolando architettura classica, strutture di vetro e grattacieli futuristici. Pensiamo alla Piramide del Louvre dell’architetto Ieoh Ming Pei al “Beaubourg” di Renzo Piano e Richard Rogers, ai grattacieli di vetro e acciaio della Défense (e naturalmente, la Tour Eiffel!) Tutt’altra cosa rispetto a Roma che vive con paura e resistenza l’architettura contemporanea, frenata da vincoli storici, burocrazia e timore del nuovo.


Notare i dettagli: la recinzione all’uscita del Tunnel des Tuileries: zero graffiti, zero manifesti abusivi


Riecco i soffitti a mansarda nelle case in stile Haussmann con le caratteristiche finestre a abbaino (lucarnes) che sporgono dai tetti in zinco. A Parigi i tetti sono ordinati e privi della selva di antenne grazie a rigidi vincoli estetici e a impianti centralizzati o digitali, a differenza di Roma dove si è scelto di non decidere, mantenendo il disordine visivo.



Van der Poel ha staccato Pogačar nel tratto finale ed è riuscito a tagliare il traguardo per un soffio, resistendo alla rimonta del gruppo. Il campione sloveno ha chiuso la corsa in sicurezza, festeggiando il suo quinto trionfo nella “Grande Boucle” eguagliando un record storico dei grandi di tutti i tempi, precedendo in classifica generale Remco Evenepoel e Isaac Del Toro.

E sperando di non avervi annoiato nel raccontarvi l’ultima tappa di Parigi per evidenziare il profondo divario con Roma in termini di pulizia, arredo urbano e cura del verde, ci lasciamo con l’
Ode a Parigi
che scrivemmo nel 2018:“…provate a vivere per qualche ora nell’incanto paesaggistico e architettonico di Parigi, tra meravigliose campagne, villaggi ben tenuti, strade e viali disegnati alla perfezione e costruiti a regola d’arte, periferie curate e decorose. (…) senz’auto in sosta vietata, bancarelle di ciarpame ad ogni angolo, pareti coperte da manifesti e graffiti. Viali alberati senza macchine sugli spartitraffico, corsie preferenziali rispettate, arredo urbano elegante e ben studiato, cartellonistica razionale e spazi pubblicitari di qualità (…), la grazia e il buon gusto dell’edilizia residenziale: che spettacolo quelle palazzine liberty coi tetti spioventi in ghisa e i pittoreschi comignoli e, più in generale, il panorama della città, stupendo senza la giungla di antenne televisive
. Un altro mondo, quello civile, progredito, europeo, che ama vivere in ordine e armonia, senza la violenza della sosta selvaggia, la bruttezza di cartelloni e bancarelle e la prevaricazione di graffitari e “maghinari”. (…)


Un popolo, quello francese, che ama vivere in luoghi belli e accoglienti, rispettando il prossimo. Qualcosa di sconosciuto a Roma, dove il patto sociale si fonda sulla reciproca indifferenza e tolleranza verso la maleducazione, inciviltà ed illegalità.
Guardate la tappa del Tour de France, immergetevi per un attimo nella civiltà in cui tutti vorremo vivere.”
Un ringraziamento alla regia internazionale e la produzione delle immagini del Tour de France affidate ad A.S.O. (Amaury Sport Organisation), France Télévisions, Euro Media France, proprietari esclusivi di tutti i diritti d’autore e delle immagini della corsa (all rights reserved) e Rai Sport, broadcaster ufficiale in Italia
Per chi se lo fosse perso: le condizioni di Roma in occasione del passaggio del Giro d’Italia (
qui
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