Martedì 4 Agosto 2026 12:08
Cinema: il Centro Sperimentale di Cinematografia di Cinecittà ancora più competitivo grazie ai fondi PNRR
Il Centro Sperimentale di Cinematografia rivolge il suo sguardo al futuro, come del resto è
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Il Centro Sperimentale di Cinematografia rivolge il suo sguardo al futuro, come del resto è nella sua tradizione. Rendendosi una delle principali istituzioni nazionali dedicate alla produzione audiovisiva, alla formazione, alla digitalizzazione, all’innovazione tecnologica e alla salvaguardia del patrimonio audiovisivo.
Si parte dal potenziamento tecnologico e infrastrutturale della storica sede di via Tuscolana e delle sedi Regionali del CSC, attraverso interventi destinati all’ammodernamento degli spazi, al rinnovamento delle dotazioni per la didattica e la produzione audiovisiva e allo sviluppo di nuove infrastrutture digitali. A questi investimenti si affiancano le attività dedicate alla conservazione, alla valorizzazione e alla digitalizzazione del patrimonio cinematografico e documentale custodito dalla Fondazione, una parte essenziale della memoria culturale del Paese.
Centrale è la parte dedicata alla formazione. Il suo obiettivo è rafforzare le competenze professionali nel settore audiovisivo, accompagnando la transizione tecnologica in atto e sostenendo l’adozione di nuove tecnologie.
Il primo intervento strategico riguarda la creazione del Virtual Live Set, una nuova infrastruttura tecnologica che sta proiettando il Centro Sperimentale di Cinematografia verso i più avanzati standard della produzione audiovisiva internazionale. Si tratta di uno spazio dedicato alla virtual production, dotato di sistemi di ripresa in tempo reale e ambienti digitali immersivi, che rappresenta un’evoluzione dei tradizionali sistemi green screen. Il Virtual Live Set diventerà un punto di riferimento per studenti, professionisti e produzioni, contribuendo in modo concreto alla modernizzazione del comparto e allo sviluppo delle competenze richieste dalla transizione digitale.
Accanto al Virtual Live Set, è stata lanciata anche una nuova piattaforma e‑learning, CSC Play (https://cscplay.fondazionecsc.it), che attiva online, porta l’alta formazione cinematografica e i contenuti d’autore del Centro Sperimentale di Cinematografia direttamente sugli schermi degli utenti, rendendoli accessibili a un pubblico sempre più ampio. La piattaforma consente di ampliare l’accesso alla formazione, integrando percorsi digitali e contenuti specialistici pensati per accompagnare la transizione tecnologica del settore audiovisivo.
In linea con gli standard accademici del CSC – Scuola Nazionale di Cinema, sono stati attivati 85 corsi organizzati presso la Sede centrale di Roma, le Sedi di Torino, Milano, L’Aquila e Palermo e il Polo di formazione Immersive & Performing Arts di San Servolo (Venezia), con un rilascio di 1.400 attestati di partecipazione altamente professionalizzanti (vedi scheda).
Tra gli altri strumenti attivati grazie al finanziamento dell’Unione Europea NextGenerationEU ci sono anche due sale visione dotate di apparati audio‑video professionali per la corretta fruizione dei contenuti. E’ stata realizzata, inoltre,una nuova infrastruttura digitale di server e storage, indispensabile per la gestione fluida delle lavorazioni più complesse (VFX, restauro, animazione, scenografia, costume, ecc.).
Passando poi al capitolo riguardante le attività di conservazione, restauro e digitalizzazione, sono stati realizzati investimenti mirati su tecnologie e infrastrutture strategiche che andranno a completare il Digital Lab con tecnologie di ultima generazione come lo scanner DFT POLAR HQ 8K. (vedi scheda).
Sempre grazie al PNRR,il Fondo Luciano Salce della Biblioteca Luigi Chiarini del CSC diventa digitale.
Un patrimonio d’archivio per riscoprire uno dei protagonisti dello spettacolo italiano del Novecento, che ha attraversato oltre quarant’anni di storia dello spettacolo, lasciando un segno profondo nel cinema italiano, dalla commedia all’italiana ai grandi successi popolari, tra cui Il federale (1961), La voglia matta (1962) e i primi due capitoli della saga di Fantozzi (1975-1976).
E’ stata realizzata inoltre la tape library, un’infrastruttura fondamentale per la conservazione sicura e a lungo termine dei contenuti digitalizzati, garantendo capacità di archiviazione avanzata e sistemi di protezione evoluti.
Prosegue anche la digitalizzazione del prezioso archivio del CSC – Scuola Nazionale di Cinema, un fondo storico, amministrativo e didattico di straordinario valore. Si tratta di un patrimonio che conserva documenti fondamentali, tra cui materiali relativi al periodo bellico, quando parte dei beni – soprattutto filmici – vennero requisiti o dispersi, lasciando tracce documentali oggi di grande importanza storica.
È in fase avanzata, inoltre, il riordino dell’Archivio Storico della Cineteca Nazionale, che copre l’attività dal 1949 a oggi, e di circa 20.000 unità del Fondo Fotografico Iannarelli, materiali unici dei fotografi di scena dagli anni Sessanta agli anni Novanta.
Un intervento delicatissimo riguarda le pellicole in nitrato, la parte più fragile e antica del nostro patrimonio, e sono stati salvati i materiali più a rischio, dal muto alla prima fase del sonoro.
Prosegue la digitalizzazione della prestigiosa collezione di cinema muto, i cui titoli saranno inseriti nel Portale del Cinema Muto e potranno tornare a circolare in festival e rassegne internazionali.
Infine, grazie al PNRR, verranno restaurati quattro film di particolare rilevanza artistica conservati negli archivi del CSC – Cineteca Nazionale: “Corbari” (Valentino Orsini, 1970), “Tre nel mille” (Franco Indovina, 1967), “Il sasso in bocca” (Giuseppe Ferrara, 1970) e “Morire gratis” di Sandro Franchina 1968, destinati a nuova circolazione in festival ed eventi.
Grazie ai fondi del PNRR il Centro Sperimentale della Cinematografia resta uno dei punti di riferimento internazionali per l’audiovisivo con tecnologie all’avanguardia per didattica e produzione.

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