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Mercoledì 5 Agosto 2026 19:08

Un bel servizio andato in onda sul TG5: Roma la città europea più imbrattata

I mezzi di informazione mainstream iniziano a parlare della devastazione provocata dalle scritte vandaliche. Dopo il Corriere e il Tg di Mediaset ora si spera il filone prosegua

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Un bel servizio andato in onda sul TG5: Roma la città europea più imbrattata
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Nei giorni scorsi abbiamo evidenziato come il tema graffiti sia passato al centro dell’attenzione mediatica grazie a un forte passaparola, ai servizi della TGR e di svariate testate giornalistiche, sia sul web che su carta stampata tra cui gli articoli del Corriere della Sera. L’improvviso interesse mediatico ha trasformato una questione solitamente di nicchia in un vero dibattito di massa. Eppure fino al giorno prima era quasi impossibile trovarne traccia sui maggiori siti d’informazione e sulla stampa ufficiale, neanche a parlarne: solo qualche resoconto delle iniziative di Retake Roma con l’appoggio del Comune che si lava la coscienza per coprire inefficienze strutturali e mancanza di volontà politica. L’ondata di comunicati e articoli promossi dal Comune di Roma per mostrare il proprio impegno contro il vandalismo è partita in seguito a un
reportage della TGR andato in onda il 22 aprile.
È seguita una serie di articoli, comunicati e post social suggeriti o diffusi dal Campidoglio per evidenziare le azioni messe in campo dall’amministrazione.

Noi, da par nostro, ne abbiamo evidenziato le inefficienze strategiche, rimarcando pochi fondi, scarse azioni concrete e la necessità di un albo dei murales autorizzati, in ognuno dei 15 municipi.

L’istituzione di un albo dei murales autorizzati serve a eliminare la discrezionalità della pubblica amministrazione, distinguendo nettamente le opere d’arte urbana riconosciute dagli atti vandalici (compresi quelli a sfondo politico e sportivo spacciati per street art e memoria storica dei quartieri)

Censire e registrare ufficialmente gli autori e le rispettive opere, separando lavori autorizzati da Comune e proprietari/residenti degli stabili, dalle tag abusive (e dagli slogan politici), togliendo ogni alibi ai vandali e a chi li tollera nelle istituzioni.

Non servono nuove leggi, ma applicare con rigore quelle vigenti, prendendo a modello città come Madrid o Parigi.

Secondo noi, un vero piano contro i graffiti richiede prima di tutto un albo dei murales artistici e commemorativi e una campagna di distinzione tra arte e vandalismo. Solo dopo si potranno attivare squadre municipali ad hoc e un piano colore per le facciate.

Nella sezione
programma antidegrado del sito Basta Cartelloni
potete trovare le nostre soluzioni per contrastare il degrado ispirate alle best practice, metodi comprovati per fermare gli atti vandalici (e non solo)

Detto ciò, ringraziamo gli amici di
Graffiti No Problem
, pagina online che si occupa di educazione e divulgazione sulla rimozione dei graffiti vandalici, per averci segnalato un servizio andato in onda sul TG5.

Ebbene sì, avete letto bene,
un servizio del TG5 a firma di Pietro Angelo Gangi andato in onda il 22 luglio e dedicato ai graffiti.

Davvero ben scritto e realizzato dal giovane Pietro Angelo Gangi, a cui vanno i nostri ringraziamenti e complimenti estesi ai suoi collaboratori (cameramen e montatori).

Non potevamo credere ai nostri occhi e alle nostre orecchie. Dalla scelta delle parole, alla scelta dei concetti e delle location (Esquilino, San Lorenzo, e la sede dell’
Istituto Centrale per il Restauro ‘ICR’
nel complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande, UN VERO PARADOSSO CHE SUBISCA ATTI DI VANDALISMO CON TAG E SCRITTE: lo faremo presente a chi di dovere), dalla scelta del testo e delle immagini, sembrava un post di Roma fa schifo o Diarioromano, il che certifica la bravura e la competenza dell’autore del pezzo.

Parafrasando uno slogan calcistico. Pietro Angelo Gangi uno di noi!

Pubblichiamo la trascrizione stenografica insieme a degli screenshot del servizio andato in onda sul TG5.

Immagini, video e testi appartengono a RTI/Mediaset.



 

Cesara Buonamici …Queste inutili, bruttissime scritte che non rappresentano proprio nulla 

 



“Nei grandi centri le trovi ormai ovunque, sui palazzi, i marciapiedi, le saracinesche. Perfino su chiese, mura storiche e gallerie. Scritte, disegni obbrobri che rovinano il volto della città. 
Insulti, messaggi d’odio, slogan politici o sportivi. A volte anche dichiarazioni di amore o sigle, o cosiddetti “TAG” che possono però aiutare a risalire agli autori.

 



 





 

 


 

 



 



 

 



 

 – “Scrivono un sacco di scemenze e male, e quindi non è una “street art” (intervista a una turista con accento del nord Italia).

 



 



 



 

– “Secondo me vanno a danneggiare e basta (intervista a una giovane ragazza con accento romano).



 

Un problema di decoro soprattutto per Roma, diventata la città europea più imbrattata, scrive il Corriere. Ma anche un costo per tutti i cittadini.

 



 “Da gennaio ad oggi abbiamo ricevuto più di 500 segnalazioni, i costi fino ad oggi sono arrivati a oltre 41.000 euro (intervista a A.B. operatore AMA).

 



 



 



 

La rimozione non è semplice. Dopo una segnalazione qui a Piazza Vittorio Emanuele II è intervenuta una squadra dell’AMA per cancellare le scritte dalla colonna. Prima stendono un gel per ammorbidire la vernice, poi l’azione dell’idropulitrice cancellerà definitivamente la scritta.

 



 



 



 



A dare una mano a volte ci sono gruppi di volontari ma nemmeno il tempo di ripulire che il muro viene troppo spesso sporcato di nuovo nel giro di pochi giorni”.

 



“Sono contrarissima perché come finiscono di pulire ricominciano questa cosa che con una bomboletta devi (vogliono, NdR) riempire e sporcare (intervista a una residente).

 



 



Beccare gli imbrattatori è difficile. Agiscono spesso di notte. Ma si contano migliaia di segnalazioni solo nella Capitale e una cinquantina di denunce da inizio anno della Polizia Locale che ha intensificato i controlli. E dire che gli spazi per gli artisti, quelli veri ci sono senza bisogno di sfregiare la città”.

 



 

Edizione ore 20.00 del 22 luglio Pietro Angelo Gangi 

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