Giovedì 6 Agosto 2026 13:08
Data Center a Colleferro: le osservazioni e le perplessità di Retuvasa
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa inviato da Retuvasa, la Rete per la Tutela della Valle del Sacco, in merito […]
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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa inviato da Retuvasa, la Rete per la Tutela della Valle del Sacco, in merito al progetto di un Data Center a Colleferro.
Una moratoria per impianti che impattano pesantemente sugli equilibri ambientali, la disponibilità delle risorse idriche, il consumo di suolo e di risorse energetiche?
Questa domanda sorge spontanea prendendo in considerazione l’insediamento o le recenti proposte di insediamento di impianti fotovoltaici, centri logistici e da ultimo data center, per non parlare dei sempre presenti impianti di trattamento dei rifiuti. Negli ultimi 10-15 anni come associazioni, cittadinanza attiva, comunità intere o singoli cittadini siamo stati coinvolti nell’opposizione attiva ai singoli progetti o quantomeno nella richiesta di un pieno coinvolgimento delle comunità nel prendere in considerazione i progetti, a partire dalla condivisione di ogni informazione pertinente al progetto, della documentazione e dei passaggi del processo autorizzativo.
È una lunga storia, che vale come premessa a quanto nel discorso verrà dopo, un lungo apprendistato nel quale abbiamo appreso a scavare entro i meandri degli archivi amministrativi, a consultare gli esperti nelle varie discipline che concorrevano a delineare i profili dei singoli progetti, arrivando alla comprensione collettiva dei loro caratteri fondamentali, dell’impatto di questi su salute, ambiente ed in generale la struttura economica e sociale delle comunità e dei territori coinvolti.
Non ci siamo limitati a questo, scontenti e insoddisfatti della fatica di Sisifo di una continua opposizione a impianti variamente nocivi nella quale eravamo costretti ad una pratica resistenziale, senza mai poter decidere effettivamente sul futuro dei nostri territori, abbiamo preso l’iniziativa di riflettere sul futuro possibile delle nostre comunità, puntando a costruire una coalizione sociale in grado di costruire un progetto per il futuro, con tutte le contraddizioni ed i conflitti che questo porta con sé. È ciò che oggi chiamiamo riconversione sociale, economica e culturale di pace.
Dopo questa premessa arriviamo all’oggi.
Oggi abbiamo la proposta di un data center da 100 MW più 30 accessori nel territorio di Colleferro. Le considerazioni da fare riguardano in generale l’impatto dei data center nei territori nei quali vanno ad insediarsi ed in specifico il progetto di Colleferro. La concentrazione di questi impianti, il consumo di risorse idriche, energia elettrica e suolo, ha prodotto forti opposizioni, non solo negli Stati Uniti dove il processo è iniziato, ma anche nel nostro paese, nell’area metropolitana di Milano -dove si concentra la maggioranza degli impianti- a partire dal comune di Lacchiarella -comune di poco più di 9000 abitanti- e comuni limitrofi. Si parla di in un solo comune di impianti per 300 + 150 MW, per un investimento di oltre 3 miliardi di euro.
Veniamo all’impianto di Colleferro, la lettura della documentazione ci mostra un percorso in cui società che cambiano nome di volta in volta, propongono prima impianti fotovoltaici, infine il data center le cui caratteristiche cambiano a loro volta. Alcune osservazioni della provincia di Frosinone hanno spostato la localizzazione del progetto nell’area metropolitana di Roma tra Colleferro e Segni. Siamo di fronte ad un iter ed un progetto confuso su cui ad esempio l’autorità dell’ATO responsabile per la gestione delle acque ha espresso forti dubbi sulla credibilità delle soluzioni tecniche proposte.
Da ultimo si è aggiunta la società che dovrebbe garantire i finanziamenti per l’opera, purché l’opera inizi entro il 2027, siamo nell’ordine almeno delle centinaia di milioni di euro. Per quell’ordine di investimento si parla di poche decine di posti di lavoro non meglio specificati.
Con un escamotage burocratico al comune di Colleferro resta da decidere il cambiamento di destinazione dell’area su cui l’impianto si deve insediare. Su questo l’amministrazione deve deliberare il giorno 11 agosto. Questo esime gli amministratori dal valutare l’impatto dell’opera?
È stata fatta in questi mesi, da quando l’opera è stata proposta, una serie valutazione tecnica del progetto, è stata fatta richiesta di una informazione completa, particolareggiata e definitiva?
Sono state richieste le consulenze degli esperti in grado di produrre una valutazione credibile sulle caratteristiche dell’impianto -complete e definitive- e il loro impatto in termini di consumo di risorse idriche e energia elettrica, consumo di suolo?
Le dinamiche di questi ultimi anni ci insegnano che questo impianto è destinato ad essere solo il primo di una lunga serie che investirà il nostro territorio, vale a dire esso costituisce un precedente che apre le porte ad un processo che nessuno oggi governa, che ogni comune è chiamato a gestire con le proprie limitate risorse in termini di competenze tecniche. Il ruolo della regione è del tutto evidente nelle decisioni prese. In assenza di norme che ne regolamentino l’insediamento
Questo progetto nasce nel contesto di un bando per la creazione di una filiera di aziende ad alta tecnologia da parte del comune di Colleferro. Questo richiede una ulteriore considerazione. A fronte della straordinaria transizione tecnologico-digitale che stiamo vivendo di cui le tecnologie dell’Intelligenza Artificiale sono il fattore trainante, proporsi di attrarre queste filiere nel proprio territorio forse dovrebbe avere almeno due caratteristiche. La prima è quello di dotarsi di un ambito di soggetti esperti provenienti da università centri di ricerca e reti professionali in grado di fornire indicazioni per linee guida non generiche, in grado poi di contribuire ad una valutazione delle proposte presentate.
La seconda è che l’ambito territoriale comunale forse non è adeguato e sarebbe necessario consorziare più comuni per attivare realmente una filiera produttiva e di servizi ad alta tecnologia, compatibili con le caratteristiche ambientali, sociali ed economiche del territorio.
In base a queste considerazioni riteniamo necessario proporre una moratoria sull’insediamento di impianti con un rilevante impianto sul territorio, moratoria da condividere tra gli enti locali del territorio rispetto alla quale il comune di Colleferro dovrebbe prender l’iniziativa, dando inizio ad un percorso condiviso di analisi dello stato ambientale, economico e sociale del territorio stesso.
Rispetto al data center in oggetto, la pratica del cambiamento di destinazione d’uso dell’area di insediamento, deve essere al momento bloccata, rinviata a dopo una analisi e completa ed esauriente dei caratteri del progetto.
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