Giovedì 6 Agosto 2026 20:08
A Gualtieri non interessa la sicurezza dei romani: Pro Italia denuncia lo stato di abbandono della Polizia Locale di Roma Capitale
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“Sotto organico, senza mezzi e con un comando inadeguato” così Pro Italia definisce le condizioni in cui è costretta a operare la Polizia Locale di Roma Capitale.
Circa 6.000 agenti presidiano un territorio di 1.287 chilometri quadrati — dodici volte Parigi, tredici volte Barcellona — con un organico inferiore di 2.000 unità rispetto al minimo necessario. Centinaia di agenti in servizio sono privi dell’arma d’ordinanza e oltre 1.300 operatori la attendono ancora, girando con il solo spray urticante in dotazione. Accade anche nei reparti GSSU e SPE impiegati negli sgomberi e negli interventi più rischiosi, in zone problematiche come Tor Bella Monaca, l’Esquilino e la Stazione Termini.
Nel frattempo 1.300 idonei del concorso per istruttori di Polizia Locale restano fermi in graduatoria, pur essendo pronti a servire la città. Sono tenuti in un limbo, senza motivo. Da marzo non si assume più nessuno, nemmeno per sostituire chi va in pensione (600 in due anni e mezzo). Le 150 assunzioni promesse dal Sindaco entro dicembre, con una scuola di formazione ridotta a due settimane, sono una cifra insufficiente. Pro Italia chiede a gran voce l’immediato scorrimento della graduatoria del concorso, bloccata da mesi.
«Non è un problema di risorse, è un problema di volontà» dichiara Matteo Brandi, presidente di Pro Italia. «Per assumere gli idonei del concorso servono 30 milioni. Nel 2025 il Comune ne ha incassati 155 con le multe e quasi 300 con la tassa di soggiorno, ma al Corpo ne sono tornati soltanto 38. Il resto finanzia piste ciclabili insensate, “rifugi climatici”, spianate senza alberi e nuove telecamere. A Termini ci sono più di milleduecento telecamere e i borseggiatori continuano indisturbati, perché una telecamera non ferma un delinquente. Questo è controllo, non sicurezza: il cittadino onesto viene vessato, chi delinque resta libero di agire».
La Polizia Locale soffre di molte mancanze: mezzi privi di divisorio di sicurezza e di protezioni contro il lancio di oggetti, uffici operativi in pessime condizioni, turni massacranti, agenti trasferiti da altre città a cui viene bloccato il riconoscimento della qualifica di pubblica sicurezza. Infine, gli inutili presidi nei campi nomadi, firmati dal vicecomandante Stefano Napoli, che espongono gli agenti a pericoli gratuiti e che richiedono fino a 300 ore di straordinario in due mesi.
«Gli agenti sono pubblici ufficiali con funzioni di polizia giudiziaria: possono arrestare, possono fermare un reato in atto, possono fare deterrenza. Ma vengono messi nelle condizioni di non lavorare e al massimo sono utilizzati come semplici vigili per fare cassa. La nascita della “Commissione speciale per la sicurezza” al Campidoglio, proprio a pochi mesi dalle elezioni, ci sembra una presa in giro» prosegue Brandi. «Chiediamo l’assunzione di tutti gli idonei nella graduatoria, armi e mezzi adeguati, sedi sicure, turni umani e un cambio ai vertici del Comando. Il Comandante Generale Mario De Sclavis è sotto processo per falsa testimonianza nel caso Bernabei, è normale che sia ancora al suo posto? Il Sindaco Gualtieri poi non sembra interessato ai cittadini romani che chiedono sicurezza, servizi e rispetto. Il tempo è scaduto, la pazienza pure».
