Martedì 11 Agosto 2026 16:08
Roma: da Civita Castellana gestivano spaccio tra Labaro e Prima Porta, 21 misure cautelari
Scoperta una rete di spaccio tra Civita Castellana e Roma, con 21 misure cautelari eseguite dalla polizia.
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Scoperta una rete di spaccio che operava da Civita Castellana, in provincia di Viterbo, fino a Prima Porta e Labaro, a Roma. Questa organizzazione era capace di movimentare fino a 100 grammi di cocaina al giorno, generando un volume d’affari annuo stimato in circa 2 milioni di euro. Per tali motivi, gli agenti della polizia di Stato hanno eseguito un totale di 21 misure cautelari, di cui 19 in carcere e 2 ai domiciliari.
L’indagine è stata condotta dagli agenti del commissariato Flaminio Nuovo e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma. Essa si è sviluppata a seguito di una pregressa operazione di polizia giudiziaria in materia di droga, conclusasi nel 2022 con l’esecuzione di 16 misure cautelari. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni degli indagati dell’epoca si sarebbero successivamente riorganizzati per coordinare e gestire, dal viterbese, alcune piazze di spaccio locali, tra Prima Porta e Labaro.
Gli elementi raccolti hanno consentito di accertare che a operare direttamente sulle piazze di spaccio erano gli addetti al contatto con i clienti, supportati da un articolato sistema di vedette. Questa rete di persone era dislocata in punti strategici con il compito di segnalare tempestivamente l’eventuale arrivo delle forze di polizia. Parallelamente, l’organizzazione adottava la tecnica della cosiddetta “modica quantità”: lo stupefacente, prevalentemente cocaina, veniva suddiviso e occultato in diversi nascondigli per essere prelevato esclusivamente nella dose richiesta dal singolo acquirente. Questa strategia mirava a limitare il quantitativo detenuto da ciascun pusher in caso di controllo e a preservare l’intera partita dedicata alla giornata.
I servizi di osservazione predisposti hanno consentito di ricostruire il punto strategico utilizzato per lo spaccio, situato in un ponte pedonale in ferro, che permetteva una visuale dall’alto allargata per le vedette. Nell’ambito delle indagini è inoltre emerso che l’attività di spaccio, con una base organizzativa nel comune di Civita Castellana, aveva esteso le sue ramificazioni fino ai comuni a nord della provincia di Roma. Durante il periodo di sviluppo dell’attività di polizia giudiziaria, sono state arrestate 10 persone in flagranza di reato, con più di 20 assuntori denunciati all’Autorità giudiziaria e segnalati al competente ufficio prefettizio.
Complessivamente, sono state individuate 21 persone appartenenti all’organizzazione, prevalentemente di origine nordafricana. La Procura, ipotizzando l’ipotesi associativa del reato di spaccio, ha ottenuto dal Tribunale di Roma altrettante misure cautelari, di cui 19 in carcere e 2 ai domiciliari. Per completare l’iter delle esecuzioni e rintracciare gli indagati, sono state coinvolte le squadre mobili di Viterbo e Catania, insieme agli investigatori del distretto Ponte Milvio. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione era in grado di movimentare circa 100 grammi di cocaina al giorno, per un volume di affari annuo di poco meno di 2 milioni di euro.
