Giovedì 13 Agosto 2026 09:08
Sanita’: Spallanzani, presentati dati italiani su Prep all’Aids conference di Rio De Janeiro
Nuove evidenze sulla Prep presentate a Rio De Janeiro dall'Istituto Spallanzani di Roma. Scopri i dettagli dello studio Epi-Prep.
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L’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” Irccs di Roma ha recentemente presentato nuove evidenze riguardanti l’utilizzo della Prep (Profilassi pre-esposizione) durante la 26ma International Aids Conference che si è tenuta a Rio De Janeiro. Questa comunicazione è stata diffusa tramite una nota ufficiale dell’Istituto stesso. A condurre e a presentare i due studi scientifici, focalizzati sull’aderenza alla Prep e sulla sua continuità nel tempo, è stata la dottoressa Valentina Mazzotta. Le due analisi, frutto dello studio Epi-Prep, sono state condotte sulla coorte multicentrica italiana Pride e offrono una dettagliata fotografia dell’utilizzo della Prep in Italia, in un periodo caratterizzato da un ampliamento delle possibilità di prevenzione. Infatti, alla Prep orale, ora rimborsabile, è stata affiancata anche la formulazione iniettabile a lunga durata d’azione, nota come Prep long acting.
La dottoressa Mazzotta ha spiegato: “La Prep rappresenta uno degli strumenti più efficaci a disposizione per prevenire l’infezione da HIV. Tuttavia, affinché questa strategia preventiva possa esprimere appieno il proprio potenziale, è fondamentale che si presti attenzione sia alla corretta aderenza sia alla continuità della profilassi nel tempo”.
Lo studio Epi-Prep è un’analisi epidemiologica retrospettiva che ha coinvolto un campione di 1.298 utilizzatori di Prep, arruolati tra il 2024 e il 2025 nella coorte osservazionale multicentrica italiana Pride. Tutti i partecipanti hanno effettuato almeno una visita di follow-up dopo l’inizio della profilassi. La popolazione analizzata era prevalentemente composta da uomini cisgender, con un’età mediana di 39 anni, e circa un partecipante su quattro era alla prima esperienza con la Prep. Le analisi presentate all’Aids 2026 hanno esaminato due aspetti complementari: da un lato il rischio di interruzione della Prep, dall’altro la probabilità di una aderenza subottimale, ovvero un utilizzo della Prep non pienamente conforme allo schema previsto. Il tasso di interruzione è stato pari al 33,8% per la Prep orale quotidiana, al 24,5% per quella on-demand e al 29,8% tra coloro che hanno modificato lo schema di somministrazione durante il periodo considerato. Il valore più basso è stato osservato tra gli utilizzatori della Prep iniettabile long-acting, con solo il 6,3%. Inoltre, è emersa una minore probabilità di interruzione tra le persone seguite in centri community-based rispetto a quelle seguite in setting ospedalieri.
Il secondo studio presentato dalla dottoressa Mazzotta ha analizzato la capacità delle persone di seguire correttamente il regime di Prep prescritto. La probabilità cumulativa stimata di aderenza subottimale a un anno è risultata pari al 34,6% nella popolazione complessiva. Anche in questo caso, sono state registrate differenze statisticamente significative tra i diversi schemi di somministrazione: il 54,9% per la Prep orale quotidiana, il 22,6% per quella on-demand, il 22,3% tra coloro che cambiavano modalità di somministrazione e il 9,4% tra gli utilizzatori della Prep iniettabile long-acting. La dottoressa Mazzotta ha commentato: “I due lavori indicano come la modalità di somministrazione possa rappresentare uno degli elementi associati alla capacità di seguire correttamente e proseguire nel tempo il percorso di prevenzione. La Prep iniettabile long-acting si è dimostrata associata a una minore probabilità di aderenza subottimale e a una minore probabilità di interruzione tra gli schemi analizzati. Pertanto, si rivela un approccio più funzionale ed efficace. Tuttavia, è necessario sottolineare l’importanza di non adottare un approccio unico alla prevenzione dell’HIV. Sono necessari percorsi differenziati e centrati sulla persona, insieme a strategie mirate per favorire l’aderenza e la permanenza nei programmi di Prep, al fine di massimizzarne l’impatto preventivo nel lungo periodo”.
