Domenica 16 Agosto 2026 10:08
Favola della domenica – I ventagli
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C’erano una volta tre bambine che partecipavano a una gara scolastica. Sarebbe stato premiato chi avrebbe costruito il ventaglio più bello. La loro maestra aveva scelto Carolina, Isabella e Sofia perché amavano inventare ed erano abili nei lavori manuali.
Durante l’intervallo, Caterina disse alle altre: “Chiederò aiuto a mia mamma. E’ molto brava a dipingere”.
Isabella aggiunse: “A me piace infilare perline. Applicherò dei fiori colorati”.
“Invece io adoro le piume. Una mia zia ne ha una collezione”.
Al rientro, la maestra domandò alla classe: “Sapete, ragazzi, da dove viene l’usanza del ventaglio?”
Una delle alunne alzò la mano: “Penso che i popoli primitivi usassero delle foglie con un gambo lungo per sventolarsi”.
“Brava! La natura offre sempre delle soluzioni. Tempo dopo, nella Cina antica, usavano oggetti rigidi a forma di bambù del tutto somiglianti alle foglie”.
Un altro compagno domandò: “E poi? Chi ha inventato quelli pieghevoli?”
“Probabilmente i giapponesi”.
Remo, un ragazzino spiritoso, indicando un ventaglio aperto messo bene in vista sul ripiano della cattedra, osservò: “Sembra un’ala di pipistrello…”
“Proprio così, hai indovinato… In Giappone, si sono ispirati proprio ai pipistrelli. C’è comunque un altro aspetto importante. A che cosa vi fa pensare il movimento del ventaglio?”
Rispose ancora Remo: “Forse fa pensare all’aria, al respiro, non so… a qualcosa di gioioso”.
“Bravissimo. Infatti, nei secoli successivi, per le signore europee diventò un segno di eleganza e di civetteria”. L’insegnante si rivolse alle tre concorrenti: “Ora però mettetevi all’opera e costruite un bell’oggetto da esporre in bacheca alla fine dell’anno scolastico”.
Tornata a casa, Caterina si munì di un foglio di carta da dipingere con l’aiuto della mamma. Voleva rappresentare il mare con il sole che sorge.
Isabella si mise subito alla ricerca di pietruzze brillanti e piccole sfere per comporre i suoi fiori, mentre Sofia iniziò a realizzare un ventaglio corredato di grandi piume come usavano un tempo i faraoni d’Egitto per rinfrescarsi e pavoneggiarsi.
A maggio, i tre lavori furono pronti. Ma mancava il montaggio. La maestra mostrò come i fogli dovessero essere piegati e muniti di stecche per poter essere aperti e poi richiusi.
Alla fine, i ventagli furono presentati per il concorso scolastico.
I prodotti artistici di Caterina, di Isabella e di Sofia trovarono posto in bacheca e furono ammirati da numerosi visitatori.
Come conclusione delle attività svolte e del successo raggiunto, la maestra creò e regalò a ogni suo alunno un piccolo ventaglio-giocattolo.
Maria Rosaria Fortini
