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Lunedì 17 Agosto 2026 11:08

MARIA TERESA DE ROSA, L’ARTE DI ATTRAVERSARE MOLTE VITE: DAL TEATRO AL CINEMA, FINO ALLA FOTOGRAFIA

A cura di Ilaria Solazzo Ci sono esistenze che procedono lungo una traiettoria lineare e

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A cura di Ilaria Solazzo

Ci sono esistenze che procedono lungo una traiettoria lineare e altre che, al contrario, sembrano strutturarsi secondo una molteplicità di percorsi, esperienze e identità. Quella di Maria Teresa De Rosa appartiene senza dubbio alla seconda categoria: una biografia nella quale teatro, televisione, cinema, pubblicità e fotografia costituiscono differenti modalità attraverso cui osservare, interpretare e restituire la realtà.

Se il cinema di Federico Fellini, con La dolce vita, ha trasformato l’attraversamento di una città e dei suoi ambienti in una metafora dell’esistenza, anche il percorso di Maria Teresa può essere letto come un continuo attraversamento: da un palcoscenico a un set, da un personaggio a un altro, da una macchina da presa a un obiettivo fotografico. Una disponibilità permanente al confronto con esperienze differenti, sostenuta da curiosità, sensibilità e desiderio di apprendere.

La sua formazione artistica è passata innanzitutto dal teatro. Dal 2000 al 2018 è stata attrice nella compagnia amatoriale “I Clitunnali”, vivendo un’esperienza lunga quasi due decenni e di particolare rilevanza sul piano formativo. Il palcoscenico è stato il primo laboratorio nel quale ha potuto sperimentare la relazione tra parola, gesto, presenza scenica e pubblico. È attraverso il teatro che l’interpretazione ha assunto per lei il significato di un esercizio di ascolto, disciplina e consapevolezza.

Nel 2018 è stata co-protagonista della prima stagione di “Sara & Marti – La nostra storia”, fiction diretta da Maria Sorrentino. L’esperienza è proseguita nel 2019 con la seconda stagione, diretta da Emanuele Pisano.

La serie racconta la quotidianità di due sorelle adolescenti, Sara e Marti, trasferitesi da Londra a Bevagna, piccolo centro umbro, per seguire il padre. Il loro ingresso in una realtà completamente nuova diventa il punto di partenza per una narrazione dedicata alla crescita, all’amicizia, alla famiglia, all’identità e alla scoperta dei sentimenti.

All’interno di questo universo narrativo, Maria Teresa ha dato anima e corpo a Nonna Teresa, costruendo una figura dalla marcata dimensione affettiva e dalla profonda umanità. Un personaggio capace di rappresentare la memoria familiare, l’esperienza e quella funzione di riferimento che, soprattutto durante l’adolescenza, può assumere un valore determinante.

Il passaggio al cinema ha ulteriormente ampliato il suo percorso. Nel 2021 è stata presente nel cast de La Befana vien di notte 2, diretto da Paola Randi, e di Benedetta, film diretto da Paul Verhoeven. Nel 2022 è stata sul set di Chiara, diretto da Susanna Nicchiarelli, mentre nel 2023 ha preso parte a La Chimera di Alice Rohrwacher.

In queste produzioni ha ricoperto ruoli di comparsa, ma ogni esperienza ha costituito un tassello significativo della sua formazione. Per Maria Teresa, infatti, il valore di un set non è determinato esclusivamente dall’ampiezza del ruolo affidato, bensì dalla possibilità di confrontarsi con professionisti, linguaggi e metodologie differenti.

Nel 2024 è stata protagonista di un’altra esperienza televisiva con “Don Matteo 14”, nell’episodio Giustizia sarà fatta, diretto da Paola Randi. In questa occasione ha interpretato una comparsa parlante, con uno scambio di battute con Nino Frassica, oltre ad aver partecipato ad altre due stagioni della fiction nel ruolo di comparsa.

Il percorso approda quindi anche al mondo della comunicazione pubblicitaria. Nel 2025 è stata testimonial della campagna di Birra Moretti “Nonna conosce il successo”, trasmessa tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 attraverso due minispot.

Una nuova esperienza, un nuovo linguaggio, una nuova modalità di comunicare. Ancora una volta, tuttavia, il principio rimane lo stesso: mettersi in gioco.

È questa forse la costante più significativa della sua vicenda artistica. Maria Teresa non sembra concepire le esperienze secondo una rigida gerarchia. Teatro, fiction, cinema e pubblicità appartengono a universi differenti, ma ciascuno di essi le ha consentito di acquisire strumenti, relazioni e ricordi.

Ogni esperienza ha lasciato un posto speciale nel suo cuore.

Ed è proprio la gratitudine il filo conduttore della sua filosofia personale. La gratitudine verso la vita la spinge a sorridere, a riconoscere il valore degli incontri e a considerare ogni opportunità come qualcosa da accogliere, non da dare per scontato.

La sua dimensione professionale convive con una vita privata profondamente radicata negli affetti. Maria Teresa ha un marito che ama profondamente e due figlie, Sara e Marta, che oggi vivono fuori dall’Umbria. La distanza non modifica il valore di un legame familiare che rimane centrale nella sua esistenza.

E poi c’è l’Umbria, una terra alla quale è profondamente legata, territorio di storia, cultura e spiritualità, intimamente associato alla figura di San Francesco d’Assisi. Una regione che Maria Teresa ama e che rappresenta una componente essenziale della sua identità.

Oggi, accanto al mondo dello spettacolo, la fotografia occupa una posizione prioritaria nella sua vita.

Dopo essere stata per anni davanti alla macchina da presa, Maria Teresa ha scelto di collocarsi anche dall’altra parte dell’obiettivo. Il cambiamento dello strumento non ha però modificato la sostanza della sua ricerca: comprendere l’essere umano e conservarne le emozioni.

Attraverso ogni scatto diventa infatti custode dei ricordi altrui.

Una fotografia, nella sua prospettiva, non è semplicemente una composizione visiva. È una testimonianza, una traccia, una forma di memoria capace di sottrarre un istante alla naturale erosione del tempo.

Ed è forse qui che il cerchio si chiude. L’attrice ha imparato a interpretare le storie degli altri; la fotografa ha imparato a custodirle.

Dal teatro alla fiction, dal cinema alla pubblicità, fino alla fotografia, Maria Teresa De Rosa ha attraversato linguaggi differenti senza perdere la propria identità.

Ha vissuto tante vite in una sola.

E ciascuna di queste vite ha lasciato una traccia: nei ricordi, nelle persone incontrate, nei personaggi interpretati e nelle immagini oggi affidate al suo obiettivo.

Come accade nei grandi film, non sono soltanto le scene principali a determinare il valore di una storia. Talvolta sono proprio quei momenti apparentemente marginali, quei volti incontrati per pochi istanti, quelle esperienze che sembrano fugaci, a diventare indelebili.

Maria Teresa De Rosa ha imparato a riconoscerli.

Prima li ha vissuti.

Poi li ha interpretati.

Oggi li custodisce.


MARIA TERESA DE ROSA: «OGNI SET È STATO UN UNIVERSO, OGNI INCONTRO UNA LEZIONE»

Maria Teresa, il suo percorso attraversa teatro, fiction, cinema e pubblicità. Se dovesse considerare ogni set come una tappa della propria formazione, quale insegnamento le hanno lasciato complessivamente queste esperienze?

Mi hanno insegnato che non esiste un’esperienza realmente piccola quando si ha la disponibilità ad imparare. Dal teatro con la compagnia “I Clitunnali”, che mi ha accompagnata dal 2000 al 2018, fino ai set cinematografici e televisivi, ho sempre cercato di osservare, ascoltare e comprendere. Ogni ambiente ha una propria grammatica, un proprio ritmo e una propria umanità. Io ho avuto la fortuna di attraversarli tutti e ciascuno ha lasciato un posto speciale nel mio cuore.

Nel 2018 arriva “Sara & Marti – La nostra storia”, prima con la regia di Maria Sorrentino e poi, nella seconda stagione, con Emanuele Pisano. Che cosa ha rappresentato per Lei entrare nel mondo di una fiction dedicata soprattutto agli adolescenti?


È stata un’esperienza molto importante. Interpretare Nonna Teresa mi ha permesso di entrare in una narrazione incentrata sulla crescita, sui rapporti familiari, sull’amicizia e sulle emozioni dell’adolescenza. Ho cercato di dare al personaggio autenticità e calore. Quando interpreti una figura come una nonna, non puoi fermarti alla battuta: devi costruire una memoria, una storia, una relazione con gli altri personaggi. È stato un lavoro che ho sentito profondamente.

Dopo la fiction è arrivato il cinema, con produzioni come La Befana vien di notte 2, Benedetta, Chiara e La Chimera. Cosa significa per Lei essere parte di un grande film anche quando il ruolo è più piccolo?

Significa avere il privilegio di entrare, anche solo per un momento, in una macchina creativa complessa. Non ho mai considerato le figurazioni speciali un ruolo da vivere con superficialità. Al contrario, stare su un set significa osservare il lavoro del regista, degli attori, della troupe, comprendere la costruzione di una scena. Ho incontrato professionalità straordinarie e ho imparato qualcosa da ciascuna produzione. Sono esperienze che porto con me con grande gratitudine.


Nel 2024 è arrivata Don Matteo 14, dove ha avuto anche uno scambio di battute con Nino Frassica. Che ricordo conserva di quella giornata sul set?

Un ricordo molto profondo. Avere uno scambio diretto con Nino Frassica è stata certamente un’emozione, soprattutto considerando la popolarità e la storia di quella fiction. Ho cercato di vivere quel momento con naturalezza, concentrandomi sul mio lavoro. Ho partecipato anche ad altre due stagioni di Don Matteo come comparsa e ogni volta ho trovato qualcosa di nuovo da osservare e da imparare.

Nel 2025 è stata scelta come testimonial per la campagna pubblicitaria social di Birra Moretti, “Nonna conosce il successo”. È cambiato qualcosa nel suo approccio davanti alla macchina da presa quando si è trovata a lavorare per uno spot?

Certamente cambia il linguaggio. Uno spot richiede immediatezza, sintesi e una capacità comunicativa molto precisa. La campagna, trasmessa tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 attraverso due minispot, è stata un’esperienza divertente e stimolante. Mi ha permesso di confrontarmi ancora una volta con un registro diverso. E anche quella esperienza ha trovato un posto speciale nel mio cuore.

Ha attraversato tanti set e interpretato mondi differenti. Se dovesse scegliere due parole per descrivere tutto questo percorso, quale sceglierebbe?

Direi “Gratitudine”, ma anche Gioia, perché ogni set mi ha lasciato qualcosa. Alcuni mi hanno regalato emozioni, altri insegnamenti, altri ancora incontri che ricordo con affetto. Ho vissuto tante vite attraverso i personaggi e le situazioni che ho incontrato. Oggi, quando guardo indietro, non penso soltanto ai ruoli interpretati: penso alle persone, alle giornate trascorse sul set, alle risate, alle emozioni e a tutto ciò che ho imparato. E proprio per questo continuo a sorridere: perché sono grata alla vita per ogni storia che mi ha permesso di vivere.


In un’epoca in cui l’egoismo sembra spesso prevalere e l’ascolto dell’altro diventa sempre più raro, Maria Teresa De Rosa ci ricorda, con la naturalezza del suo sorriso, che la vera ricchezza non risiede nell’apparire, ma nel saper restare semplici, autentici e umani. Perché, quando tutto il resto perde valore, è proprio la semplicità ciò che rimane.

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