Martedì 18 Agosto 2026 15:08
Esplosione a Colleferro, indagini in corso: indetta un’assemblea pubblica per sabato
Colleferro – Continua a far discutere l’esplosione dello scorso 13 agosto alla ex Simmel Difesa, ora KNDS. Esplosione KNDS a […]
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Colleferro – Continua a far discutere l’esplosione dello scorso 13 agosto alla ex Simmel Difesa, ora KNDS.
Dopo il sospiro di sollievo per l’assenza di morti e feriti, ora è il tempo delle indagini e delle tante domande. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, frena sull’ipotesi che stava circolando negli ultimi giorni, ovvero quella che vedeva nell’esplosione del deposito della KNDS un sabotaggio russo.
La teoria, che ha iniziato a diffondersi quasi subito dopo il violento boato, è stata alimentata anche da analoghi episodi avvenuti in Bulgaria, di cui l’ultimo tre giorni prima dell’esplosione a Colleferro. Il ministro Crosetto, però, parla di un problema interno allo stabilimento, escludendo quindi la pista russa. L’intervento del Ministro arriva in concomitanza con le dichiarazioni del leader di Azione, Carlo Calenda, che aveva chiesto al Governo di rispondere proprio in merito a questa teoria, visto anche l’ampio spazio dato alla notizia da parte dei media russi. Dello stesso avviso di Crosetto anche il primo cittadino di Colleferro, Giulio Calamita.
Cosa sia realmente successo è ora al vaglio degli inquirenti: la Procura di Velletri ha aperto un’inchiesta.
Proseguono anche le indagini a livello ambientale, anche se i primi dati non hanno rilevato ingenti problematiche a ridosso dell’incidente.
Negli scorsi giorni, in ogni caso, il Comune di Colleferro, che ha attivato il COC
come aveva dichiarato il Sindaco
stesso al nostro giornale, ha richiesto ad Arpa Lazio ulteriori indagini e verifiche, al fine di rassicurare il più possibile la cittadinanza.L’esplosione, che ha riportato alla memoria anche il gravissimo episodio del 2007, quando si registrarono un morto e oltre 10 feriti, continua però a sollevare polemiche, anche tra i cittadini: per questo motivo, Disarmiamoli – Valle del Sacco ha indetto un’assemblea pubblica, di cui riportiamo il comunicato pubblicato tramite social.
“Poteva succedere. Ed è successo.
Sabato 22 agosto, dalle 17.45, saremo in Piazza Italia a Colleferro per un’assemblea pubblica. Questa volta vogliamo esserci tutti: cittadine e cittadini, istituzioni e amministrazioni.
Siamo ovviamente sollevatə che non ci siano state vittime nell’esplosione del 13 agosto, ma l’assenza di vittime non cancella la gravità di quello che è successo, né i rischi che abbiamo corso. Ed è proprio per questo che, a incidente avvenuto, abbiamo il dovere di fermarci, capire cosa è successo e chiederci seriamente cosa sarebbe potuto accadere.
Per fortuna non ci sono state vittime. Ma la fortuna non può essere l’unico piano di sicurezza proposto.
Quella che abbiamo fatto finora non è stata una campagna di allarmismo ma informazione. Ci siamo incontrat3 in diverse piazze della Valle del Sacco, alle manifestazioni, di fronte ai cancelli di KNDS a Colleferro e Anagni.
Quella che abbiamo fatto finora non è stata una campagna di allarmismo ma informazione. Ci siamo incontrat3 in diverse piazze della Valle del Sacco, alle manifestazioni, di fronte ai cancelli di KNDS a Colleferro e Anagni.
Abbiamo raccontato i rischi, posto domande, presentato osservazioni e abbiamo provato a mettere tutt3 davanti a una realtà che spesso si preferisce non guardare. Ma oggi quelle domande sono ancora più urgenti.
Cosa sarebbe successo se fosse esplosa la nitrogelatina (nitroglicerina stabilizzata), materiale altamente esplosivo, con una produzione di circa 150kg ogni ora? Cosa sarebbe successo se l’esplosione avesse coinvolto quella produzione che potrebbe trovarsi a soli 300 metri dall’autostrada A1? Cosa sarebbe successo al bosco adiacente con un incendio che avrebbe potuto propagarsi rapidamente? Non è uno scenario apocalittico ma sono i rischi potenziali che esistono quando si produce materiale esplosivo, e proprio per questo i rischi devono essere prevenuti, controllati e affrontati prima che sia troppo tardi.
Cosa sarebbe successo se fosse esplosa la nitrogelatina (nitroglicerina stabilizzata), materiale altamente esplosivo, con una produzione di circa 150kg ogni ora? Cosa sarebbe successo se l’esplosione avesse coinvolto quella produzione che potrebbe trovarsi a soli 300 metri dall’autostrada A1? Cosa sarebbe successo al bosco adiacente con un incendio che avrebbe potuto propagarsi rapidamente? Non è uno scenario apocalittico ma sono i rischi potenziali che esistono quando si produce materiale esplosivo, e proprio per questo i rischi devono essere prevenuti, controllati e affrontati prima che sia troppo tardi.
Non basta più sostenere che è andata bene. È andata bene questa volta.
Ma non è possibile costruire il futuro della Valle del Sacco aspettando ogni volta di scoprire quanto siamo statə fortunatə.
L’esplosione di Colleferro deve essere un campanello d’allarme. Deve obbligarci a guardare anche a quello che sta succedendo ad Anagni.
Di quanto rischio ancora deve farsi carico questo territorio?
Di quanto rischio ancora deve farsi carico questo territorio?
La Valle del Sacco ha già pagato un prezzo altissimo. Abbiamo un territorio che aspetta ancora bonifiche, una situazione ambientale che non può essere dimenticata, infrastrutture che non sono adeguate a gestire scenari di emergenza complessi e un rischio di incendio boschivo che non può essere trattato come un dettaglio. E invece di affrontare tutto questo con serietà, si continua a parlare di nuovi progetti industriali come se il punto principale fosse semplicemente trovare altro spazio.
Serve una vera riconversione industriale della Valle del Sacco, serve la bonifica del territorio, servono infrastrutture adeguate per gestire le emergenze. Ma soprattutto c’è bisogno di un’applicazione rigorosa della legge Seveso, senza scorciatoie, senza minimizzazioni e senza aspettare che sia un’esplosione a ricordarci perché esiste.
Le norme sulla sicurezza non servono quando l’incidente è già successo. Servono prima.
Sabato 22 agosto vogliamo parlarne ancora, pubblicamente. Non accettiamo che ogni incidente venga trasformato in una semplice storia di “fortuna”. La sicurezza non è fortuna. La sicurezza è prevenzione, controllo, responsabilità e scelte politiche.
Sabato 22 agosto vogliamo parlarne ancora, pubblicamente. Non accettiamo che ogni incidente venga trasformato in una semplice storia di “fortuna”. La sicurezza non è fortuna. La sicurezza è prevenzione, controllo, responsabilità e scelte politiche.
Poteva succedere. Ed è successo.
Sabato 22 agosto, dalle 17.45, Piazza Italia, Colleferro. Venite a partecipare. Venite a discutere. Venite a chiedere risposte.
Il prossimo “per fortuna” potrebbe non bastare”, è quanto postato su Facebook.
Il prossimo “per fortuna” potrebbe non bastare”, è quanto postato su Facebook.
Foto di repertorio dell’incidente dello scorso 13 agosto
