Lunedì 24 Agosto 2026 07:08
Cambiamenti climatici, economia e infrastrutture, l’AIS chiarisce la situazione
Le ondate di calore e i cambiamenti climatici sono stati gestiti, fino a questo momento,
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Cambiamenti climatici, economia e infrastrutture, l’AIS chiarisce la situazione
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#politica #salute e benessere #ais; cambiamenti climatici #altra economia
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Le ondate di calore e i cambiamenti climatici sono stati gestiti, fino a questo momento, in maniera emergenziale ma la situazione è cambiata. Come già previsto, nasce la necessità di passare dalla gestione di un’emergenza a una vera e propria resilienza sistemica, creando linee guida strategiche e precise per infrastrutture, sempre più mirate al clima – resilient.
L’AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili, non lascia margini di fraintendimento, invocando un cambio di paradigma nella progettazione delle infrastrutture per contrastare le difficoltà provocate da questo nuovo clima.
L’associazione, analizzando l’estate 2026, evidenzia un punto di non ritorno, le temperature record, gli eventi sempre più estremi e frequenti sono oggi una nuova nuova realtà e non più una minaccia futura. La realizzazione e la progettazione delle infrastrutture seguendo obiettivi climate – resilient è diventata fondamentale, come investire nella sostenibilità e dedicando una particolare attenzione alla scelta dei materiali.
Infatti, emerge da quest’ultimo studio, quanto sia costoso e dispendioso il non fare nulla. Questa situazione caratterizzata da condizioni climatiche estreme, influisce sull’economia mondiale, il rischio concreto è di danni globali superiori a 5.000 miliardi di dollari all’anno, tra perdite economiche, infrastrutturali e produttive. Lo stress da calore, che oggi tutti conoscono, porterà entro il 2030 alla perdita di oltre il 2% delle ore lavorative nel mondo, pari a una spesa di 2.400 miliardi di dollari annui, di conseguenza ogni euro non investito oggi nella transizione, richiederà investimenti doppi o tripli in futuro. In questo nuovo scenario si possono trovare dei veri e propri moltiplicatori economici nelle infrastrutture sostenibili seguendo rigorosi criteri di progettazione, ESG, sostenibilità ed economia green. In questo modo si potranno rafforzare i territori, portare benessere alla collettività combattendo le bolle di calore, ridurre i costi ambientali e promuovere finanziamenti responsabili. Il 2026 è stato riconosciuto come l’Anno dell’acqua, registrando una delle siccità più disastrose degli ultimi tempi. l’ AIS si è impegnata concretamente per affrontare in maniera tempestiva questa situazione, entro l’anno ha garantito la pubblicazione un nuovo Position Paper dedicato a “infrastrutture idriche e cambiamento climatico”. Il documento fornirà al mercato indicatori standardizzati e moderni per valutare la resilienza delle reti idriche, modelli di gara, finanza sostenibile, casi di studio e proposte regolatorie per una gestione integrata. Questo sarà uno strumento operativo che conterrà una matrice di vulnerabilità climatica e supporterà la valutazione del rischio da parte di gestori ed enti appaltanti. Le attuali infrastrutture idriche sono state progettate su dati storici ormai incapaci di essere utili nella nuova situazione climatica (siccità, precipitazioni eccezionali, temperature infernali). Sarà fondamentale analizzare l’attuale architettura del sistema idrico, la capacità di depurazione e una SWOT ANALYSIS. La proposta di AIS è di mappare i rischi meteo – climatici a cui ogni infrastruttura si espone, valutandone ogni componente e individuando le priorità d’intervento, guidando così le scelte delle strategie più efficaci di adattamento. Il quadro gestionale e normativo deve essere tempestivamente adeguato, stando ai dati nazionali una mancanza di contrasto porterebbe entro il 2030, 4,8 miliardi di persone a rischio senza un adeguato monitoraggio dell’acqua, il 44% delle acque domestiche e il 62% di quelle industriali non vengono trattate in modo sicuro. Bisogna anche considerare un potenziale non sfruttato di 320 miliardi di metri cubi l’anno, di acque reflue riutilizzabili.
In Italia a questi dati si aggiungono: siccità prolungate, elevate dispersioni di rete e governance irregolare, rendendo ancora più urgente una strategia per salvaguardare un territorio già idrogeologicamente delicato.
L’AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili, non lascia margini di fraintendimento, invocando un cambio di paradigma nella progettazione delle infrastrutture per contrastare le difficoltà provocate da questo nuovo clima.
L’associazione, analizzando l’estate 2026, evidenzia un punto di non ritorno, le temperature record, gli eventi sempre più estremi e frequenti sono oggi una nuova nuova realtà e non più una minaccia futura. La realizzazione e la progettazione delle infrastrutture seguendo obiettivi climate – resilient è diventata fondamentale, come investire nella sostenibilità e dedicando una particolare attenzione alla scelta dei materiali.
Infatti, emerge da quest’ultimo studio, quanto sia costoso e dispendioso il non fare nulla. Questa situazione caratterizzata da condizioni climatiche estreme, influisce sull’economia mondiale, il rischio concreto è di danni globali superiori a 5.000 miliardi di dollari all’anno, tra perdite economiche, infrastrutturali e produttive. Lo stress da calore, che oggi tutti conoscono, porterà entro il 2030 alla perdita di oltre il 2% delle ore lavorative nel mondo, pari a una spesa di 2.400 miliardi di dollari annui, di conseguenza ogni euro non investito oggi nella transizione, richiederà investimenti doppi o tripli in futuro. In questo nuovo scenario si possono trovare dei veri e propri moltiplicatori economici nelle infrastrutture sostenibili seguendo rigorosi criteri di progettazione, ESG, sostenibilità ed economia green. In questo modo si potranno rafforzare i territori, portare benessere alla collettività combattendo le bolle di calore, ridurre i costi ambientali e promuovere finanziamenti responsabili. Il 2026 è stato riconosciuto come l’Anno dell’acqua, registrando una delle siccità più disastrose degli ultimi tempi. l’ AIS si è impegnata concretamente per affrontare in maniera tempestiva questa situazione, entro l’anno ha garantito la pubblicazione un nuovo Position Paper dedicato a “infrastrutture idriche e cambiamento climatico”. Il documento fornirà al mercato indicatori standardizzati e moderni per valutare la resilienza delle reti idriche, modelli di gara, finanza sostenibile, casi di studio e proposte regolatorie per una gestione integrata. Questo sarà uno strumento operativo che conterrà una matrice di vulnerabilità climatica e supporterà la valutazione del rischio da parte di gestori ed enti appaltanti. Le attuali infrastrutture idriche sono state progettate su dati storici ormai incapaci di essere utili nella nuova situazione climatica (siccità, precipitazioni eccezionali, temperature infernali). Sarà fondamentale analizzare l’attuale architettura del sistema idrico, la capacità di depurazione e una SWOT ANALYSIS. La proposta di AIS è di mappare i rischi meteo – climatici a cui ogni infrastruttura si espone, valutandone ogni componente e individuando le priorità d’intervento, guidando così le scelte delle strategie più efficaci di adattamento. Il quadro gestionale e normativo deve essere tempestivamente adeguato, stando ai dati nazionali una mancanza di contrasto porterebbe entro il 2030, 4,8 miliardi di persone a rischio senza un adeguato monitoraggio dell’acqua, il 44% delle acque domestiche e il 62% di quelle industriali non vengono trattate in modo sicuro. Bisogna anche considerare un potenziale non sfruttato di 320 miliardi di metri cubi l’anno, di acque reflue riutilizzabili.
In Italia a questi dati si aggiungono: siccità prolungate, elevate dispersioni di rete e governance irregolare, rendendo ancora più urgente una strategia per salvaguardare un territorio già idrogeologicamente delicato.
Fonti: –
infrastrutturesostenibili.org
– ingegno-web.it
–Foto: –
milanofree.it
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