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Lunedì 24 Agosto 2026 16:08

Quando gli sticker fanno il mosaico: un’opera collettiva involontaria

Quando gli sticker fanno il mosaico: un’opera collettiva involontaria


Presi uno per uno, questi sticker hanno ben poco da raccontare. Sono piccoli adesivi colorati utilizzati dalle agenzie turistiche per distinguere un gruppo dall’altro durante le visite guidate. Una funzione pratica, destinata a esaurirsi nel giro di poche ore. Ma che cosa succede quando, terminata la visita, centinaia di persone staccano il proprio adesivo e […]

Quando gli sticker fanno il mosaico: un’opera collettiva involontaria


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Quando gli sticker fanno il mosaico: un’opera collettiva involontaria


Presi uno per uno, questi sticker hanno ben poco da raccontare. Sono piccoli adesivi colorati utilizzati dalle agenzie turistiche per distinguere un gruppo dall’altro durante le visite guidate. Una funzione pratica, destinata a esaurirsi nel giro di poche ore.

Ma che cosa succede quando, terminata la visita, centinaia di persone staccano il proprio adesivo e lo attaccano nello stesso posto?

Sono anni ormai che intorno al Colosseo, all’uscita del Foro Romano o nei pressi di altri monumenti molto frequentati si vedono ringhiere, pali e altre strutture ricoperti da centinaia di questi piccoli sticker.

Roma, Via della Salara Vecchia, 5 marzo 2025 [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY-NC-SA]
Roma, Via della Salara Vecchia, 5 marzo 2025 [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY-NC-SA]Il gesto individuale è semplice e sempre uguale: finita la visita, l’adesivo non serve più e qualcuno lo lascia lì. Un altro visitatore fa lo stesso, poi un altro ancora.

Nessuno decide la composizione. Nessuno sceglie i colori. Nessuno stabilisce dove debba cominciare o finire.

Eppure, a forza di aggiungere piccoli cerchi, quadrati e frammenti colorati, la superficie cambia completamente aspetto. Quello che nasce come un accumulo casuale finisce per assomigliare a un grande mosaico contemporaneo.

È naturalmente un paradosso. Attaccare adesivi sulle strutture dello spazio pubblico rimane un comportamento improprio e non diventa lecito perché il risultato può apparire bello.

Eppure, se ci allontaniamo di qualche passo e osserviamo l’insieme, accade qualcosa di curioso.

Roma, Via della Salara Vecchia, 5 marzo 2025 [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY-NC-SA]
Roma, Via della Salara Vecchia, 5 marzo 2025 [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY-NC-SA]Il singolo sticker perde la propria identità e diventa una tessera. I marchi delle agenzie, le scritte e i simboli quasi scompaiono; rimangono forme e colori. Centinaia di gesti individuali, compiuti da persone che non si conoscono e che probabilmente non hanno mai pensato di partecipare alla creazione di qualcosa, producono un’immagine collettiva. Un’opera senza progetto e senza autore.

E, come spesso accade nello spazio urbano, anche lo sguardo di chi passa contribuisce a trasformarla. Quelle ringhiere coloratissime attirano l’attenzione, vengono fotografate e diventano persino lo sfondo per selfie e fotografie ricordo.

C’è poi un altro elemento che rende particolarmente suggestivi questi mosaici: il luogo in cui si formano.

Gli sticker si accumulano davanti al Colosseo e al Foro Romano, in uno dei paesaggi archeologici più conosciuti al mondo. Da una parte monumenti sopravvissuti per quasi duemila anni; dall’altra una composizione contemporanea destinata probabilmente a durare pochissimo.

Il contrasto è quasi perfetto: permanenza ed effimero, monumento e gesto quotidiano, storia e presente convivono nello stesso sguardo.

Queste composizioni non sono mai definitive. Ogni nuovo adesivo modifica quelle precedenti; alcuni scoloriscono, altri vengono strappati o coperti, altri ancora spariscono quando le strutture vengono pulite o sostituite.

È quanto è accaduto anche nei pressi del Colosseo: alcune delle superfici che avevamo fotografato completamente ricoperte di sticker sono state successivamente rimosse o trasformate. Il mosaico non esiste più e la fotografia è diventata, involontariamente, il documento di qualcosa che è scomparso.

Roma, Via della Salara Vecchia, 7 agosto 2024 [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY-NC-SA]
Roma, Via della Salara Vecchia, 7 agosto 2024 [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY-NC-SA]Forse è proprio questa precarietà a renderlo interessante per MuStick. Lo sticker è per sua natura effimero, ma in questo caso lo è anche l’opera collettiva che nasce dalla sua moltiplicazione.

Titolo: Mosaico effimero
Autore: anonimo e collettivo
Tecnica: sticker adesivi per gruppi turistici
Supporto: arredo urbano
Luogo: area archeologica centrale di Roma
Datazione: XXI secolo
Stato di conservazione: in continua trasformazione; in alcuni casi scomparso

In questo caso MuStick non conserva dunque soltanto gli sticker. Conserva la memoria di ciò che, per un certo tempo, migliaia di piccoli sticker sono riusciti involontariamente a diventare.

[Maria Teresa Natale, 24 agosto 2026]

Quando gli sticker fanno il mosaico: un’opera collettiva involontaria


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