Sabato 29 Agosto 2026 13:08
Roma: Piramide Cestia riapre dopo tre anni, visite gratuite dal 4 settembre al 31 ottobre
La Piramide Cestia riapre al pubblico con nuove aperture gratuite e una rinnovata area archeologica.
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La Piramide Cestia riapre al pubblico dopo un lungo periodo di tre anni, presentandosi con una nuova illuminazione e un’area archeologica completamente riqualificata. Questo è quanto si legge in una nota ufficiale. Conclusi gli interventi effettuati dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Caput Mundi, il monumento riaprirà al pubblico con un calendario di aperture gratuite, sia diurne che serali, che si svolgeranno dal 4 settembre al 31 ottobre. Queste aperture offriranno l’opportunità di visitare uno dei monumenti più iconici della città in una veste rinnovata.
Le visite guidate serali prenderanno il via il 4 settembre e proseguiranno tutti i venerdì del mese, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire il monumento in una suggestiva atmosfera notturna, valorizzata dal nuovo impianto di illuminazione. Il programma comprenderà anche ulteriori aperture gratuite diurne nei mesi di settembre e ottobre. Le visite saranno su prenotazione, fino a esaurimento dei posti disponibili.
“Con questo intervento, il Pnrr conferma il suo valore non solo come strumento di conservazione del patrimonio culturale, ma anche come occasione per renderlo più accessibile e vicino al pubblico”, dichiara la Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro. “La riqualificazione della Piramide Cestia migliora concretamente l’accoglienza, la sicurezza e l’accessibilità del sito, permettendo di restituire ai cittadini e ai visitatori un’esperienza di visita più ricca e inclusiva”.
Spicca il completo rinnovamento dell’impianto di illuminazione scenografica, sia esterna che all’interno della camera funeraria, progettato per mettere in risalto l’architettura della Piramide e gli apparati decorativi dell’ambiente sepolcrale, per una lettura più efficace del monumento anche nelle ore serali. Oltre all’illuminazione, sono stati realizzati un percorso di accessibilità con una nuova pavimentazione, la sistemazione delle aree verdi con il rifacimento dell’impianto di irrigazione, nuovi pannelli informativi, la riqualificazione delle recinzioni, la sostituzione del cancello di accesso da piazzale Ostiense con un nuovo corrimano lungo la scalinata e una migliore organizzazione degli spazi destinati alla colonia felina.
“In questo intervento abbiamo seguito un principio preciso: migliorare ogni aspetto della visita nel rispetto dell’identità del monumento”, afferma la responsabile della Piramide Cestia, Barbara Rossi. “Anche il nuovo sistema di illuminazione è studiato con questa finalità: accompagnare lo sguardo del visitatore, evidenziando i volumi della Piramide e gli affreschi della camera funeraria senza alterarne la percezione. Con i nuovi percorsi e i servizi, contribuisce a rendere il sito più leggibile, accessibile e funzionale”. Le aperture straordinarie offriranno al pubblico l’occasione di conoscere da vicino i risultati del progetto e di riscoprire uno dei monumenti più rappresentativi della Roma antica attraverso un percorso di visita rinnovato, pensato per coniugare tutela, accessibilità e valorizzazione.
Le prime aperture serali sono previste per venerdì 4, 11, 18 e 25 settembre, con tre turni di visite guidate alle 19, alle 20 e alle 21. L’ingresso è gratuito, ma è necessaria la prenotazione obbligatoria su Eventbrite. Per ogni turno sono disponibili 30 posti, e la durata della visita è di 45 minuti. Le aperture diurne sono invece previste per sabato 5, 12 e 19 settembre, con tre turni di visite libere alle 16:30, 17:30 e 18:30. Anche in questo caso, l’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria, e per ogni turno sono disponibili al massimo 50 posti. Sabato 26 e domenica 27 settembre, sono previsti sette turni di visita libera senza guida con ingresso alle 10, 11, 12, 13, 15 e 16. Nel mese di ottobre, le visite si svolgeranno sabato 3, 10, 17, 24 e 31, con tre turni di visite libere alle 16:30, 17:30 e 18:30. Anche in questo caso, l’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria.
Bianca, di marmo, inconfondibile la Piramide Cestia, per i romani semplicemente la Piramide, è stata costruita alla fine del I secolo avanti Cristo ed è l’unico monumento superstite della moda egizia, che si diffuse nell’Urbs dopo che la terra dei faraoni era divenuta provincia romana. L’edificio è il monumento funebre di Gaio Cestio Epulone, politico che ricoprì le cariche di pretore, tribuno della plebe, e fu membro dei septemviri epulones, uno dei quattro più importanti collegi religiosi della Roma antica. Venne costruita nel 12 avanti Cristo in meno di un anno, poiché nel suo testamento Gaio Cestio aveva disposto che gli eredi innalzassero il suo sepolcro piramidale entro 330 giorni, pena la perdita della ricca eredità, come ricorda l’iscrizione scolpita sul fianco orientale del monumento: “opus absolutum ex testamento diebus CCCXXX, arbitratu (L.) Ponti P. f. Cla (udia tribu), Melae heredis et Pothi l(iberti)”. Gli eredi, ovviamente, eseguirono con scrupolo la disposizione testamentaria, tanto che sembra avessero completato la costruzione con anticipo.
La struttura, alta 36,40 metri con una base quadrata di 29,50 metri di lato, è composta da un nucleo di opera cementizia con cortina di mattoni, una tecnica costruttiva romana con una forte resistenza strutturale che ha consentito una forma più slanciata dell’edificio rispetto alle piramidi egiziane. Il rivestimento esterno è costituito da lastre in marmo lunense, mentre la cella funeraria, con volta a botte, è decorata con pitture nel terzo stile pompeiano di raffinata semplicità, in osservanza delle leggi contro l’ostentazione del lusso promulgate da Augusto. Grazie al suo inserimento nelle Mura Aureliane tra il 272 e il 279 dopo Cristo, è giunta fino a noi praticamente intatta; il riutilizzo la ha preservata dalla spoliazione e successiva distruzione, come è avvenuto per le altre sette piramidi che sorgevano nell’antica Roma. Nel 2013, il monumento è stato completamente restaurato e pulito, anche grazie a un finanziamento privato; da allora si svolgono regolari lavori di manutenzione.
Edificio di potente valenza simbolica, molto amato dai romani, ritratto nelle iconografie di Roma di tutti i tempi, la Piramide nel Medioevo venne identificata come la meta Remi (tomba di Remo), e perfino Petrarca in una sua epistola la descrive così. L’edificio faceva da contraltare a un’altra piramide, che sorgeva nell’area del Vaticano, identificata come meta Romuli (Tomba di Romolo) e abbattuta nel 1499. Al 1633 risalgono i primi scavi intrapresi per ordine di papa Alessandro VII Chigi, che ne fece incidere la memoria sulla facciata; all’esterno furono trovate le basi di due statue dedicate a Gaio Cestio e fu aperto un ingresso nella piramide stessa, scoprendo la camera sepolcrale – che era vuota perché già visitata da tombaroli. Un coevo progetto di Borromini per trasformare la cella funeraria in chiesa non ebbe seguito.
