Domenica 30 Agosto 2026 10:08
Favola della domenica – L’eco
#favola
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C’erano una volta due amici, Marco e Mauro, che andavano a camminare in montagna sempre insieme.
La loro meta preferita era un luogo in cui potevano ascoltare l’eco delle loro voci.
Anche quel giorno, si posizionarono in un punto favorevole per creare il fenomeno dell’eco.
“Oggi voglio pronunciare delle parole buffe, che ne dici?” domandò Marco a Mauro.
“Buona idea. Proviamo”.
“Marmittone!” urlò Marco ridacchiando.
“…one, one…” ripeté l’eco.
“Ciufolone!” esclamò a sua volta Mauro.
“…one, one…” rimandò di nuovo l’eco sonoro e poi si udì all’improvviso una voce provenire dalla parete di fronte: “Che cosa mi state dicendo, piccoli ragazzi?”
I due amici si abbracciarono, impauriti.
“Chi avrà parlato?” sussurrò Mauro.
“Non lo so. Non può essere l’eco, ti pare?”
“Areee…aree” disse l’eco. E aggiunse: “Perché non posso essere proprio io, ditemi un pò?”
I due ragazzini fuggirono a gambe levate.
Il giorno dopo però vollero ritentare l’avventura. Quel luogo stregato li attirava irresistibilmente.
“Vediamo se oggi l’eco continuerà a parlare” disse Marco.
Con le gambe tremolanti, si arrampicarono per il viottolo conosciuto. All’arrivo, Mauro formulò una domanda: “Chi sei? Ti vogliamo conoscere…”
“…oscere, oscere… Sono l’eco di questo monte, ve l’ho detto”.
I ragazzi presero coraggio per continuare la conversazione.
“E’ impossibile che tu parli. Non sei una persona” disse Marco.
“E’ vero. Non sono una persona, ma sono una voce e, con la voce, posso parlare con chiunque”.
“Hai qualcosa da dirci?”
“Sicuro. Per esempio, che siete dei birbantelli e dovete avere rispetto per la montagna e le sue voci”.
“Noi stavamo solo giocando con l’eco…”
“E l’eco sa parlare, sa pensare e, per di più, sa vedere nel cuore”.
“Davvero? Che cosa vedi nel cuore?”
“Vedo che siete dei bravi ragazzini, rispettosi e amanti della montagna. Solo che, qualche volta, vi comportate da sciocchini”.
“Scusaci”.
“Coraggio, dite una parola stupenda e io farò l’eco più bello di cui sono capace”.
I due amici pronunciarono quasi contemporaneamente: ‘cuore’ e ‘amore’.
L’eco rispose: ‘cuoreee… amoreee…”.
Tante onde sonore si diffusero di montagna in montagna, di luogo in luogo. Ogni eco le riportò agli orecchi dei tanti turisti sparsi per le valli i quali, al ritorno, ricordarono quell’episodio come il più straordinario avvenimento accaduto durante la loro vacanza.
Maria Rosaria Fortini
