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Lunedì 31 Agosto 2026 08:08

Truffe su WhatsApp, falsi amici e parenti chiedono soldi: come riconoscere il raggiro

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Account compromessi utilizzati per inviare richieste urgenti di denaro ai contatti della vittima. L’allerta della Polizia di Stato: attenzione a bonifici, link sospetti e codici di verifica

Un messaggio arriva su WhatsApp da una persona conosciuta. Può essere un amico, un familiare o un altro contatto presente in rubrica. Il numero è quello giusto, il profilo sembra autentico, ma dietro quella conversazione potrebbe nascondersi un truffatore.

È il meccanismo alla base di una nuova ondata di truffe su WhatsApp, nelle quali i criminali informatici sfruttano account rubati o compromessi per contattare amici e parenti della vittima e chiedere denaro facendo leva su una presunta emergenza.

Il senso di urgenza è uno degli elementi fondamentali del raggiro: una spesa improvvisa, un pagamento che non può essere rimandato o un problema che richiede un trasferimento immediato di denaro. La familiarità del mittente può spingere chi riceve il messaggio ad abbassare la guardia e procedere al pagamento senza effettuare ulteriori verifiche.

Il primo passaggio consiste nell’ottenere il controllo dell’account della vittima.

In alcuni casi possono essere sfruttate vulnerabilità informatiche che consentono attacchi cosiddetti “zero-click”, particolarmente insidiosi perché non richiedono necessariamente un’azione da parte dell’utente, come cliccare su un collegamento o scaricare volontariamente un file.

Una volta compromesso il profilo, i criminali possono sfruttarne l’identità e la rete di contatti per rendere credibili le successive richieste.

Agli amici e ai familiari vengono quindi inviati messaggi nei quali si chiedono somme di denaro attraverso bonifici, ricariche o altri sistemi di pagamento rapido, spesso accompagnati dalla necessità di agire immediatamente.

La richiesta proveniente da un account conosciuto rende il tentativo di frode particolarmente efficace.

Non sempre l’obiettivo immediato è ottenere un bonifico. Alcuni messaggi possono contenere collegamenti verso pagine esterne realizzate per imitare siti e servizi legittimi.

Inserire informazioni personali o credenziali all’interno di queste pagine può permettere ai criminali di sottrarre password, dati sensibili e codici di verifica, compromettendo ulteriori account.

In questo modo la truffa può trasformarsi in una vera e propria catena: un profilo compromesso viene utilizzato per raggiungere altri utenti, che a loro volta rischiano di diventare nuove vittime.

La prima regola è non lasciarsi condizionare dall’urgenza.

Prima di inviare qualsiasi somma di denaro è opportuno verificare l’identità della persona che sta effettuando la richiesta attraverso un canale diverso. Una telefonata diretta, per esempio, può essere sufficiente per scoprire che il proprietario dell’account non ha mai inviato quel messaggio.

È importante inoltre non comunicare a nessuno PIN, password o codici di verifica ricevuti tramite SMS o applicazioni, anche quando la richiesta sembra provenire da una persona conosciuta.

Bisogna evitare anche di aprire collegamenti sospetti o scaricare allegati di provenienza incerta.

La prevenzione passa anche dalla sicurezza dello smartphone.

Sistema operativo e applicazioni dovrebbero essere mantenuti costantemente aggiornati, perché gli aggiornamenti contengono spesso correzioni per vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate negli attacchi informatici.

Su WhatsApp è inoltre consigliabile attivare la verifica in due passaggi e controllare periodicamente la sezione “Dispositivi collegati”, dalla quale è possibile verificare quali computer, browser o altri dispositivi abbiano accesso al proprio account.

Qualsiasi sessione sconosciuta dovrebbe essere immediatamente disconnessa.

Quando si sospetta che il proprio profilo sia stato compromesso, è importante intervenire rapidamente.

Tra le prime azioni da compiere c’è quella di avvisare amici e familiari, utilizzando altri canali di comunicazione, spiegando di non rispondere a eventuali richieste di denaro provenienti dall’account.

Occorre quindi avviare le procedure per recuperare l’accesso e mettere nuovamente in sicurezza il profilo.

La Polizia di Stato raccomanda di prestare particolare attenzione a questo tipo di raggiri e di segnalare episodi sospetti attraverso i canali ufficiali della Polizia Postale.

In un sistema che sfrutta soprattutto la fiducia tra persone che si conoscono, una semplice verifica prima di effettuare un pagamento può essere decisiva per evitare di cadere nella trappola.

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