Martedì 1 Settembre 2026 16:09
Fortuna torna in mare: la giovane tartaruga Caretta caretta è stata liberata a Palidoro
Un tuffo, poi la direzione verso il mare. Fortuna, la giovane tartaruga marina soccorsa lo scorso 30 luglio nelle acque di Maccarese, è tornata finalmente nel suo ambiente naturale. Dopo circa un mese di cure presso il Centro di Primo Soccorso per le tartarughe marine ospitato a Zoomarine, la giovane Caretta caretta ha lasciato la [...]
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Fortuna torna in mare: la giovane tartaruga Caretta caretta è stata liberata a Palidoro
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Dopo circa un mese di cure presso il Centro di Primo Soccorso per le tartarughe marine ospitato a Zoomarine, la giovane Caretta caretta ha lasciato la spiaggia di Palidoro senza esitazioni, riprendendo il largo.
Un momento particolarmente emozionante, condiviso con un gruppo di piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e le loro famiglie. A partecipare al rilascio anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha accompagnato Fortuna sulla battigia.
E proprio ai bambini è spettato un compito speciale: poco prima della liberazione hanno scelto il nome dell’animale. Da oggi, dunque, quella giovane tartaruga che torna a nuotare nel Mediterraneo si chiama Fortuna.
Quando è arrivata al Centro di Primo Soccorso, Fortuna era in condizioni fortemente debilitate.
A raccontare il percorso che ha portato alla sua guarigione è Camillo Sandri, direttore zoologico di Zoomarine.
«In un mese, Fortuna ha guadagnato quasi un quarto del suo peso, passando da 2.080 a 2.560 grammi», spiega Sandri.
La tartaruga aveva un’infezione importante e, secondo quanto riferito dal direttore zoologico, è plausibile che fosse rimasta per circa due settimane con un amo da palamito agganciato alla bocca, collegato a una lenza e a una tanica galleggiante. Una situazione che non le permetteva di immergersi e alimentarsi correttamente.
Il primo intervento è stato quindi fondamentale: rimuovere l’amo e far rientrare l’infezione. Ma altrettanto importante è stato il recupero dell’alimentazione.
«Siamo partiti dalle interiora di aringa, molto nutrienti e facilmente digeribili, per poi introdurre gradualmente il pesce intero e stimolarla a inseguirlo in vasca», racconta Sandri.
Oggi il quadro è completamente diverso: Fortuna nuota con forza e tutti i parametri clinici sono rientrati.
Fortuna ha un’età stimata tra i 3 e i 5 anni. Un dettaglio che rende ancora più significativo il suo ritorno in libertà.
Nella Caretta caretta, infatti, la riproduzione inizia soltanto intorno ai 20-30 anni di età.
Restituire al mare un esemplare così giovane significa quindi permetterle di proseguire il proprio ciclo di vita nel suo ambiente naturale, dopo aver superato una fase particolarmente delicata.
La storia di Fortuna non si ferma al suo ritorno in acqua.
Il rilascio ha infatti rappresentato anche l’occasione per avviare un nuovo impegno sul tratto di costa che ha accolto la tartaruga.
Openature Foundation, ente di ricerca e conservazione di Zoomarine, ha aderito al progetto di citizen science “Adotta una Spiaggia” del WWF Italia, scegliendo proprio la spiaggia di Palidoro.
Prima della liberazione, il team ha raccolto quattro grandi sacchi di rifiuti in plastica. Il materiale sarà pesato e classificato e i dati saranno trasmessi al WWF.
Un’attività che collega direttamente la tutela delle tartarughe alla salvaguardia dell’ambiente in cui vivono.
«Ripulire un tratto di costa frequentato dalle tartarughe marine significa tutelare direttamente il loro habitat», spiega Valentina Isaja, direttrice scientifica di Openature Foundation.
«In questo modo non solo riduciamo la plastica che può raggiungere il mare, ma proteggiamo anche le dune, potenziali luoghi di deposizione per tutti gli esemplari che frequentano questo ecosistema».
La liberazione è avvenuta a pochi chilometri dal tratto di mare nel quale Fortuna era stata trovata il 30 luglio.
Il suo recupero era stato possibile grazie alla segnalazione di un cittadino e al successivo intervento della Guardia Costiera.
Una collaborazione che, in questa storia, ha avuto un ruolo decisivo e che viene sottolineata anche da Emilio Casale, comandante della Capitaneria di Porto di Roma Fiumicino.
«Il mare è un sistema di equilibri strettamente connessi tra loro. La presenza e la salute delle tartarughe marine ci dicono molto anche sulla qualità dell’ambiente in cui vivono e tutelarle significa contribuire alla salvaguardia dell’intero ecosistema», ricorda Casale.
Il comandante sottolinea inoltre l’importanza della collaborazione tra cittadini, istituzioni e strutture specializzate.
«Questo è uno di quei casi in cui la collaborazione funziona: cittadini attenti che segnalano un animale in difficoltà e le istituzioni e le strutture competenti riescono ad attivarsi e intervenire tempestivamente».
Al rilascio ha partecipato anche Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, che ha condiviso l’emozione del momento insieme ai piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
«Veder tornare in mare una giovane tartaruga marina è un’emozione autentica, resa ancora più forte dalla presenza dei piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù», ha dichiarato Rocca.
Il presidente della Regione Lazio ha poi collegato il ritorno in mare di Fortuna a un’immagine di speranza e futuro.
«Dopo essere stata curata, oggi l’abbiamo vista riprendere il largo: è una piccola-grande storia di speranza e di futuro».
Nel suo intervento, Rocca ha ringraziato Guardia Costiera, Zoomarine, Openature Foundation, WWF, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e tutte le persone che hanno contribuito alla giornata, richiamando l’importanza della tutela del mare e della biodiversità del litorale laziale.
Poi il pensiero è tornato proprio a quella giovane tartaruga che, dopo le difficoltà, ha ripreso la sua strada tra le onde.
«Oggi, guardando questa piccola Caretta caretta scomparire tra le onde, abbiamo avuto davanti agli occhi una delle immagini più semplici e più belle della speranza. E non è un caso che i bimbi abbiano scelto di chiamarla Fortuna».
La storia iniziata il 30 luglio a Maccarese, quando una segnalazione ha permesso di soccorrere una giovane tartaruga in difficoltà, ha trovato il suo momento più bello sulla spiaggia di Palidoro.
Un mese di cure, la rimozione dell’amo, il recupero dell’alimentazione e delle condizioni cliniche hanno permesso a Fortuna di tornare dove doveva essere: in mare.
Ora la giovane Caretta caretta è di nuovo libera e può continuare il proprio percorso nel Mediterraneo.
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