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Martedì 1 Settembre 2026 19:09

Carteinregola ha scritto al Sovrintendente Presicce a proposito dell’ex Antiquarium comunale del Celio

Qualche settimana fa è rimbalzata sulla stampa la notizia, con corredo di commenti e polemiche,

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Qualche settimana fa è rimbalzata sulla stampa la notizia, con corredo di commenti e polemiche, dell’intervento in corso sull’Antiquarium comunale, a pochi passi dal Colosseo, uno degli ambiti più famosi del mondo, Area UNESCO.

L’intervento, a cura della Sovrintendenza Capitolina, fa parte del PNRR (Piano Nazionale Di Ripresa e  Resilienza) – Caput Mundi e si intitola “Consolidamento strutturale, risanamento e restauro conservativo”
[i]
. In realtà il progetto, ormai in fase di ultimazione, ha inserito un nuovo volume nell’edificio ottocentesco, ricostruendo una parte crollata a fine anni ’30 in seguito ai lavori della metro B, con una struttura in vetro e acciaio.

Carteinregola-ODV non intende entrare nel merito delle scelte architettoniche e stilistiche, ma ha scritto al Sovrintendente Presicce [ii] prendendo atto che tale intervento, al contrario del progetto CarME, da tempo oggetto di illustrazioni pubbliche e dibattito culturale, non è stato reso pubblico, né attraverso presentazioni ai cittadini, nè  come dibattito/convegno con gli esperti. Inoltre la progettazione di tale intervento è stata effettuata da un progettista interno  alla Sovrintendenza, mentre a nostro avviso, vista l’estrema rilevanza dell’area,  si sarebbe dovuto ricorrere a  una selezione attraverso un concorso di architettura aperto a diversi professionisti.

Dato che il cantiere si avvia ormai alla conclusione, Carteinregola-ODV ha inviato al Sovrintendente la richiesta  di organizzare al più presto un’assemblea pubblica  per illustrare il progetto e i criteri architettonici che lo hanno ispirato, oltre all’insieme del progetto museale, incluso l’ordinamento e l’allestimento delle opere dell’Antiquario. E soprattutto chiedendo che il progetto e le relazioni tecnico-scientifiche fossero pubblicati sui siti istituzionali.

In calce una ricostruzione della storia dell’Antiquarium di Paolo Gelsomini e il link alla registrazioen della riunione della Commissione del I Municipio, l’unico spazio dove sono state fornite informazioni più dettagliate ai cittadini (AMBM)

a cura di Paolo Gelsomini

La storia (
dal sito della Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali)

Implementata in diverse fasi a partire dal 1882, l’idea di realizzare un Antiquarium Comunale sul Celio scaturì dalla necessità di trovare un luogo per conservare ed esporre i numerosi reperti che stavano venendo alla luce nel corso degli scavi per i lavori seguiti alla proclamazione di Roma Capitale. Il progetto, inizialmente di ben più ampio respiro, era costituito dal Museo Urbano e Magazzino Archeologico e venne affidato all’architetto Costantino Sneider.

I lavori iniziarono con la realizzazione delle prime sei sale del Magazzino Archeologico destinate a ospitare principalmente materiale scultoreo ed epigrafico. Le sale vennero inaugurate nel 1889 e aperte agli studiosi e parzialmente al pubblico, dopodiché il progetto si interruppe fino ai primi anni del ‘900, quando la Commissione Archeologica decise di ampliare l’Antiquarium per far fronte al continuo aumento di reperti trasportati all’interno. Nel 1906 venne così inaugurata una settima sala, cui seguì una nuova interruzione dei lavori.

Nel 1925, con la costituzione del Museo Mussolini, si decise di nuovo di ampliare l’inadeguato Magazzino Archeologico, affidando il progetto all’architetto Antonio Muñoz. Questa decisione tenne conto anche dell’acquisizione di nuovi settori espositivi nel Palazzo dei Conservatori, dove vennero trasferite le maggiori opere di scultura provenienti dall’Antiquarium. L’allestimento delle collezioni venne riorganizzato, riunendo i reperti in base al tipo di materiale, mantenendo intatti solo i contesti delle antichissime necropoli e i depositi votivi. Questo processo comportò la conversione dell’Antiquarium in un Museo delle arti minori. I lavori di ristrutturazione e ampliamento furono completati nel 1929.

Nel 1938 Muñoz, considerando l’afflusso continuo di manufatti archeologici, decise di aggiungere tre nuovi ambienti sovrapposti sul lato orientale dell’edificio, dove in precedenza si trovava la terrazza sopraelevata.

L’ampliamento fu completato nei primi mesi del 1939, ma pochi mesi dopo, i lavori per la costruzione della vicina galleria della metropolitana provocarono significativi problemi strutturali, portando il 5 dicembre dello stesso anno a una chiusura che si sarebbe rivelata definitiva. Da allora sono state prospettate varie ipotesi per recuperare l’edificio ma nessuna di queste è mai stata attuata concretamente.

Nel 1929 riapre ufficialmente come vero e proprio Antiquarium ampliato, inaugurato sotto la guida del Governatore di Roma. Esponeva sculture, iscrizioni e reperti unici della Roma antica.

Nel 1939 chiude a causa di gravi lesioni ai muri provocate dai lavori della vicina linea della prima metropolitana di Roma, oggi metro B. Il sito viene svuotato in parte e coperto da una fitta vegetazione per oltre ottant’anni. In questo lungo periodo crolla un’ala dell’edificio [iii]

I progetti e i finanziamenti

L’area del Parco che contiene l’Antiquarium rientra nei progetti di valorizzazione del 
Parco Archeologico del Celio
.

In particolare l’ex Antiquarium ha avuto un finanziamento nell’ambito dei fondi Caput Mundi (Del. G.C. 27 giugno 2022 PNRR – Missione 1, Componente C3, Investimento 4.3. “Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici. Approvazione dell’elenco degli interventi individuati dalle Strutture di Roma Capitale e dello schema di Accordo con il Commissario Straordinario del Governo per il Giubileo della Chiesa cattolica 2025).

La dizione esatta a margine del finanziamento dell’ex Antiquarium da parte dei fondi Caput Mundi è la seguente: Intervento 29 Ex Antiquarium Comunale : Consolidamento strutturale, risanamento e restauro conservativo. Importo 10 milioni.  Soggetto attuatore: Roma Capitale.   Struttura responsabile: Sovrintendenza capitolina.

Inoltre gli interventi sull’ex Antiquarium erano stati previsti nell’ambito del Progetto CArMe.

Questa la dizione estrapolata dalla relazione del CArMe: Sul Colle del Celio è previsto il restauro dell’Antiquarium come centro culturale polivalente. Con il finanziamento del PNRR si realizzerà almeno il consolidamento strutturale. In seguito, si interverrà con altri finanziamenti per allestire la struttura e aprirla ai cittadini.

Che cosa prevede il progetto (
dal sito di Roma Capitale)

L’intervento prevede il restauro e l’allestimento dell’edificio dell’Ex Antiquarium comunale al fine di recuperarlo e renderlo fruibile dalla collettività. Il progetto di restauro tiene conto innanzi tutto del fatto che l’area dell’ex Antiquarium, posta a cerniera tra Colosseo, Palatino e Circo Massimo, è naturalmente indicata a sviluppare le funzioni di polo di accoglienza e informazione dei flussi di visitatori che si affacciano all’Area Archeologica Centrale, uno tra i maggiori contesti monumentali al mondo.

L’obiettivo del progetto è il recupero dell’Ex Antiquarium, l’edificio e il parco che lo circonda, infatti, accanto al ruolo di centro di orientamento, può favorire, nell’assetto organizzativo e funzionale, l’integrazione dell’Area Archeologica Centrale con la struttura urbana della città contemporanea. Un valore aggiunto è, da questo punto di vista, il tracciato tramviario che attualmente attraversa il parco, mezzo ideale ed ecocompatibile per congiungere i diversi musei collocati lungo di esso, dal Museo di Porta San Paolo fino al Museo di Villa Giulia.

Altro obiettivo della valorizzazione è l’ampliamento dell’offerta culturale, con spazi espositivi e opportunità informative per i visitatori, utili alla miglior comprensione e fruizione del patrimonio archeologico, artistico e storico della città. Questo aspetto dovrà essere realizzato tenendo conto dell’opportunità offerta dal limitrofo spazio espositivo del Parco archeologico del Celio – di competenza anch’esso della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Direzione Musei – di prossima apertura, nella prospettiva di realizzare una struttura di servizi complessivamente organica e armonizzata.

Il progetto prevede dunque la ristrutturazione, il restauro e l’allestimento dell’edificio e dell’area esterna verde con il fine di sviluppare un nuovo e importante polo culturale/turistico nella città.

Nello specifico, il progetto prevede la realizzazione dei seguenti lavori ed opere:

  • consolidamento strutturale e demolizione porzioni non risanabili;
  • risanamento e restauro conservativi;
  • impianti tecnologici;
  • interventi di efficientamento energetico;
  • interventi esterni con bonifica delle essenze arboree, pulizia dei rovi e selezione di essenze tipiche della macchia mediterranea e autoctone;
  • movimentazione di reperti;
  • allestimenti interni;
  • allestimento dell’area esterna.
Un nuovo grande volume edilizio vista Palatino

Il  cantiere per gli interventi edilizi previsti nell’edificio è stato aperto a marzo 2025. Nei primi mesi del 2026 è comparso sul versante che guarda al Palatino e a via di San Gregorio un grande volume edilizio in ferro a ridosso dell’ex Antiquarium del Celio.

Gradualmente il volume ha preso forma e, in mancanza di documentazioni ufficiali sul progetto stesso, è stato possibile solo percepire l’evoluzione del manufatto guardando il cantiere dalla via San Gregorio dove è stato ricostituito un fronte nord con pilastri e travi in acciaio ed ampie vetrate riflettenti, o dall’interno del Parco del Celio verso il fronte sud dove si percepiscono a fatica dietro gli involucri di cantiere interventi di restauro e di una nuova costruzione sempre in acciaio e vetro che dovrebbe contenere il vano scale.


1 SETTEMBRE 2026

Per osservazioni e precisazioni scrivere : laboratoriocarteinregola@gmail.com

NOTE

[i]
PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA MISSIONE 1: DIGITALIZZAZIONE, INNOVAZIONE, COMPETITIVITA’, CULTURA E TURISMO C3 – Turismo e Cultura 4.0 – i4.3 Caput Mundi. Next Generation EU per grandi eventi turistici SOVRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI LINEA DI INVESTIMENTO ID n° 29 “Ex Antiquarium Comunale – Consolidamento strutturale, risanamento e restauro conservativo

[ii] La lettera

OGGETTO: Richiesta pubblicazione documenti e indizione assemblea pubblica per illustrare intervento Antiquarium 

Roma, 31 agosto 2026

Egr. Dott. Claudio Parisi Presicce,

abbiamo seguito costantemente dall’esterno del cantiere tutte le fasi degli interventi di “consolidamento strutturale, risanamento e restauro conservativo” che ancora sono in fase di realizzazione sull’Antiquarium del Celio.

Ciò è avvenuto guardando il cantiere dal Parco del Celio o da via S.Gregorio perché nessun disegno del progetto approvato è stato reso pubblico e nessuna presentazione è stata mai offerta ai cittadini, nemmeno come pubblico convegno di confronto con gli esperti degli ambiti culturali riguardanti un’opera situata in piena area archeologica centrale e inclusa nel Piano CArMe di cui è stata data ampia comunicazione..

L’ intervento in uno degli ambiti più famosi del mondo, Area UNESCO, a  nostro avviso, si sarebbe dovuto realizzare  a seguito di una selzione attraverso un concorso di architettura aperto a diversi professionisti.

Mentre il cantiere si avvia alla conclusione, Le chiediamo di organizzare al più presto un’assemblea pubblica, per illustrare il progetto e i criteri architettonici che lo hanno ispirato, oltre all’insieme del progetto museale, incluso l’ordinamento e l’allestimento delle opere dell’Antiquario

Chiediamo inoltre che il progetto e le relazioni tecnico-scientifiche vengano pubblicati sui siti istituzionali.

[iii] Per notizie sugli interventi successivi effettuati sull’Antiquarium nel tempo con relative piante contenute nell’articolo “L’Antiquarium comunale del Celio”
vai sul sito muripertutti


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