Mercoledì 2 Settembre 2026 10:09
Annegamenti, oltre 600 vittime in Italia in due anni: nel Lazio 51 decessi
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I dati dell’Osservatorio nazionale fotografano un fenomeno che colpisce soprattutto uomini, giovani e anziani. Mare e acque interne concentrano oltre il 90% degli episodi mortali
Sono 604 i decessi per annegamento registrati in Italia tra il 2024 e il 2025. Un dato che richiama l’attenzione sulla sicurezza in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle piscine, soprattutto durante i mesi caratterizzati da una maggiore frequentazione delle aree di balneazione.
A fornire il quadro è la relazione dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e degli incidenti in acque di balneazione, pubblicata dall’Istituto superiore di sanità.
Il dato assume particolare rilievo anche per il territorio laziale. Nel biennio preso in esame, nel Lazio sono stati registrati 51 decessi. A livello nazionale il numero più elevato si registra in Lombardia, con 90 vittime, seguita dal Veneto con 73 e dalla Toscana con 52.
L’analisi evidenzia inoltre una forte prevalenza maschile: oltre l’80% delle vittime sono uomini. Guardando all’età, circa il 23% dei decessi riguarda bambini e giovani fino a 24 anni, mentre quasi il 30% interessa persone con più di 65 anni.
Il mare rappresenta il luogo in cui si concentra il maggior numero di episodi letali, con il 46,8% del totale. Poco distante il dato relativo alle acque interne: fiumi e laghi raggiungono complessivamente il 46,2%.
Il 6,2% degli annegamenti avviene invece nelle piscine, dove il fenomeno coinvolge in misura significativa bambini e adolescenti.
Tra i fattori di rischio individuati figurano malori improvvisi, correnti, fondali instabili, comportamenti imprudenti, insufficiente capacità natatoria e una ridotta percezione dei pericoli presenti in acqua.
La prevenzione parte innanzitutto dalla sorveglianza costante dei bambini in prossimità dell’acqua. L’Osservatorio sottolinea anche l’importanza di favorire l’apprendimento del nuoto fin dalla giovane età e di impedire ai più piccoli l’accesso non controllato alle piscine.
Per tutti i bagnanti resta fondamentale rispettare la segnaletica e le indicazioni degli assistenti, evitare di entrare in acqua con mare mosso o bandiera rossa e non effettuare tuffi senza conoscere le condizioni e la profondità del fondale.
Particolare prudenza viene raccomandata anche agli anziani e alle persone poco allenate, soprattutto in presenza di condizioni ambientali sfavorevoli. Quando possibile, il consiglio resta quello di scegliere aree di balneazione sorvegliate da personale qualificato.
