Mercoledì 2 Settembre 2026 14:09
Pellegrini a Lourdes, lo sguardo su Maria


Il tradizionale itinerario diocesano di fine agosto con l'Opera romana guidato dal cardinale Reina. Un viaggio nello Spirito che ha coinvolto circa 350 persone in varie tappe
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La diocesi di Roma ha vissuto alcuni giorni di grazia nel suo annuale pellegrinaggio mariano a Lourdes. Un viaggio nello Spirito che ha toccato l’anima di tutti, di ogni età e in ogni condizione di salute. Denso di appuntamenti, l’evento ha coinvolto ben 350 pellegrini, giunti in aereo o in autobus nella storica città incastonata nel verde dei Pirenei. A guidare la comunità romana e i tanti fedeli italiani uniti al viaggio dell’Opera romana pellegrinaggi è stato il cardinale vicario Baldassare Reina, affiancato da diversi membri del Consiglio episcopale, Michele Di Tolve, Stefano Sparapani, Alessandro Zenobbi, Andrea Carlevale e Marco Valenti.
Tra le diverse tappe di questo intenso cammino spirituale, la serata di sabato 29 agosto ha offerto uno spettacolo di rara luce, insieme ambientale e spirituale. Quando il profilo delle montagne sfumava nella penombra, la processione mariana aux flambeaux ha preso vita mentre una timida luna piena era ancora nascosta dietro l’imponente rocca del Castello Fortificato. La facciata della Basilica del Rosario guarda infatti proprio verso la grande esplanade e la secolare fortezza militare che svetta all’orizzonte. Posando lo sguardo su quella maestosa architettura, che domina il Santuario con i suoi oltre mille anni di storia, si compie quasi naturale un salto indietro nel tempo, rievocando l’antica leggenda legata all’origine stessa del nome di Lourdes.
Le origini della fortezza risalirebbero al 778, quando Carlo Magno assediò la rocca, allora chiamata Mirambel e occupata dal capo saraceno Mirat. Dopo mesi di resistenza, un’aquila lasciò cadere un’enorme trota sulle mura; con astuzia, Mirat la inviò all’imperatore per simulare un’abbondanza di provviste e spingerlo a ritirarsi. Ingannato dal bluff, Carlo Magno stava per cedere, ma il vescovo Turpino propose una mediazione: Mirat non si sarebbe arreso a lui (un re terreno), ma alla Regina dei Cieli. Il condottiero straniero accettò, depose le armi davanti alla Vergine di Le Puy e si convertì al cristianesimo. Al battesimo assunse il nome di Lorus (dal latino laurus, “alloro”, simbolo classico di vittoria spirituale e gloria della fede), da cui derivò la forma locale Lorda e infine il nome della città di Lourdes. È proprio tra queste pietre millenarie e la volta del cielo che il tempo sembra quasi fermarsi, facendo spazio al silenzio e al raccoglimento della sera. E la vittoria, ieri come oggi, è sempre di Maria.
Così, muovendo i primi passi della Grotta delle Apparizioni per poi snodarsi lungo la spianata, i fedeli della diocesi, i malati, i giovani e i volontari si sono incamminati tenendo in mano una candela protetta dal classico paravento di carta, trasformando il piazzale in un vero e proprio “fiume di luce”. A guidare il solenne corteo, accanto alle carrozzine dei malati accompagnati dagli hospitaliers, c’era la statua luminosa della Vergine. Sotto la volta del cielo, quel chiarore della luna che sovrastava i pellegrini sembrava farsi teologia visibile, rivelando un’antica simbologia patristica: per i Padri della Chiesa, infatti, la Luna è figura di Maria, che non brilla di luce propria ma riflette interamente la luce del Sole di giustizia, Cristo. Così come la luna illumina la notte ricevendo il bagliore dal sole, la Vergine guida i passi dei fedeli nella penombra del mondo riflettendo la grazia e la salvezza del Figlio.
In quest’atmosfera d’intensa contemplazione, a dare voce alla preghiera è stato il canto solenne del Credo, seguito dalla recita dei Misteri Gaudiosi del Rosario. Ad ogni mistero, aperto dalle note dell’antifona Gaude, Virgo Maria, la preghiera dell’Ave Maria si è alternata nelle lingue dei tanti popoli presenti — dall’italiano al francese, dallo spagnolo all’inglese, fino ai dialetti e ai linguaggi orientali —, a testimonianza viva dell’universalità della Chiesa. Tra una decina e l’altra, le note dell’inno mariano con il tradizionale ritornello dell’Ave Maria di Lourdes e dell’inno Vergine Santa, Dio ti ha scelta sono risuonate intonate all’unisono da una moltitudine di voci. Nel suggestivo intreccio tra il chiarore candido della luna sopra la rocca e il bagliore delle fiammelle a terra, i pellegrini hanno vissuto un’intensa commozione. Sul sagrato della Basilica del Rosario, tra il silenzio e la solenne benedizione, lo sguardo di tutti si è posato su Maria: la Regina vittoriosa che umilia ogni superbia, converte i cuori e dona al mondo la vera pace. Nel canto della Salve Regina, ogni fedele ha quindi riposto nelle Sue mani il proprio cammino, custodendone nel cuore la trionfante certezza della grazia.
2 settembre 2026
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