Servizi > Feed-O-Matic > 742957 🔗

Venerdì 4 Settembre 2026 09:09

La “Nigeria al bivio” raccontata da Porte Aperte



Il nuovo report della fondazione lancia l'allarme sul futuro delle comunità colpite dalla violenza nel nord del Paese. Quasi 4 milioni gli sfollati interni. Gravemente colpiti i cristiani. Chiese distrutte

L'articolo
La “Nigeria al bivio” raccontata da Porte Aperte
proviene da
RomaSette
.

#dal mondo #solidarietà #nigeria al bivio #porte aperte open doors #vetrina
leggi la notizia su RomaSette





L’evoluzione della violenza, le condizioni degli sfollati interni e le prospettive di futuro per le comunità colpite dal conflitto, in particolare quelle cristiane del nord del Paese. Se ne parla in “
Nigeria al bivio
“, il nuovo report della fondazione Porte Aperte (Open Doors), che intere comunità cristiane sradicate, con migliaia di persone che continuano a vivere lontano dalle proprie terre e un numero di sfollati interni che rimane vicino ai quattro milioni.

Secondo il rapporto, dopo un periodo di relativa stabilizzazione, la situazione della sicurezza mostra nuovi segnali di deterioramento. Nel trimestre ottobre-dicembre 2025 il numero delle uccisioni di civili è aumentato del 51% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre i sequestri sono cresciuti del 153%. E se è vero che le conseguenze pesano sulla vita di tutti i nigeriani, è anche vero che i cristiani continuano a essere colpiti in modo particolarmente grave. Basti pensare che da ottobre 2019 a dicembre 2025 sono stati uccisi il doppio di cristiani rispetto ai musulmani (26.143 contro 13.871). Inoltre, intere comunità sono state costrette ad abbandonare le proprie case, numerose chiese sono state distrutte, saccheggiate o abbandonate e molte congregazioni si sono trasferite dalle aree rurali ai centri urbani. «La resilienza delle comunità cristiane rimane evidente, ma le conseguenze a lungo termine comprendono profondi cambiamenti demografici, difficoltà economiche e una crescente fragilità (o, addirittura, completa scomparsa) della presenza cristiana nelle regioni maggiormente colpite», evidenziano dalla fondazione.

Stando ai dati del rapporto, oltre 19.100 chiese sono state distrutte in Nigeria negli ultimi 16 anni, pari a più di tre edifici di culto distrutti al giorno, con le aree rurali della Nigeria settentrionale tra le più colpite. Per i rapimenti, invece, si registra un cambio di strategia da parte dei miliziani con i musulmani colpiti quanto i cristiani nel lungo periodo, «probabilmente evidenza del fatto che la radicalizzazione islamica dei responsabili sta crescendo o che i saccheggi non bastano più, dato che i rapimenti sono una fonte di finanziamento».

La crisi umanitaria resta di dimensioni enormi. Al 1° aprile 2026 si contavano 3.837.400 sfollati interni in Nigeria, mentre oltre 400mila cittadini nigeriani risultavano rifugiati nei Paesi confinanti. Molti sfollati vivono in campi o presso comunità ospitanti già sottoposte a forti pressioni economiche e sociali. Per numerose famiglie, soprattutto negli Stati di Plateau, Benue e Kaduna meridionale, il ritorno alle proprie case appare estremamente difficile a causa dell’insicurezza persistente e dell’occupazione delle terre da parte dei responsabili delle violenze. Dati alla mano, si tratta per lo più di appartenenti al gruppo etnico dei Fulani, autori di un numero di omicidi e rapimenti di gran lunga superiore rispetto a quelli perpetrati dai miliziani di Boko Haram.

Riferiti nel report anche alcuni elementi incoraggianti. Negli ultimi mesi si sono registrati arresti e procedimenti giudiziari nei confronti di membri di gruppi terroristici, sono state avviate riforme nel settore della sicurezza ed è stata promulgata una nuova normativa per rafforzare la protezione degli sfollati interni. Ancora, in alcune aree sono stati lanciati programmi di reinsediamento e iniziative volte a favorire il ritorno delle famiglie sfollate. Da Porte Aperte parlano comunque di «progressi limitati rispetto alla gravità della crisi. Il futuro – aggiungono – dipenderà dalla capacità del governo nigeriano, della comunità internazionale e delle realtà locali di consolidare e ampliare gli interventi avviati».

La Nigeria, insomma, è “al bivio”: «Senza un’azione efficace e duratura, violenza e sfollamento rischiano di intensificarsi ulteriormente. Con un impegno costante per la sicurezza, la giustizia, la protezione degli sfollati e la ricostruzione delle comunità, esiste invece la possibilità di costruire un futuro più stabile e di riaprire una concreta strada verso casa per milioni di persone».

4 settembre 2026

L'articolo
La “Nigeria al bivio” raccontata da Porte Aperte
proviene da
RomaSette
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI