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Venerdì 4 Settembre 2026 09:09

Correggere nell’epoca dell’apparire

fratellanza, solidarietà, unità, collaborazione, altruismo
fratellanza, solidarietà, unità, collaborazione, altruismo
Dal Vangelo la proposta di una "strada contromano" che chiede il coraggio di guardare in faccia, parlare a tu per tu, per proteggere il nome dell'altro. E salvare una relazione. È “Gesù in mezzo a noi” che fa la differenza

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fratellanza, solidarietà, unità, collaborazione, altruismo
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Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Succede ogni giorno nelle nostre città e sugli schermi che stringiamo in mano: basta un attimo per giudicare, un click per scontentare qualcuno, una parola di troppo per romperne l’equilibrio. Viviamo immersi nell’epoca dell’apparire, dove l’immagine viene prima di tutto e dove il mondo digitale ci ha abituati a una grande illusione: quella che si possa sempre tornare indietro. C’è sempre un tasto “modifica”, una funzione per cancellare un messaggio inviato per sbaglio, un filtro per nascondere le imperfezioni e far sembrare tutto a posto.

Ma le persone non sono contenuti digitali. Le ferite della vita reale non si aggiustano con un ritocco dell’ultimo minuto. Ed è proprio qui che la parola di Gesù nel Vangelo di Matteo ci riporta a terra, scuotendoci dalle nostre cattive abitudini metropolitane. Gesù ci propone una “strada contromano” per combattere quella forte tentazione del gossip: quando qualcuno sbaglia nei nostri confronti, parlarne in giro è quasi un riflesso incondizionato. Ci si sfoga, si cerca il “conforto” degli altri e si mette in piazza il difetto altrui, senza che l’altro sia presente, per far risaltare la nostra ragione. Il Vangelo invece ci chiede un passo indietro e un salto di qualità: «Va’ e ammoniscilo fra te e lui solo».

Ci viene chiesto il coraggio di guardare in faccia, di parlare a tu per tu, per proteggere il nome dell’altro. In una città che spinge continuamente a mettersi in mostra, la discrezione diventa un atto rivoluzionario: custodire significa dire all’altro “il tuo valore per me conta più del tuo errore”. Non si tratta di fare i giudici, ma di salvare una relazione. Questo sforzo, però, non possiamo farlo da soli. Nella solitudine che spesso si respira tra i palazzi delle nostre metropoli, Gesù ci ricorda che la vera forza sta nell’unione: «Se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà».

C’è un legame strettissimo tra come ci trattiamo tra noi e come preghiamo Dio. Il verbo originale greco usato nel Vangelo, che viene tradotto con “mettersi d’accordo” (symphōnēsin), richiama nella sua etimologia l’idea di una sinfonia, di una musica che si realizza perché c’è un’accordatura, una sintonizzazione tra strumenti diversi. Nella vita questo avviene quando smettiamo di farci la guerra, quando riusciamo a “sintonizzare i cuori” e a pacificarli: qui la nostra preghiera acquista una potenza straordinaria perché dove due o tre si ritrovano nel nome di Gesù – in una casa, in una parrocchia di periferia, sul muretto o nella chat di gruppo – lì Gesù e presente con la sua Comunione.

È “Gesù in mezzo a noi” che fa la differenza. La comunità si costruisce con la stessa pazienza e forza di Dio: si “lega” e si consolida già quaggiù in terra, per durare per sempre nel cielo. Così ogni richiesta fatta insieme, e ogni nodo sciolto, diventano preziosi perché edificano la comunità, così come Dio la desidera!

4 settembre 2026

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