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Venerdì 4 Settembre 2026 11:09

Enzo Bianchi: una vita «profondamente segnata dalla fede»



Il congedo pronunciato ai funerali dal priore della Fraternità di Bose Boselli. Il messaggio del cardinale presidente dei vescovi Zuppi: «Tutto si ricompone nell'unità di Dio, anche le ferite più grandi»

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«L’opera della tua vita è stata una: Bose. Attorno alla centralità della Parola di Dio hai costruito una vita comune, hai creato e plasmato Bose, che senza di te non sarebbe esistita». È il congedo pronunciato ai funerali di Enzo Bianchi, ieri, 3 settembre, nella chiesa parrocchiale di Castel Boglione, ad Asti, da Goffredo Boselli, priore della Fraternità monastica della Madia. L’esperienza di Bose «ha rappresentato una delle forme più significative e incisive di rinnovamento del monachesimo contemporaneo – ha osservato -, un monachesimo laicale ed ecumenico, fatto da uomini e donne, ospitale, nella compagnia degli uomini e in dialogo con la contemporaneità».

Di Bianchi Boselli ha ricordato una vita «profondamente segnata dalla fede», quella di «un cristiano dalla fede rocciosa, forte, salda ma non intransigente», e la passione per la predicazione. «All’inizio di ogni lectio hai sempre detto che eri solo un servo, una voce che voleva essere solo eco della Parola», ha affermato. Quindi, insieme all’amore per la terra del Monferrato, per la vite e per la tavola condivisa, il priore ha rievocato l’impegno ecumenico: «Hai vissuto e sei morto con lo spirito oltre i confini confessionali».

Morto il 2 settembre, il fondatore di Bose era ricoverato dal 9 agosto in ospedale. e proprio a Boselli aveva confidato: «Sento che questa volta è giunta la mia ora: sono nella pace». Pochi giorni prima aveva concluso la sua autobiografia, “La vita si fa in tanti”, in uscita per Einaudi. Ripercorrendo il suo percorso, il priore della Fraternità monastica ha ricordato l’incontro con Francesco, il 16 dicembre 2023, e le parole rivolte a lui dal Papa: «Enzo, ti chiedo perdono». Il riferimento è all’allontanamento – che Boselli ha definito «ingiusto» – del fondatore da Bose, disposto dalla Santa Sede dopo una visita apostolica nel 2021: la «prova esistenziale più profonda» vissuta da Bianchi; «il dolore di chi è stato ingiustamente costretto ad allontanarsi da ciò che ha generato a prezzo di ogni energia, vivendo la profonda ingiustizia di non sapere le ragioni, le cause, gli atti concreti pur chiedendoli con insistenza». Quella vicenda, ha aggiunto, «non è stata la tua rovina ma il sigillo evangelico alla tua vita».

Il priore ha rilanciato infine l’appello alla riconciliazione, rivolgendosi direttamente ai monaci e alle monache di Bose presenti alle esequie: nei giorni prima del ricovero Bianchi aveva scritto alla comunità per chiedere un incontro, «ma la morte non lo ha permesso nei tempi e nei modi che tu avresti desiderato. Sta ora a noi, tuoi figli e figlie spirituali, portare a termine questo tuo desiderio – sono ancora le parole di Boselli -. È l’Evangelo che ce lo chiede e nient’altro che l’Evangelo».

Letto durante i funerali anche il messaggio del cardinale presidente dei vescovi italiani Mateo Zuppi. «Enzo ha segnato una pagina importante del cattolicesimo italiano contemporaneo: la sua predicazione e i suoi numerosi scritti hanno aiutato molti a riscoprire il primato della Parola di Dio, il valore del silenzio, della preghiera, della vita fraterna e dell’ospitalità», è la riflessione del porporato, che ha ricordato anche come Bianchi abbia servito «con passione il cammino verso l’unità dei cristiani», coltivato il dialogo interreligioso e saputo parlare «anche a quanti vivevano sulla soglia o si sentivano lontani dalla Chiesa». Nel ricordo dei «tanti incontri e dialoghi avuti nel tempo», il presidente Cei ha espresso la sua vicinanza «a tutte le sorelle e a tutti i fratelli, nella certezza che ora Enzo, nel Signore, trova la pienezza del suo percorso terreno: tutto si ricompone nell’unità di Dio, anche le ferite più grandi».

Affidando quindi Enzo «al Signore risorto, con gratitudine per quanti hanno ricevuto dalla sua parola luce e nutrimento spirituale», Zuppi ha espresso l’auspicio che «il bene seminato continui a portare frutto, e il suo ultimo desiderio di riconciliazione e pace diventi per tutti responsabilità, preghiera e impegno».

4 settembre 2026

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