Servizi > Feed-O-Matic > 742991 🔗

Venerdì 4 Settembre 2026 12:09

Scuola: conto alla rovescia per la prima campanella



I primi a riprendere le lezioni saranno gli alunni di Bolzano, il 7 settembre. Nel Lazio tutti in classe dal 14. Il ministro Valditara: «Si parte con tutti i docenti in cattedra». I nodi critici evidenziati dai sindacati, a cominciare dagli oltre 200mila precari

L'articolo
Scuola: conto alla rovescia per la prima campanella
proviene da
RomaSette
.

#apertura #in città #in italia #carlo vito castellana #condacons #flc cgil #giuseppe d'aprile #giuseppe valditara #immissioni in ruolo #inizio anno scolastico #personale ata #prima campanella #società italiana di medicina ambientale #unione consumatori
leggi la notizia su RomaSette





Saranno gli alunni della provincia autonoma di Bolzano i primi a tornare in classe, lunedì prossimo, 7 settembre. Nel Lazio invece la prima campanella suonerà soltanto martedì 15; prima, giovedì 10, riprenderanno le lezioni in Veneto, nella Provincia autonoma di Trento e in Valle d’Aosta, mentre lunedì 14 saranno gli studenti di Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria a rientrare a scuola. Mercoledì 16 toccherà infine ai bambini e ragazzi di Abruzzo, Basilicata e Sardegna, mentre gli ultimi a tornare in classe saranno i pugliesi, giovedì 17 settembre.

Tra le novità, l’inserimento della festa di san Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, il 4 ottobre, tra le festività nazionali fisse, anche se quest’anno cade di domenica.
Qui
il calendario della Regione Lazio, dove le lezioni termineranno l’8 giugno 2027, come anche in  Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Umbria e nella provincia autonoma di Trento. I primi ad andare in vacanza però saranno gli alunni di Emilia-Romagna e Marche, il 5 giugno. A seguire, il 9 giugno l’ultima campanella dell’anno scolastico suonerà per Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Molise e Valle D’Aosta.; il 10 giugno sarà la volta di Piemonte, Sicilia e Toscana. Penultimi ad andare in vacanza gli studenti veneti, il 12 giugno; il 16 infine toccherà a quelli della provincia autonoma di Bolzano.

Discorso a parte per le scuole dell’infanzia, che in quasi tutte le regioni chiuderanno il 30 giugno 2027, fatta eccezione per il Friuli Venezia Giulia, dove le attività termineranno il 26 giugno, e la provincia autonoma di Trento, il 30 luglio.

Intanto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara annuncia che l’anno scolastico inizia con tutti i docenti in cattedra. Il ministero infatti ha effettuato tutte le immissioni in ruolo per un totale di 37.430 unità. Alla stessa data, lo scorso anno scolastico, le immissioni in ruolo erano 29.685. In concreto, stando ai dati forniti dal ministro, è stata coperta la quasi totalità delle supplenze, pari a circa 118mila posti. Confermati, su richiesta delle famiglie, anche 55.814 supplenti su posto di sostegno: quasi 10mila in più rispetto al 2025/2026. È stata inoltre effettuata l’immissione in ruolo di 342 dirigenti scolastici e sono in fase di conclusione anche le assunzioni di 12.284 unità di personale Ata.

A puntare l’obiettivo sulle tante criticità sono i sindacati. «Oltre i racconti di facciata, la realtà dei fatti è un’altra: più di 200mila precari tra docenti e Ata, stipendi tra i più bassi d’Europa e continua perdita del potere d’acquisto. Non si può parlare di qualità dell’istruzione continuando a precarizzare e a sottopagare chi ci lavora», osservano da Flc Cgil, polemizzando anche contro lo stanziamento del ministero di 20 milioni per dispositivi per il raffrescamento. In concreto, 57 euro per classe: «Si può comprare giusto un ventilatore».

Anche Giuseppe D’Aprile, segretario generale di Uil scuola, osserva che «se per coprire i posti servono già circa 118mila supplenze, significa che il sistema continua a reggersi sul lavoro precario. Anche sulle immissioni in ruolo i numeri vanno letti fino in fondo – rimarca -: 37.430 assunzioni a fronte di 46.642 autorizzate significano che migliaia di posti destinati al ruolo non sono stati coperti. Avere posti disponibili e personale precario senza riuscire a stabilizzarlo evidenzia quanto il nostro sistema di reclutamento non sia risolutivo di un problema atavico». Di vero e proprio paradosso parla anche il coordinatore della Gilda degli insegnanti, Carlo Vito Castellana: «Da un lato centinaia di migliaia di precari storici che mandano avanti gli istituti italiani con stipendi irrisori e senza tutele, dall’altroe procedure di reclutamento farraginose, continui concorsi e percorsi abilitanti onerosi».

In attesa della prima campanella, nel frattempo, continuano a dominare i temi del caldo eccessivo nelle aule e del caro libri. La Società italiana di medicina ambientale (Sima) sottolinea che solo l’11% degli edifici scolastici è dotato di impianti di climatizzazione e chiede di lasciare chiuse le scuole fino al 21-23 settembre. I presidi chiedono una cabina di regina sul tema e che i dirigenti scolastici non siano lasciati soli. Sul fronte del caro libri, l’Unione consumatori sottolinea un rincaro del 2,3%, accusando Valditara di aver concesso di alzare dal 15% al 20% la possibilità per le scuole di sforare il tetto di spesa per i libri. Il Codacons, infine, chiede al governo la possibilità di una
detrazione per l’acquisto di libri e materiale scolastico
.

4 settembre 2026

 

L'articolo
Scuola: conto alla rovescia per la prima campanella
proviene da
RomaSette
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI