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Venerdì 4 Settembre 2026 12:09

Ritorno a scuola: le indicazioni dell’Iss per ragazzi, famiglie e insegnanti



Il rischio è il back to school blues, quella malinconia da rientro che può trasformarsi in alcuni casi in ansia. Gli esperti: «I genitori monitorino il benessere emotivo dei figli». Le strategie mirate

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Iniziato ormai il conto alla rovescia per il
ritorno a scuola
– con la prima campanella il 7 settembre a Bolzano e poi via via in tutte le regioni -, può arrivare il back to school blues, quella malinconia da rientro che può trasformarsi in alcuni casi in ansia. Una fase di adattamento, spiegano Chiara Cattaneo, del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, e Vittorio Palermo, del dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Istituto superiore di sanità, che è possibile superare con alcune strategie mirate. Nei bambini più piccoli può manifestarsi con la difficoltà a separarsi dalle figure di riferimento, mentre man mano che si va avanti sono le performance scolastiche a generare maggiore preoccupazione. Per arrivare alla fase adolescenziale e preadolescenziale nella quale le relazioni con i coetanei assumono un valore centrale ed è la paura dell’esclusione dal gruppo sociale a generare stress.

L’ansia da rientro, chiariscono gli esperti, «può manifestarsi attraverso pensieri ripetitivi e preoccupazioni riguardanti gli insegnanti, il rendimento scolastico, le amicizie o l’organizzazione delle attività quotidiane. Alcuni bambini chiedono continuamente rassicurazioni, altri mostrano irritabilità, maggiore sensibilità emotiva o difficoltà a concentrarsi». Non solo: anche sintomi fisici come «mal di pancia, nausea, cefalea, stanchezza, disturbi del sonno o riduzione dell’appetito» possono essere modalità attraverso cui il disagio psicologico può esprimersi. «In altri casi possono emergere evitamento delle attività scolastiche, riluttanza a uscire di casa o resistenza ad affrontare situazioni percepite come difficili».

Di qui alcune indicazioni pratiche rivolte ai genitori, a cominciare da quella di «ripristinare gradualmente i ritmi scolastici già nei giorni precedenti all’inizio delle lezioni. Anticipare l’orario della sveglia e dell’addormentamento, riprendere le normali routine del mattino e limitare l’uso degli schermi nelle ore serali aiuta bambini e ragazzi a sentirsi più preparati e meno stressati – avvertono gli esperti -. Preparare insieme il materiale scolastico può favorire un adattamento al ritorno in classe». Ancora, si suggerisce di «assicurarsi che i propri figli facciano colazione, seguano pasti regolari e abbiano la possibilità di fare spuntini durante la giornata».

Mamma e papà però hanno soprattutto il compito di ascoltare le preoccupazioni dei figli «senza minimizzarle, accogliendo e validando le emozioni che esprimono». Per favorire la loro serenità, «è utile evitare domande che possano essere percepite come pressioni o aspettative», così come è utile guidarli nella gestione equilibrata delle attività scolastiche ed extrascolastiche. E per chi inizia un nuovo ciclo di istruzione, «visitare la scuola prima dell’inizio delle lezioni può aiutare a ridurre l’incertezza e aumentare il senso di familiarità». I genitori insomma possono svolgere «un ruolo fondamentale monitorando il benessere emotivo dei figli, mantenendo un dialogo aperto e collaborando con la scuola per individuare precocemente eventuali difficoltà e favorire un sereno inserimento scolastico».

I consigli degli esperti si indirizzano anche ai ragazzi. «Strategie semplici come la respirazione lenta, il problem solving, la pianificazione delle attività e la condivisione delle preoccupazioni con adulti di riferimento o compagni fidati possono facilitare l’adattamento». Utile anche mantenere «aspettative realistiche», ricordando che «i primi giorni di scuola rappresentano un periodo di assestamento per tutti». Agli insegnanti infine il compito di curare «accoglienza, prevedibilità e attenzione alle relazioni», che «possono fare una differenza significativa. Routine chiare, attività graduali nelle prime settimane, attenzione ai nuovi inserimenti, contrasto al bullismo e valorizzazione del senso di appartenenza costituiscono fattori protettivi ampiamente riconosciuti dalla letteratura. Un clima scolastico positivo, caratterizzato da relazioni supportive tra insegnanti e studenti, favorisce non solo il benessere emotivo ma anche i processi di apprendimento».

Nelle parole di Cattaneo, «le evidenze suggeriscono che il disagio scolastico non possa essere considerato esclusivamente una questione educativa o sanitaria. Si tratta di un fenomeno multidimensionale che coinvolge aspetti relazionali, psicologici, sociali ed educativi. La promozione del benessere scolastico richiede una collaborazione stabile tra scuola, famiglie e servizi del territorio», aggiunge. In questa prospettiva, «la whole-school approach considera il benessere una responsabilità condivisa dell’intera comunità scolastica. Un ruolo chiave è svolto dallo sviluppo delle competenze psicosociali (life skills), come autoregolazione emotiva, empatia e problem solving, che favoriscono l’adattamento e il benessere degli studenti. Tali interventi risultano più efficaci quando sono integrati stabilmente nelle attività scolastiche, coinvolgendo docenti, studenti e famiglie in una cultura condivisa orientata alla salute e al benessere».

4 settembre 2026

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