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Domenica 6 Settembre 2026 11:09

Le pillole di Polly: recensione di “Le stelle del cane” di Peter Heller

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Secoli fa, la paura della fine del mondo faceva perdere il sonno a tanta gente. Nel 2035, i peggiori incubi di chi ci ha preceduto sono diventati realtà.
L’Apocalisse è arrivata, e non ha fatto sconti: una devastante epidemia di influenza ha stroncato il 99% virgola spiccioli della popolazione mondiale. Il focolaio del virus sembrerebbe essersi formato a Nuova Delhi, ma alcune voci, agli inizi del contagio, sussuravano di un tragico errore verificatosi in Inghilterra nel corso del trasferimento di una provetta in elicottero. Sia quel che sia, nessuno saprà mai la verità, perché i giornalisti che davano le informazioni diventavano sempre meno, e alla fine sono del tutto scomparsi, come del resto ha fatto il pubblico.
E i pochi sopravvissuti all’Apocalisse di certo non stappano bottiglie di champagne per festeggiare di essere ancora in vita.
Chi rimane, o viene colpito da una strana malattia del sangue che conduce lentamente alla morte, o diventa vittima di un malessere che non colpisce il fisico, ma la mente, e porta chi ne soffre a cercare di uccidere i suoi simili.
Le cose vanno diversamente a Erie, in Colorado, dove c’è una piccola isola felice, se di felicità si può parlare dopo la fine del mondo.
Hig, pilota di aerei ultraleggeri, vive in un hangar ricavato in una pista di atterraggio insieme ai suoi unici amici, il cane Jasper e l’ex marine Bangley; insieme, i tre hanno trovato il loro equilibrio. Hig sorvola il terreno circostante a bordo del suo Cessna per accertarsi che non vi si nascondano insidie, mentre Bangley sorveglia l’area dalla sua torre di controllo. Infine Jasper, da bravo cane, vive in simbiosi con il suo padrone, pronto a qualsiasi sacrificio pur di vederlo sereno.
La loro esistenza va avanti senza sorprese, fino a quando Hig comincia a rimuginare su una comunicazione radio proveniente da Grand Junction, che sembrerebbe indicare che lì possano esserci persone che vivono ancora in modo civile.
E allora, dovrà decidere se lanciarsi verso l’ignoto o seguire i consigli di Bangley e restare al sicuro nella loro oasi di tranquillità.
“Le stelle del cane” è il romanzo di esordio di Peter Heller, scrittore e giornalista americano di non fiction dedicata alla natura.
Dal libro è stato tratto il bellissimo film “The dog stars” del maestro Ridley Scott, tuttora nelle sale cinematografiche italiane.
Come la pellicola, il romanzo non delude.
Visto il contesto, il libro correva il rischio di mettere in scena, più che dei personaggi, delle semplici macchiette dal grilletto facile. E invece, anche se le scene di combattimento non mancano, lo scenario post-apocalittico dell’opera diventa un modo per trattare degli argomenti fondamentali. In primis, le magnifiche descrizioni delle montagne e dei boschi incontaminati del Colorado rappresentano un inno alla natura che sopravvive impassibile alla fine dell’uomo, mantenendo intatta tutta la sua maestosa magnificenza.
Poi, il grande tema del romanzo è l’elaborazione del lutto e la difficoltà di andare avanti quando tutte le persone che si amano ci hanno lasciato. I due protagonisti rappresentano due modi diametralmente opposti di affrontare la perdita: Bangley incarna la reazione di chiusura di fronte al dolore, mentre Hig, pur essendo devastato dal ricordo di chi non c’è più, conserva la fiducia nel futuro.
Un discorso a parte va fatto per Jasper, che è più buono e nobile di qualsiasi umano incroci sul suo cammino. Ma del resto, è un cane, e vince in scioltezza; non a caso, è proprio a lui che Hig dedica una costellazione.
“Le stelle del cane”, dunque, è una lettura bellissima, che offre un’immagine di speranza perfino nella situazione peggiore: dopo la fine del mondo. Leggetelo tenendovi a portata di mano i fazzoletti.
(Federica Focà)
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