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Lunedì 7 Settembre 2026 10:09

In ricordo di Joanna

Ho conosciuto Johanna a Colleferro, nella residenza Regina Pacis, dove lei lavorava come assistente. Andavo lì almeno una volta a settimana perché mia moglie Anna Maria...

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Ho conosciuto Johanna a Colleferro, nella residenza Regina Pacis, dove lei lavorava come assistente. Andavo lì almeno una volta a settimana perché mia moglie Anna Maria è stata ospite della struttura per più di due anni a causa di una malattia alle gambe che l’ha resa sempre più bisognosa di aiuto e di cure specifiche. Durante le mie visite spesso vedevo Johanna passare con le altre assistenti ma non mi soffermavo a parlare con lei.                                                                              

Poi è accaduto che anche io ho avuto bisogno di un periodo di assistenza e di recupero a causa di una rovinosa caduta. Praticamente per un periodo non avevo l’uso delle braccia (foto1). Quindi sono stato ospite della stessa struttura per quattro mesi. L’esperienza mi ha segnato. Ho capito quanta dedizione e quanta gentilezza ci vogliono per svolgere lavori particolari, che non sono proprio ordinari. La straordinarietà di queste mansioni è che per svolgerle occorre veramente avere capacità di ascolto, pazienza, gentilezza ed amore.                                                                              

Ecco, Johanna aveva tutto questo. Lei, come tante altre assistenti che porto nel cuore, mi ha aiutato. Spesso la vedevo dare la mano a mia moglie sofferente ed incoraggiarla. Anche Anna Maria diceva che lei era una brava persona. Con Johanna ho poi delle foto: lei, insieme ad altre sue colleghe mi stanno vicino, sorridono ed io mi sono sentito accolto e sostenuto. Lei era una donna gentile. Solo ora, riguardando le foto dopo la terribile notizia della sua morte, mi accorgo che il suo sorriso nascondeva qualcosa ed i suoi occhi avevano un velo di tristezza. Eppure Johanna non si è mai confidata con nessuno e la sua morte violenta è stata una tragedia per ognuno di noi. Voglio ricordarla per come l’ho conosciuta, una donna gentile che dava la mano a chi ne aveva bisogno, con il cuore sincero e buono. Grazie, Johanna.

Giorgio Alessandro Pacetti

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