Lunedì 7 Settembre 2026 11:09
Mattarella e Gualtieri a Porta San Paolo, domani Roma ricorda l’8 settembre e la sera c’è Rossellini sulla Piramide Cestia
Ci sarà il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, alle 9.30 di domani, martedì 8 settembre, sotto l’arco di Porta San Paolo, dove ottantatré anni fa Roma provò a difendersi da sola. Un anniversario che non è solo commemorazione militare, ma l’inizio della Resistenza nella Capitale. Accanto al Presidente della Repubblica sono attesi il ministro della […]
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Ci sarà il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, alle 9.30 di domani, martedì 8 settembre, sotto l’arco di Porta San Paolo, dove ottantatré anni fa Roma provò a difendersi da sola. Un anniversario che non è solo commemorazione militare, ma l’inizio della Resistenza nella Capitale.
Accanto al Presidente della Repubblica sono attesi il ministro della Difesa Guido Crosetto, il Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri. Una presenza istituzionale al completo per uno dei luoghi più carichi di significato della storia repubblicana.
È qui, infatti, tra la Piramide Cestia, viale Ostiense e il Parco della Resistenza dell’8 Settembre 1943, che la storia si fermò per due giorni. Un’area che domani tornerà a essere chiusa, ma solo per ragioni di sicurezza.
La cronaca e la città blindata
I primi provvedimenti scatteranno già nella notte tra oggi e domani, entro la mezzanotte. Sgombero dei veicoli in sosta e poi divieto di parcheggio in viale della Piramide Cestia tra piazzale Albania e piazzale di Porta San Paolo in direzione Piramide; piazzale del Parco della Resistenza 8 Settembre 1943; l’area di parcheggio accanto all’edificio delle Poste; piazzale Ostiense, lato Piramide; viale del Campo Boario; piazza di Porta San Paolo da via della Piramide Cestia a via Marmorata; via Manlio Gelsomini sul lato del Parco in direzione piazza Albania. Dalle 9.30 di domani, con l’inizio della cerimonia, chiusure al traffico e deviazioni per le linee tram e bus 3L, 23, 30, 75, 77, 83, 96, 280, 715, 716, 719, 775, 769, 780.
Finita la commemorazione ufficiale, la giornata non si chiude. Dalle 19.30 a mezzanotte è in programma uno spettacolo di luci, poesia e musica. Il momento clou, sarà la proiezione di Roma città aperta di Roberto Rossellini sulle facciate bianche della Piramide Cestia. Per l’evento, dalle 19.30 chiusura di via Raffaele Persichetti e nuove modifiche per le linee 23, 30, 77, 83, 96, 280, 715, 716, 719, 775, 780.
La storia e quei due giorni sotto la pioggia di settembre
Per capire perché Porta San Paolo è ancora oggi luogo di memoria nazionale bisogna tornare alle 19.45 dell’8 settembre 1943. La radio interrompe i programmi. Il maresciallo Badoglio annuncia l’Armistizio di Cassibile. L’Italia ha smesso di combattere a fianco dei tedeschi. A Roma c’è il caos. Il Re Vittorio Emanuele III e Badoglio lasceranno la città all’alba del 9 settembre, diretti a Brindisi. Le truppe italiane, poste nel Corpo d’armata motocorazzato del generale Carboni, restano senza ordini precisi. La vendetta tedesca scatta subito. Alle 20.30 dell’8 settembre la 2ª Divisione Paracadutisti da Pratica di Mare e la 3ª Divisione corazzata da Bracciano convergono sulla Capitale. Gli scontri si accendono alla Magliana, alla Cecchignola, alla Garbatella. Ma è a Porta San Paolo che la battaglia diventa simbolo.
Durante la notte tra l’8 e il 9 settembre si combatte per il controllo della città. Il 10 settembre l’azione tedesca si fa più violenta e Porta San Paolo diventa il centro dell’ultima, accanita resistenza. Lì i Granatieri di Sardegna del generale Gioacchino Solinas, soldati sbandati, carabinieri, poliziotti e centinaia di civili – operai di Testaccio, ragazzi con le biciclette, donne che portano munizioni – si mettono davanti ai carri tedeschi. Tra loro c’è Raffaele Persichetti, ufficiale dei Granatieri, invalido di guerra, che all’armistizio si schiera volontariamente. La sua Medaglia d’Oro ricorda, “Prode fra i prodi incitò con la parola e con l’esempio i commilitoni all’estrema resistenza fino a che, colpito a morte, immolava la sua giovane vita nella visione della Patria rinata alla libertà. — Roma, Porta San Paolo, 8-10 settembre 1943“.
Oggi la via che costeggia il Parco porta il suo nome. Ed è proprio lì che domani sera si accenderanno le luci. I numeri di quelle ore restano incerti e dolorosi. Oltre mille morti secondo alcune ricostruzioni, ma le fonti storiche più accreditate parlano di 414 militari e 159 civili caduti nei combattimenti per Roma, con oltre 700 feriti. In ogni caso, la cifra più alta di una battaglia urbana in Italia nella Seconda Guerra Mondiale.
Come disse il Presidente emerito della Repubblica scomparso nel 2023, Giorgio Napolitano, in uno degli anniversari passati proprio lì, “la data dell’8 settembre segnò insieme uno dei momenti più bui della nostra storia nazionale unitaria e una delle prove più luminose della forza vitale della patria italiana“. Domani, quando Mattarella deporrà la corona sotto le mura, non si ricorderà solo una sconfitta militare. Si ricorderà il momento in cui, senza Re, senza governo e senza ordini, una città decise di provare a non arrendersi.
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