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Lunedì 7 Settembre 2026 09:09

Gli insegnanti di religione, «custodi di speranza e di futuro»



Al Divino Amore l'Assemblea di apertura dell'anno scolastico, sul tema "Insieme costruiamo speranza". Chiarazzo (Ufficio scuola): «Chiamati a servire la crescita integrale della persona»

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Guardare e vivere il presente con la volontà di portare un segno di speranza autentica nel quotidiano. Questo auspicio ha orientato i lavori dell’Assemblea di inizio anno scolastico che sabato mattina, 5 settembre, ha riunito nell’auditorium del santuario del Divino Amore, a Castel di Leva, i docenti di religione cattolica della diocesi di Roma. Ad aprire i lavori dedicati al tema “Insieme costruiamo speranza”, il video-saluto del vescovo ausiliare Michele Di Tolve, delegato per l’Educazione, che ha invitato gli insegnanti presenti a «essere lievito di speranza e ad aiutare le nuove generazioni a non cedere alla rassegnazione, a riconoscere i segni di bene presenti nella storia e a diventare costruttori di relazioni, di pace e di futuro», constatando come l’attuale contesto sociale e culturale sia «segnato da profonde trasformazioni, da fragilità relazionali, da incertezze diffuse e da nuove domande di senso».

Anche il direttore dell’Ufficio scuola Rosario Chiarazzo ha sottolineato come «l’insegnamento della religione cattolica è chiamato a offrire un servizio qualificato alla crescita integrale della persona» laddove «la speranza, nella prospettiva cristiana, non si riduce a un sentimento soggettivo o a un generico atteggiamento positivo» ma «nasce dall’annuncio pasquale e si esprime come fiducia operosa, responsabilità verso la storia, attenzione alla dignità di ogni persona e disponibilità a costruire legami di fraternità». In tal senso, ha continuato il direttore, l’invito a “costruire speranza” «può diventare un criterio orientativo per la progettazione educativa e didattica dei docenti di religione cattolica», per «promuovere percorsi nei quali gli alunni siano aiutati a leggere la realtà con intelligenza critica e apertura fiduciosa, a riconoscere il valore dell’altro, a confrontarsi con le grandi domande dell’esistenza, a scoprire nel patrimonio biblico, teologico, artistico e culturale del cristianesimo una risorsa significativa per interpretare la vita e abitare responsabilmente il presente».

Chiara, dunque, per Chiarazzo, la priorità pastorale e culturale dell’Ufficio diocesano: «Favorire una presenza educativa capace di custodire l’umano, promuovere dialogo, valorizzare le differenze e orientare i giovani verso un futuro possibile e responsabile». Proprio la dimensione della responsabilità è stata trattata nel suo intervento da don Alberto Gastaldi, direttore nazionale per l’Irc, che ha messo in luce «l’importanza, come docenti, di prenderci a cuore la vita dei ragazzi a noi affidati, indicando loro delle direzioni e accompagnandoli anche quando loro si allontanano». In particolare, per Gastaldi gli insegnanti di religione cattolica, «custodi di speranza e di futuro», sono chiamati a «incontrare volti e seminare futuro attraverso l’ascolto e l’incontro di persone uniche e irripetibili, offrendo uno sguardo accogliente, capace di riconoscere il valore infinito di ciascuno».

Guardando al lavoro dei docenti in classe «non solo per erogare una lezione» ma quale «laboratorio di cultura e dialogo», il responsabile nazionale ha auspicato che i docenti sappiano «offrire chiavi interpretative critiche per comprendere la realtà e la cultura della complessità»; ancora, ha invitato a «creare autentici spazi di dialogo per il confronto sereno e rispettoso tra culture, fedi e visioni del mondo differenti», nonché a «promuovere la crescita globale della persona nell’ottica di una formazione integrale». All’unità della persona ha guardato pure monsignor Andrea Manto, parroco di Santa Chiara, che ha trattato di “Corpo, sesso e sessualità”, offrendo ai docenti spunti didattici anche alla luce di evidenze bio-mediche. «La scienza ci parla del come: come funziona l’organismo, come avviene lo sviluppo e come accompagnare l’attrazione, come prevenire i problemi della salute e quali sono i meccanismi naturali della psicologia e della sessualità – ha illustrato il sacerdote -. Il chi e il perché, invece, ossia chi è la persona, cosa significa amare, come orientare la propria libertà verso il bene, quale uso fare delle proprie facoltà e come realizzare appieno la dignità, questo è oggetto della rivelazione cristiana e dell’etica, che interpretano in bontà e bellezza il significato».

Manto ha osservato che per i docenti non si tratta «di diventare medici, biologi, psicologi» ma di essere in dialogo con quello che la scienza ci dice poiché «non si possono contrapporre scienze e fede perché il Dio che crea i processi naturali, che crea il corpo umano così com’è, bello e meraviglioso, è lo stesso Dio che poi si rivela come creatore e salvatore». Si tratta dunque, ha concluso, di «proporre una visione che sia compatibile con la scienza, con la psicologia, con la medicina, ma che dica la verità, la bellezza della nostra fede perché se una fede non è più bella, più gioiosa, più libera dell’esperienza umana, allora non è ancora la verità di Gesù Cristo». La mattina di studio e approfondimento si è conclusa poi con la Messa celebrata nel Santuario Nuovo e presieduta dal vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi.

7 settembre 2026

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