Lunedì 7 Settembre 2026 09:09
Elezioni tedesche: in Sassonia trionfano i populisti di estrema destra


Alternativa per la Germania (AfD) vince ma non ottiene la maggioranza assoluta nel Parlamento regionale. Le riflessioni della Chiesa cattolica e i timori di politiche razziste e nazionaliste
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Con il 43,8% delle preferenze, il partito populista di estrema destra Alternativa per la Germania (Alternative für Deutschland, AfD) ha vinto le elezioni statali del land Sassonia-Anhalt, ma non è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta nel Parlamento regionale. La formazione, guidata in Sassonia-Anhalt da Ulrich Siegmund, è cresciuta del 23% rispetto al 2021, con la previsione di 39 seggi (+16 rispetto al 2021) sugli 83 che compongono il Parlamento del land della ex Germania dell’Est. Un territorio grande quanto il Veneto, con 4 milioni di abitanti; il più povero e demograficamente il più vecchio a livello federale.
Pesantissima la sconfitta della Cdu (Unione dei cristiano democratici) del presidente uscente Sven Schulze – che non ha ottenuto neanche il suo seggio ad elezione diretta -, uscito dalle urne con il 17,2% dei voti, vale a dire il -19,9% rispetto al 2021, e un numero di seggi sceso da 40 a 25. Il Partito socialdemocratico ottiene il 9,3%, che si traduce in 8 seggi: uno in meno rispetto al 2021; con un miglioramento di 3 punti percentuali, l’8,9% dei suffragi, arrivano 8 seggi anche ai Verdi, due in più rispetto al precedente parlamento. Perde 4 seggi, passando da 12 a 8, il partito di sinistra Linke, che passa dall’11 all’8,6% dei voti. Ottimo risultato per il partito populista di estrema sinistra Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw), per la prima volta al voto per il parlamento della Sassonia-Anhalt, che conquista il 5,3% degli elettori per complessivi 5 seggi, ponendosi quindi come ago della bilancia per la possibile formazione di un nuovo governo. AfD infatti, non avendo raggiunto la maggioranza assoluta, sarà costretto a realizzare una coalizione con un altro partito – o con singoli deputati che appoggino il programma di Siegmund – per riuscire a governare.
Decisamente cresciuta la partecipazione al voto: dal 60,3% del 2021 al 778,1% degli aventi diritto. E la mobilitazione così elevata ha favorito soprattutto l’AfD: gli analisti dei principali canali tv nazionali parlano di 170mila non votanti alle precedenti elezioni che hanno scelto AfD, con la “migrazione” di almeno 82mila elettori dalla Cdu al partito vincitore. La presidente federale del partito, Alice Weidel, parla di «risultato storico e mandato molto chiaro per governare». Più cauto Siegmund, che ha già escluso un governo di minoranza, affermando di essere alla ricerca di «forze disposte a collaborare con noi».
La Sassonia-Anhalt si trova ora ad affrontare un difficile processo di formazione del governo, dato che, se è vero che l’AfD non ha la maggioranza assoluta per eleggere Siegmund come ministro-presidente o per attuare il proprio programma, è altrettanto vero che anche un governo di minoranza guidato dalla Cdu con l’Spd e i Verdi non ha la maggioranza, nemmeno con i voti del partito della sinistra Linke. La Bsw, Alleanza Sahra Wagenknecht, preferirebbe, come espresso al termine delle votazioni, un “ministro-presidente non partitico”, e non si preclude l’opportunità di collaborazioni per formare un nuovo governo. Qualora non venisse trovata la maggioranza, l’attuale governo del ministro-presidente Sven Schulze potrebbe rimanere in carica ad interim. L’elezione con il mandato a formare la compagine governativa è prevista in occasione dell’inaugurazione del nuovo parlamento.
Il portale della Chiesa cattolica tedesca
katholisch.de
ospita una riflessione del presidente di Missio-Aachen don Dirk Birgener, che analizza a caldo i risultati elettorali. Durante la campagna, evidenzia, «non sono mancati avvertimenti e valide argomentazioni in anticipo. La diocesi di Magdeburgo ha condotto un’ampia campagna elettorale, promuovendo valori come carità, solidarietà e dignità umana. Il fatto che tutti questi sforzi non siano riusciti a impedire la vittoria elettorale dell’AfD può avere molte ragioni – prosegue -. Un fattore certo è la posizione di minoranza della Chiesa cattolica nella Germania dell’Est. Ciononostante, tutti coloro che si sono dedicati a questa causa e hanno sopportato una notevole ostilità meritano riconoscimento e gratitudine. Non ultimo tra questi, il vescovo di Magdeburgo Gerhard Feige, che, con il suo modo di fare autentico e chiaro, ha offerto una guida a molti».Per Birgener, «una possibile spiegazione del risultato elettorale è che le persone si sentono abbandonate. Lo Stato, i partiti politici, i settori chiave dei servizi pubblici e l’impegno civico sono spesso percepiti come assenti. Per la Chiesa in Germania, ciò solleva la questione generale del suo ruolo in situazioni simili». Proprio «in tempi di chiusure di chiese, tagli al bilancio e allontanamento – riflette -, si avverte la necessità di una presenza più forte. I processi strutturali e i loro promotori tendono spesso a pensare dall’alto verso il basso. Ma i veri esperti sono sul campo. È lì che si comprende se le riforme valgono la pena. L’aspetto cruciale è se possa emergere una chiesa presente nella vita quotidiana, che promuova la vicinanza, affronti le tematiche che stanno a cuore alle persone e le sostenga nel vivere la propria fede a modo loro. Bisogna evitare tutto ciò che è artificiale; tutto ciò che è vitale e collaudato nella pratica va incoraggiato».
Sconcerto, davanti al risultato elettorale in Sassiona-Anhalt, da parte del Consiglio centrale degli ebrei di Germania. Nelle parole del presidente Josef Schuster, «un partito classificato come partito di estrema destra è a un passo dal formare un governo monocolore in uno stato tedesco. Negli ultimi mesi – aggiunge -, è stato chiaro quali obiettivi persegue l’AfD. Chiunque abbia votato per loro oggi, nonostante o proprio a causa di questi obiettivi, è responsabile di questo risultato». Il danno che l’AfD «causerebbe ora se andasse al potere è immenso». Spaventata anche Charlotte Knobloch, 93 anni, presidente della Comunità ebraica di Monaco e dell’Alta Baviera. «Che gli estremisti di destra in Germania possano vincere di nuovo le elezioni in questo modo, non avrei potuto immaginarlo nemmeno nei miei peggiori incubi», commenta. Il forte successo elettorale in Sassonia-Anhalt è un segno che «la stabilità della democrazia nel nostro Paese non funziona più».
L’Associazione delle organizzazioni di migranti nella Germania dell’Est mette in guardia dal rischio di politiche razziste e nazionaliste, evidenziando come molte persone vivano in un clima di insicurezza. «Ciò richiede risposte politiche concrete. Allo stesso tempo, la soluzione non deve consistere nel contrapporre gruppi sociali o stigmatizzare le persone a causa della loro origine, religione o storia migratoria – dichiarano in una nota -. Le persone con un background migratorio sono parte integrante della Sassonia-Anhalt».
7 settembre 2026
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