Martedì 8 Settembre 2026 16:09
Linea Ferroviaria Roma Viterbo: riaperta la tratta urbana da lunedì 7 settembre ed iniziati i disagi dei Pendolari della Roma Nord
Dopo i disagi estivi per il consolidamento del ponte sul Tevere, con i due tratti della ferrovia Roma Nord (Montebello – Saxa Rubra e Acqua Acetosa – Flaminio) collegati da navette, la ripartenza del servizio è stata segnata da difficoltà legate a treni in avaria e problemi di tensione elettrica (fortuna che era stata sostituita la sottostazione elettrica presso la stazione di Tor di Quinto!)
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Come comunicato da Astral e Cotral, a partire da lunedì 7 settembre 2026 il servizio ferroviario della Roma Nord torna ad essere effettuato sull’intero tracciato della tratta urbana ed insieme a questo verrà riattivata la tratta Viterbo-Catalano dove nella tratta Viterbo – Vitorchiano è stata sostituita l’intera linea aerea della ferrovia.
Nell’occasione della riapertura, a Saxa Rubra i vertici Astral, Cotral e l’Assessorato alla Mobilità della Regione Lazio si sono dati appuntamento per la ripresa del servizio commentando più che positivamente i lavori svolti nel rispetto dei tempi, considerando che si trattava di un intervento atteso da molti anni che si inseriva nel programma di riqualificazione della ferrovia avviato dalla Regione Lazio. La messa in sicurezza del ponte consentirà la ripresa del flusso dei treni a velocità regolare favorendo quindi la stabilità del servizio, avevano commentato.
Purtroppo però i fatti la dicono diversamente.

Infatti sin dalla riapertura della linea, la percorrenza della tratta urbana si è vista allungata a quasi 40 minuti dovuta alla velocità di transito dei treni rallentata per i lavori ancora in corso sull’infrastruttura ferroviaria (Astral doveva finirli ad aprile scorso, poi prolungati a maggio scorso ed ora si dovrebbero concludere ad ottobre prossimo). Il tratto del ponte sul Tevere è effettuato a 20 km/h; il tratto di Grottarossa a 25 km/h ed il tratto di galleria da Acqua Acetosa a Flaminio anch’esso a 20 km/h, alla faccia della velocità regolare!?!
Non solo, nonostante la sostituzione della sottostazione elettrica di Tor di Quinto, la linea risente di continui sbalzi di tensione che bloccano i treni (danneggiandoli) e portano a continui ritardi in linea che, automaticamente, generano soppressioni. In più, come accaduto ieri pomeriggio, treni che si rompono e non riescono a finire la corsa lasciando i passeggeri in stazioni intermedie in attesa di un treno successivo mentre il treno bloccato viene rimorchiato a spinta per toglierlo dalla linea.

Un vero disastro che nella giornata dell’8 settembre ha portato al blocco completo di tutta la linea ferroviaria urbana proprio a causa dei continui sbalzi di tensione che sono culminati con un treno bloccato in galleria tra le stazioni di Euclide e Flaminio, richiedendo l’intervento dei vigili e di ambulanze per poi procedere con l’evacuazione dei passeggeri. Dalle ore 10:00 la linea urbana è stata chiusa per verifiche e riaperta alle 12:43 con prima corsa in partenza da Montebello e alle 12:30 con prima corsa in partenza da Flaminio.
Come Comitato Pendolari Roma Nord ci domandiamo come sia possibile lasciare migliaia di persone abbandonate nelle varie stazioni in attesa di un autobus sostitutivo (ci sono volute oltre due ore di attesa) e come siano stati effettuati i collaudi dei lavori commissionati ad Astral sulla parte elettrica per i quali è stata chiusa la ferrovia dal 10 al 23 agosto scorso e che hanno portato ad oggi alla rottura di ben tre treni per i quali il servizio ne risentirà nei prossimi giorni.
Tra poco riapriranno anche le scuole ed il disastro, se non si sistemano bene le cose, è assicurato creando ulteriore disagio e malcontento.
Nella mobilità ci sono dei tempi che non ci possiamo più permettere di perdere.
Quando parliamo di tempi della mobilità pensiamo subito al ritardo dell’autobus, al treno che non arriva, alla coda in tangenziale. È il tempo rubato al cittadino, quello più visibile, misurabile, quotidiano. Ma c’è un secondo tempo rubato, meno visibile e molto più costoso: quello che il nostro settore perde nel ciclo che va dal dato alla decisione (mesi di inerzia). Se il primo si misura in minuti, per il secondo si tratta di mesi. Ed è proprio il secondo che causa il primo.
Qualcuno, pertanto, ne deve rispondere dei disagi che i pendolari subiscono tutti i giorni.
Fabio Rosati
Comitato Pendolari Roma Nord
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