Servizi > Feed-O-Matic > 743952 🔗

Mercoledì 9 Settembre 2026 11:09

Peste suina africana, è l’allarme in 22 comuni dell’area metropolitana di Roma. Le raccomandazioni alla popolazione

Quattro cinghiali positivi. È bastato questo per far scattare di nuovo l’allerta massima. La Regione Lazio, con l’ordinanza del Presidente Francesco Rocca n. Z00005 del 2 settembre 2026, ha istituito una nuova “zona infetta” per contenere la Peste suina africana, dopo il ritrovamento del virus in alcune carcasse nel territorio di Riano.  Non è un […]

L'articolo
Peste suina africana, è l’allarme in 22 comuni dell’area metropolitana di Roma. Le raccomandazioni alla popolazione
sembra essere il primo su
Dentro Magazine
.

#attualità
leggi la notizia su Dentro Magazine



Quattro cinghiali positivi. È bastato questo per far scattare di nuovo l’allerta massima. La Regione Lazio, con l’ordinanza del Presidente Francesco Rocca n. Z00005 del 2 settembre 2026, ha istituito una nuova “zona infetta” per contenere la Peste suina africana, dopo il ritrovamento del virus in alcune carcasse nel territorio di Riano. 

Non è un ritorno inaspettato, ma la geografia del provvedimento dice molto sulla gravità della situazione. La zona infetta non riguarda più solo il bosco dove sono stati trovati gli animali. Si allarga a 22 comuni dell’area metropolitana: da Campagnano di Roma a Sant’Oreste, da Fiano Romano a Sacrofano, passando per Capena, Mentana, Fonte Nuova, Formello e, appunto, Guidonia Montecelio, Monterotondo, Riano e Rignano Flaminio, fino ai Municipi III e XV di Roma Capitale. 

Una cintura sanitaria che abbraccia colline, riserve naturali e aree agricole densamente abitate, dove la convivenza tra uomo e fauna selvatica è ormai quotidiana.

La prima cosa da chiarire, lo ripetono veterinari e Regione, è che la Peste suina africana non è una zoonosi.

“La Peste suina africana colpisce esclusivamente i suidi, domestici e selvatici, e non è trasmissibile all’uomo”, si legge nell’ordinanza. Il virus non colpisce cani, gatti o altri animali domestici, non si prende mangiando carne di maiale e le carni provenienti da allevamenti controllati restano assolutamente sicure. 

Per i maiali, invece, è una sentenza di morte. Altamente contagioso, letale in quasi il 100% dei casi per suini e cinghiali, il virus può viaggiare per chilometri attraverso un pezzo di salame abbandonato, uno scarpone infangato, un foraggio contaminato. E quando entra in un allevamento, l’unica soluzione è l’abbattimento. Con danni economici devastanti per un intero settore.

Per questo le misure sono drastiche e riguardano tutti, non solo gli allevatori. Nei 22 comuni è scattato il divieto assoluto di abbandonare rifiuti organici – scarti di cucina, carni crude o cotte – in aree pubbliche, boschive o agricole. Vietato alimentare, avvicinare o disturbare i cinghiali in qualsiasi circostanza. Stop anche a picnic, eventi e assembramenti all’aperto nelle aree naturali e agricole, salvo deroghe specifiche dell’autorità sanitaria.

Sul fronte venatorio, la linea è netta: divieto di caccia al cinghiale nella zona infetta in tutte le sue forme. Restano possibili solo le attività di controllo della popolazione autorizzate dalla Regione, tramite prelievo selettivo senza l’uso di cani o cattura con trappolaggio, nel rispetto di rigide misure di biosicurezza.

E poi c’è la regola più importante, quella che i veterinari ripetono come un mantra: se trovate una carcassa, non toccatela. In caso di avvistamento di cinghiali morti o moribondi, l’indicazione è di mantenere le distanze, non avvicinarsi, non spostare l’animale e segnalarlo immediatamente al Comune o al Servizio Veterinario della Asl Rm5.

Il provvedimento stringe anche sui piccoli detentori. Chiunque possieda anche un solo maiale, per finalità familiari o come pet pig, è tenuto a collaborare. Gli allevamenti devono essere censiti e registrati nella Banca dati nazionale, dotati di recinzioni idonee che impediscano qualsiasi contatto con la fauna selvatica, e devono adottare misure di biosicurezza: disinfezione, cambio abiti e calzari.

Obbligatoria la segnalazione immediata di qualsiasi mortalità anomala, così come il divieto di utilizzare al di fuori della zona infetta i foraggi prodotti al suo interno, salvo che non siano destinati ad aziende che non detengono suini.

Nei prossimi giorni l’amministrazione di Guidonia Montecelio – informa il sindaco Mauro Lombardo attraverso i social istituzionali – provvederà all’installazione di nuova segnaletica informativa nelle aree a rischio. Intanto restano attivi i numeri per segnalazioni e informazioni: Ufficio Ambiente del Comune di Guidonia Montecelio (0774 301674) e Servizio Veterinario Asl Rm5 (0774 3589018).

Una sorveglianza capillare, dicono dall’Istituto Zooprofilattico, è l’unico modo per individuare tempestivamente i casi e attivare con rapidità le misure di contenimento. Perché il virus non si ferma da solo.

L'articolo
Peste suina africana, è l’allarme in 22 comuni dell’area metropolitana di Roma. Le raccomandazioni alla popolazione
sembra essere il primo su
Dentro Magazine
.

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Si prega di leggere l'informativa sulla privacy. Chiudendo questo banner si accettano le condizioni sulla privacy e si acconsente all’utilizzo dei cookie.
CHIUDI