Giovedì 10 Settembre 2026 12:09
I “nuovi martiri” del XXI secolo e la «misura alta della vita cristiana ordinaria»


Il punto in un convegno in programma il 15 settembre all'Augustinianum, promosso dal dicastero delle Cause dei santi. Il cardinale presidente Semeraro: «La grazia della santità nella Chiesa è significata ma non esaurita dalle canonizzazioni»
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Il Pontificio Istituto Augustinianum ospiterà il prossimo 15 settembre il convegno “Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?”, presentato questa mattina, 10 settembre, in Sala stampa vaticana dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del dicastero delle Cause dei santi, dal segretario del dicastero, monsignor Fabio Fabene, presidente della Commissione Nuovi martiri – Testimoni della fede, e dal professore Andrea Riccardi, vicepresidente della stessa Commissione.
Il porporato ha spiegato come la Commissione, voluta stabilmente nell’ambito del dicastero da Papa Francesco con lo scopo di «elaborare un Catalogo di tutti coloro che hanno versato il loro sangue per confessare Cristo e testimoniare il Vangelo», ne amplia di fatto i fini. Il prefetto si è soffermato su tre aspetti. «La grazia della santità nella Chiesa è significata, ma non esaurita dalle canonizzazioni. Non si esclude, ovviamente, che, per alcuni degli iscritti nel Catalogo si possa, verificatesi le condizioni richieste, avviare un procedimento di beatificazione e canonizzazione. Ciò che però s’intende evidenziare sono piuttosto la “misura alta della vita cristiana ordinaria” indicata da san Giovanni Paolo II in Novo millennio ineunte e la santità “della porta accanto” richiamata da Papa Francesco».
Semeraro ha poi sottolineato «il valore antropologico della santità cristiana», citando in particolare la Spe Salvi di Benedetto XVI. Infine, ha messo in evidenza «il valore ecumenico dell’iniziativa, sin dal principio voluto per la Commissione da Giovanni Paolo II, già nella lettera enciclica Ut unum sint. Lo stesso Papa Francesco ha voluto inserire nel Martirologio Romano alcuni martiri non cattolici».
Fabene ha evidenziato come «la Commissione continua a raccogliere segnalazioni e informazione di cristiani morti a causa del Vangelo in ogni parte del mondo». In particolare, ai circa 1.700 testimoni della fede uccisi fino allo scorso anno, si sono aggiunte tra le 100 e le 150 nuove segnalazioni che arrivano, tramite le diocesi, dalle Conferenze episcopali attraverso le nunziature, dalle Congregazioni religiose ma anche da movimenti e associazioni laicali. Alcune vengono raccolte direttamente dalla Commissione sulla base di notizie di stampa e in quest’ambito è particolarmente importante il ruolo dell’agenzia Fides.
Ancora, Fabene ha ricordato come nell’ambito del Giubileo del 2025 Papa Leone ha presieduto la memoria dei nuovi martiri insieme ad altre confessioni cristiane, il 14 settembre nella basilica di San Paolo fuori le mura. A un anno di distanza da quella celebrazione, nel convegno «ci si vuole interrogare sulla situazione della persecuzione contro i cristiani in varie parti del mondo». Il presidente della Commissione ha quindi esposto brevemente i relatori e gli argomenti del convegno.
Riccardi ha sottolineato come questa iniziativa «debba tantissimo a Giovanni Paolo II, per un aspetto della sua vicenda umana e spirituale: si è sentito compagno di martiri e testimone del martirio e si chiedeva spesso perché era scampato. Nel 2000, durante l’incontro al Colosseo si rispondeva: sono scampato per testimoniare tanto dolore, tanta grazia, la resistenza fino al dono della vita di uomini e donne di tutte le età e condizioni. Da questa sua esperienza nacque l’intuizione di celebrare la memoria dei martiri del Novecento». Il lavoro di quella Commissione si concluse, ha ricordato Riccardi, «ma alla domanda se siamo di fronte a un nuovo tempo del martirio dobbiamo rispondere sì. Un nuovo secolo del martirio, intuito con forza da Papa Francesco. Il tempo del martirio continua, non lo dice solo cronaca ma una coscienza profonda maturata nella Chiesa. Per questo il convegno non sarà solo scientifico ma offrirà una riflessione teologica, spirituale, storica».
10 settembre 2026
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