Giovedì 10 Settembre 2026 13:09
Arriva Dissonanze con l’elettronica all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Il 12 e 13 settembre Dissonanzeapre ufficialmente il suo “NewChapter” e trasforma per due giorni l’Auditorium Parco della Musica nel tempio dell’elettronica. Non una manciata di concerti tutti in una sera, ma 12 ore al giorno, da mezzogiorno a mezzanotte, con una line up che si divide tra tre stage – Cavea, Park e Hidden […]
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Il 12 e 13 settembre Dissonanzeapre ufficialmente il suo “NewChapter” e trasforma per due giorni l’Auditorium Parco della Musica nel tempio dell’elettronica. Non una manciata di concerti tutti in una sera, ma 12 ore al giorno, da mezzogiorno a mezzanotte, con una line up che si divide tra tre stage – Cavea, Park e Hidden – più due sale interne dedicate a progetti artistici e audiovisivi. Una formula che vuole recuperare una caratteristica storica diDissonanze: non un unico palco, ma tanti ambienti da attraversare, passando dai grandi dj set ai live alla sperimentazione audiovisiva.
Due giornate che tengono insieme nomi e scene diverse, dalla house alla techno, dalla bass music all’elettronica alle contaminazioni sperimentali. Sabato 12 settembre si parte a mezzogiorno al palco Park con Duddha Hybrid set, alle21 in Cavea c’è il dj set di Björk seguito da Peggy Gou, mentre nel palco Hidden c’è il live di Paranoid London e alle 21:30 Aline brooklyn b2b AGELESS. Nel mezzo, tra live e dj set, ci saranno anche Nubiyan Twist, CARISTA, Yu Su e tanti altri. Domenica 13 si continua con mine del calibro di Chloé Caillet, Donato Dozzy, Job Jobse, Ron Trent, Sama’ Abdulhadi e Octave One. E poi non mancheranno il b2b tra Floating Points e Daphni, quello tra Moodymann e Marcellus Pittman e Skream & Benga.
Ma il “New Chapter” non è soltanto musica: durante il weekend ci saranno attività collaterali come DissPlay, laboratorio creativo dedicato ai bambini dai 4 ai 12 anni, mentre una parte del programma guarda direttamente alla produzione e sperimentazione, con una masterclass su Ableton Live 12 e un progetto immersivo dedicato a TouchDesigner.
Me per capire il peso reale del ritorno di Dissonanze per i romani, bisogna tornare alla Roma dei primi Duemila, a quando Giorgio Mortari, ideatore del festival, intuì che l’elettronica poteva uscire dalla sua nicchia e prendersi il suo spazio nella città. Prima dei festival come appuntamenti di massa e delle consolle piazzate ovunque, Dissonanze ha portato l’elettronica fuori dai club, in alcuni dei luoghi più improbabili di Roma. Ci ha fatto ballare al Chiostro del Bramante, negli ex lanifici di Pietralata, alla Cappa Mazzoniana e all’Ara Pacis, fino al Palazzo dei Congressi dell’EUR, diventato dal 2005 la sua grande casa.
Dissonanze non si limitava a “fare” elettronica, metteva insieme mondi che all’epoca sembravano avere poco a che fare l’uno con l’altro. Hip hop, jazz e techno, house e industrial, ambient e dub step; la gente dei club e gli amanti dell’arte. Negli anni sono passati Richie Hawtin, Sven Väth, Ricardo Villalobos, Ryoji Ikeda, Moderat, Matmos, Carsten Nicolai, Ninos du Brasil ed Ellen Allien, ma anche figure che andavano ben oltre il perimetro del dj set come Gil Scott-Heron. Insieme a loro, una quantità enorme di artisti emergenti portati a Roma quando erano ancora lontani dai grandi circuiti.
Dissonanze si fermò nel 2010 e l’anno successivo Mortari scomparve prematuramente, a soli 37 anni. Il festival è rimasto per anni nella memoria dei romani, fino al ritorno nel 2025 con il team storico e, oggi, all’inizio di un vero e proprio “New Chapter”.
Sì, sono passati ventisei anni, è cambiata Roma, l’elettronica e probabilmente anche le ginocchia di chi c’era alle prime edizioni. Ma questo weekend Dissonanze torna a fare quello per cui era nato: mettere insieme pubblici, generazioni e suoni diversi e vedere che effetto fa. I biglietti partono da 60 euro, disponibili sul
sito ufficiale.
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