Venerdì 11 Settembre 2026 11:09
11 settembre 2001, Mattarella: «Giornata che ha colpito ogni sentimento di umanità»


25 anni fa gli attentati terroristici contro le Torri gemelle del World Trade Center e il Pentagono, Il presidente: «Solo una cooperazione coraggiosa, giusta e lungimirante può garantire pace, sicurezza e prosperità alle future generazioni»
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«Di fronte al riemergere di logiche di sopraffazione e di nuovi conflitti, rimane fermo l’impegno dell’Italia contro il terrorismo, a difesa della vita dei nostri concittadini e di ogni altra nazione, e dei diritti inalienabili dei popoli. Solo una cooperazione coraggiosa, giusta e lungimirante può garantire pace, sicurezza e prosperità alle future generazioni». Lo afferma con forza il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a 25 anni dall’11 settembre 2001, quando, alle 8.46, ora di New York, il volo American Airlines 11 colpì la Torre Nord del World Trade Center. Alle 9.03 il secondo aereo si schiantò contro la Torre Sud. Alle 9.37 un terzo aereo colpì il Pentagono, mentre alle 10.03 il volo United Airlines 93 precipitò in Pennsylvania dopo la rivolta dei passeggeri contro i dirottatori. Le Torri Gemelle crollarono una dopo l’altra, trasformando Manhattan in una gigantesca nube di polvere e fumo. Il bilancio fu di 2.977 vittime, a cui vanno aggiunti i 19 dirottatori, e di oltre 6mila feriti.
Il capo dello Stato parla di «doloro ricordo», impresso nelle coscienze come «una pagina abietta nella storia recente dell’umanità. Una giornata che ha colpito nel profondo ogni sentimento di umanità. La Repubblica italiana – prosegue – rinnova sentimenti di profondo cordoglio per le vittime di quei tragici fatti, punto di svolta nel corso della stessa storia contemporanea, che aprì a nuovi successivi drammi».
Mattarella ricorda anche il «gravoso tributo di morte e sofferenza pagato a quella tragedia anche dalla comunità italo-americana a New York e negli altri luoghi coinvolti nel folle disegno criminale degli attentatori» e, nel giorno dell’anniversario, rivolge un «pensiero commosso» anzitutto «ai familiari, a tutte le persone care di quanti ingiustamente perirono negli attacchi terroristici o in loro conseguenza, e ai soccorritori che si prodigarono senza sosta per salvare quante più vite possibili, operando in condizioni proibitive».
La condanna «unanime» per quanto accadde quel giorno «sollecitò una forte coesione della comunità internazionale contro il terrorismo in qualunque forma si manifestasse – sono ancora le parole del presidente della Repubblica -. All’indomani di quella ignobile e inammissibile aggressione, il richiamo ai valori di difesa dei diritti di ogni persona, trovò nell’Italia e nei partner europei una risposta ferma, immediata e corale. Il valore della pacifica convivenza tra i popoli – conclude – deve ispirare gli odierni comportamenti, senza cedimenti alla logica della guerra che sembra, invece, prevalere in troppi teatri».
Di «ferita indelebile nella memoria del mondo» parla anche il presidente del Senato Ignazio La Russa. «A venticinque anni da quella terribile giornata – scrive sui suoi profili social -, il nostro pensiero torna alle migliaia di vittime innocenti degli attentati terroristici, alle loro famiglie e a tutto il popolo americano, colpito al cuore da una violenza cieca e disumana. Ricordiamo anche con profonda riconoscenza quanti, in quelle ore drammatiche, sacrificarono la propria vita nel tentativo di salvarne altre: vigili del fuoco, forze dell’ordine, soccorritori e tutti coloro che, con coraggio e senso del dovere, non esitarono a mettere a rischio la propria esistenza».
Per la seconda carica dello Stato, «quella tragedia segnò profondamente la nostra epoca e mostrò al mondo intero la minaccia rappresentata dal terrorismo jihadista e dal fanatismo ideologico. Il tempo trascorso – prosegue – non attenua la memoria di quanto accadde, né può farci dimenticare il valore della libertà, della democrazia e della convivenza tra i popoli. Nel ricordo delle vittime dell’11 settembre, rinnoviamo dunque il nostro fermo impegno contro ogni forma di terrorismo e fanatismo e riaffermiamo la necessità di difendere quei valori di libertà e democrazia che i terroristi vollero colpire. La memoria deve continuare a essere, anche per le nuove generazioni, uno strumento di consapevolezza e un monito a non abbassare mai la guardia di fronte alla violenza e all’odio».
Sulla stessa linea anche il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, secondo cui «25 anni dopo, il dolore dell’11 settembre appartiene ancora a tutti noi – scrive anche lui sui social -. Alle famiglie delle vittime e al popolo americano rinnovo la mia vicinanza, nel segno di una memoria che il tempo non cancella».
Intanto oggi a Ground Zero – come è stato ribattezzato il luogo in cui sorgevano le Torri distrutte dagli attentati – vengono letti i nomi delle vittime. Alla cerimonia partecipano il vicepresidente JD Vance e gli ex presidenti George W. Bush, Bill Clinton, Barack Obama e Joe Biden. Il presidente Donald Trump partecipa invece alle celebrazioni al Pentagono.
11 settembre 2026
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