Venerdì 11 Settembre 2026 10:09
È morta Emma Bonino, addio alla storica leader radicale: aveva 78 anni
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La leader di +Europa si è spenta a 78 anni dopo il recente ricovero a Roma. Dalle battaglie radicali per i diritti civili agli incarichi di governo e in Europa, è stata protagonista di mezzo secolo di politica italiana.
È morta Emma Bonino. La storica leader radicale e presidente di +Europa aveva 78 anni. A dare l’annuncio della scomparsa è stato il suo partito: «Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai».
La notizia arriva dopo giorni di apprensione per le sue condizioni di salute. Bonino era stata soccorsa nella sua abitazione nel centro di Roma e trasportata in codice rosso all’ospedale Santo Spirito a causa di una crisi respiratoria.
Dopo il ricovero in terapia intensiva, le sue condizioni erano state definite delicate ma stazionarie. Nella giornata di ieri, 10 settembre, aveva lasciato la terapia intensiva del Santo Spirito per essere trasferita in una struttura privata, mentre i familiari avevano chiesto il massimo riserbo.
Negli ultimi anni Bonino aveva affrontato diversi problemi di salute. Nel 2015 le era stato diagnosticato un microcitoma polmonare, una forma aggressiva di tumore al polmone.
Fu lei stessa ad annunciare pubblicamente la malattia durante una trasmissione di Radio Radicale, spiegando allo stesso tempo di non voler abbandonare l’attività politica. Dopo un lungo percorso di cure, nel 2023 aveva annunciato di aver superato il tumore.
Successivamente aveva dovuto affrontare nuovi problemi respiratori e altri ricoveri ospedalieri.
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino è stata una delle protagoniste delle grandi battaglie italiane per i diritti civili.
Entrata nel Partito Radicale negli anni Settanta, partecipò in prima linea alla battaglia per la liberalizzazione dell’aborto e arrivò ad autodenunciarsi per procurato aborto nell’ambito delle iniziative di disobbedienza civile di quegli anni.
Nel 1976, a 28 anni, venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati. Da allora la sua carriera attraversò quasi mezzo secolo di storia politica italiana: fu deputata, parlamentare europea, senatrice e vicepresidente del Senato.
L’impegno europeista e internazionale ha rappresentato uno dei tratti distintivi della sua carriera.
Tra il 1995 e il 1999 Bonino fu commissaria europea, occupandosi anche di aiuti umanitari e visitando diverse aree segnate da guerre e crisi internazionali.
Si impegnò per l’istituzione della Corte penale internazionale, contro la pena di morte e le mutilazioni genitali femminili e a favore della tutela dei diritti umani.
Nel 2006 entrò nel secondo governo Prodi come ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee. Nel 2013, con il governo guidato da Enrico Letta, divenne ministra degli Affari Esteri.
Il progetto di un’Europa sempre più integrata rimase uno dei punti centrali della sua visione politica fino agli ultimi anni.
Nel 2017 Emma Bonino contribuì alla nascita di +Europa, formazione politica di ispirazione liberale ed europeista con la quale tornò in Senato nel 2018.
Nel luglio 2024 era stata eletta presidente del partito.
Nel corso della sua lunga attività pubblica si è occupata di diritti delle donne, libertà individuali, giustizia internazionale, lotta alla pena di morte, immigrazione e integrazione europea.
Una vita politica caratterizzata da battaglie spesso controcorrente e da un’impostazione radicale che l’ha resa una delle personalità più riconoscibili della politica italiana degli ultimi cinquant’anni.
Con la morte di Emma Bonino scompare una delle protagoniste della stagione delle grandi battaglie per i diritti civili in Italia e una delle voci italiane più note dell’europeismo.
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