Venerdì 11 Settembre 2026 10:09
Da Albano Laziale allo Stretto di Messina, il sogno di Fabrizio Colarieti: «Un’emozione pazzesca che non dimenticherò mai»
Tre chilometri e 350 metri a nuoto nelle acque dello Stretto di Messina, partendo da Torre Faro e raggiungendo Cannitello, sulla costa calabrese, nei pressi...
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Da Albano Laziale allo Stretto di Messina, il sogno di Fabrizio Colarieti: «Un’emozione pazzesca che non dimenticherò mai»
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Tre chilometri e 350 metri a nuoto nelle acque dello Stretto di Messina, partendo da Torre Faro e raggiungendo Cannitello, sulla costa calabrese, nei pressi di Scilla. Un’impresa sportiva, ma soprattutto la realizzazione di un sogno per Fabrizio Colarieti, 55 anni, atleta della squadra Nuoto Master di Albano Laziale.
La traversata si è svolta lo scorso 25 agosto ed è stata organizzata dall’Associazione Colapesce, specializzata in questo tipo di esperienze. Circa trenta i partecipanti provenienti da diverse zone d’Italia e anche dall’estero.
Colarieti ha completato la traversata in un’ora e un minuto, affrontando un percorso di 3,350 chilometri con una temperatura dell’acqua di circa 27 gradi.
«Era un mio sogno da tempo. Amo il nuoto e pratico questo sport da tanti anni come atleta Master. È stata mia moglie a farmi una bellissima sorpresa, organizzando la possibilità di andare in Sicilia e provare finalmente a realizzare questo desiderio. Quando si è presentata l’occasione non potevo certo tirarmi indietro».
«C’è un’organizzazione molto seria alle spalle. Ho dovuto presentare tutta la documentazione richiesta, sottopormi alla visita medica sportiva agonistica e tesserarmi presso una società sportiva di Messina. Prima della partenza abbiamo inoltre partecipato ai briefing tecnici necessari per conoscere le caratteristiche della traversata e affrontarla in sicurezza».
«Un’emozione fantastica. Siamo partiti da Torre Faro con destinazione Cannitello. Ho percorso i 3 chilometri e 350 metri in un’ora e un minuto. L’acqua era a circa 27 gradi. Ma al di là del tempo e dei numeri, quello che rimane è soprattutto l’emozione di trovarsi lì, in mezzo allo Stretto, e rendersi conto che stai facendo qualcosa che avevi desiderato a lungo».
«L’organizzazione dell’Associazione Colapesce è stata impeccabile. Ci siamo trovati davanti persone estremamente preparate e competenti. Durante la traversata c’era l’assistenza delle imbarcazioni e tutto è stato gestito con grande professionalità. Questo permette anche al nuotatore di concentrarsi sull’esperienza e sulla propria prestazione».
«Eravamo circa trenta e arrivavamo un po’ da tutta Italia. C’erano quattro o cinque toscani, due americani e partecipanti provenienti da diverse regioni. Dal Lazio eravamo in pochi: oltre a me c’era un ragazzo di Bracciano e una coppia che si allena in piscina nella zona del Nuovo Salario, a Roma. È stato bello anche condividere questa esperienza con persone unite dalla stessa passione».
«Molto. Sono un nuotatore Master da tanti anni e l’allenamento ti dà la possibilità di affrontare esperienze del genere con maggiore consapevolezza. Ma lo Stretto è qualcosa di particolare: non è semplicemente una distanza da percorrere. Ci sono il mare, le correnti, il paesaggio e soprattutto la consapevolezza di stare attraversando a nuoto un luogo unico».
«Più che un singolo momento, porterò con me tutta la traversata. Quando parti sai quello che devi fare, ma quando sei realmente in acqua capisci che stai vivendo qualcosa di speciale. E quando arrivi dall’altra parte la soddisfazione è enorme».
«Assolutamente sì. Credo che qualsiasi persona che ami veramente questo sport dovrebbe provare almeno una volta un’esperienza del genere, naturalmente con la giusta preparazione e affidandosi a persone competenti. È un’emozione pazzesca».
Per Fabrizio Colarieti, 55enne atleta della squadra Nuoto Master di Albano Laziale, quella del 25 agosto non è stata dunque soltanto una prestazione sportiva. È stata la conclusione di un percorso iniziato molto prima di entrare nelle acque dello Stretto: un desiderio coltivato nel tempo, gli allenamenti, la preparazione e infine quella sorpresa della moglie che ha trasformato un sogno in realtà.
Da Torre Faro a Cannitello, 3.350 metri in un’ora e un minuto. Ma, questa volta, il cronometro racconta soltanto una piccola parte della storia.
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