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Venerdì 11 Settembre 2026 15:09

Roma. Si libera del braccialetto elettronico e dà fuoco al negozio dell’ex

All’apice di una lunga escalation di violenze, minacce ed atti persecutori nei confronti della ex compagna, ha incendiato il negozio del Fleming […]

#cronaca #roma
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All’apice di una lunga escalation di violenze, minacce ed atti persecutori nei confronti della ex compagna, ha incendiato il negozio del Fleming nel quale la vittima lavorava. L’uomo, un trentacinquenne romano, è stato individuato dalla Polizia di Stato, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, e tradotto in carcere in esecuzione della ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma.

L’incendio, appiccato pochi giorni prima dello scorso ferragosto, intorno alle tre di notte, aveva distrutto un esercizio commerciale e l’appartamento sovrastante che, per mero caso fortuito, era in quel momento disabitato.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del XV Distretto Ponte Milvio, coordinati dai PM di Palazzo Clodio, l’episodio si sarebbe verificato al culmine di una persistente sequenza di comportamenti vessatori ed intimidatori nei confronti della donna, che, nel tempo, avevano già determinato l’intervento dell’Autorità Giudiziaria a tutela di quest’ultima.

L’uomo, infatti, già sottoposto lo scorso giugno al divieto di avvicinamento all’ex compagna, aggravato dall’applicazione del braccialetto elettronico, si sarebbe liberato di quest’ultimo proprio in una fascia temporale evidentemente compatibile con quella in cui sarebbe stata posta in essere l’azione criminosa ai danni dell’esercizio commerciale.

Le indagini, sviluppate attraverso una attenta attività di riscontro e l’analisi degli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti, hanno consentito di ricostruire il quadro indiziario a carico dell’indagato e di delinearne la presunta responsabilità in relazione all’episodio incendiario.

Il giudice per le indagini preliminari, condividendo le risultanze investigative, ha disposto nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere.

Sono stati gli stessi agenti del Distretto Ponte Milvio a dare esecuzione all’ordinanza. È ora ristretto presso il carcere di Regina Coeli.

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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