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Venerdì 11 Settembre 2026 13:09

Tivoli, una piazza nel nome di Monsignor Andrea Iannilli. La città ricorda il parroco che ha costruito comunità

Ci sarà un nuovo luogo della memoria, e della quotidianità, a Tivoli. Sarà intitolata a Monsignor Andrea Iannilli la piazza, lo spazio aperto adiacente alla chiesa di San Carlo Borromeo. La cerimonia è in programma domenica 13 settembre alle ore 11.30. Ad annunciarlo è l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Innocenzi. Non un semplice toponimo, ma un […]

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Ci sarà un nuovo luogo della memoria, e della quotidianità, a Tivoli. Sarà intitolata a Monsignor Andrea Iannilli la piazza, lo spazio aperto adiacente alla chiesa di San Carlo Borromeo. La cerimonia è in programma domenica 13 settembre alle ore 11.30. Ad annunciarlo è l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Innocenzi.

Non un semplice toponimo, ma un gesto che restituisce alla città un pezzo della sua storia pastorale e civile. Lì dove i bambini giocano e le famiglie si incontrano, d’ora in poi ci sarà il nome di un sacerdote che per mezzo secolo è stato punto di riferimento per l’intera Diocesi tiburtina.

Monsignor Andrea Iannilli, nato il 18 febbraio 1927, era il decano del presbiterio di Tivoli. Ordinato sacerdote dal vescovo Mons. Luigi Faveri il 30 luglio 1950, dopo brevi incarichi nei primi anni di ministero, dal 1953 al 2002 – quasi 50 anni – fu l’amato parroco di San Giuseppe Artigiano a Villanova di Guidonia, comunità che di fatto fondò. 

In quegli anni in cui Tivoli, Guidonia e Villanova conoscevano un certo benessere e accoglievano famiglie provenienti da tutta Italia, Don Andrea non costruì solo anime, ma anche pietre: la chiesa parrocchiale, la canonica, la sala parrocchiale, la casa del viceparroco, un impianto sportivo, e poi la chiesa, l’asilo e la canonica a Campolimpido, e la fondazione della parrocchia de La Botte dotandola di strutture pastorali. 

Tanto del suo impegno fu dedicato alla scuola, dove fu insegnante e preside, con quell’idea che ripeteva ancora nel 1975 in una lettera per i 25 anni di sacerdozio: la società migliore poggia su tre pilastri, la parrocchia operante, la famiglia cristiana, la scuola seria. 

Lasciata la guida della parrocchia nel 2002, non smise mai di essere prete di strada. Predicatore e confessore ricercatissimo, sempre in viaggio tra Tivoli, la sua amata San Gregorio da Sassola e i santuari di tutta Italia e all’estero, da Pompei a Lourdes, da Fatima a Oropa, fino a Cortina d’Ampezzo d’estate dove c’era bisogno di confessare. Pochi mesi prima di morire aveva raccontato con entusiasmo le cinque settimane trascorse in Terra Santa, nella casa di Nazareth. 

Morì improvvisamente all’età di 88 anni nel giugno del 2015 in un incidente stradale, mentre si stava recando a Grosseto per sostituire un confratello. Il suo ultimo saluto alla sua gente fu il 1° maggio 2015, proprio in piazza, ai piedi della stele alla Madonna che lui stesso aveva voluto erigere per il Giubileo del 2000, accolto – ricordò il vescovo Mauro Parmeggiani nell’omelia – da un vero e proprio bagno di folla. 

Uomo vero, per nulla clericale, franco e leale, a volte scomodo – così lo descrisse il suo vescovo – ma riconosciuto ovunque come un Pastore presente nella vita di chi incontrava.

La scelta dell’amministrazione Innocenzi – eletto sindaco di Tivoli il 14 giugno 2024 – di legare il suo nome allo spazio accanto a San Carlo Borromeo non è casuale. È la chiesa dei quartieri nuovi, delle famiglie giovani, di quella Tivoli che cresce. Proprio come fece Don Andrea a Villanova. 

Domenica, alle 11.30, ci saranno il taglio del nastro, la benedizione e il ricordo. Un modo semplice, come lo era lui, per dire che i valori non si ricordano solo nelle omelie, ma si abitano: in una piazza, nello scambio di un saluto, nella comunità che continua.

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