Sabato 12 Settembre 2026 18:09
Luca Carboni incanta la Reggia di Caserta: quarant’anni di musica in un abbraccio senza fine
Una notte di musica, memoria e rinascita davanti alla maestosa Reggia di Caserta. Il cantautore
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Una notte di musica, memoria e rinascita davanti alla maestosa Reggia di Caserta. Il cantautore bolognese emoziona una platea gremita ripercorrendo quarant’anni di carriera. Neanche la pioggia ferma il pubblico. Per TerzaPaginaMagazine, l’intervista esclusiva a Fulvio Ferrari e Antonello D’Urso.
Ci sono concerti che si ascoltano. E poi ci sono concerti che si vivono, diventando per qualche ora parte della storia personale di chi è sul palco e di chi, sotto quel palco, canta ogni parola.
È accaduto il 10 settembre alla Reggia di Caserta, dove Luca Carboni ha regalato al pubblico una serata intensa e coinvolgente, trasformando uno scenario già straordinario in un grande abbraccio collettivo.
Una platea gremita ha accompagnato il cantautore bolognese in un viaggio attraverso quarant’anni di carriera, tra canzoni entrate nella memoria di intere generazioni, immagini, colori, disegni ed emozioni. E neppure la pioggia è riuscita a interrompere quella magia.
Per Carboni questo tour ha un significato ancora più profondo. Dopo la malattia che lo ha costretto a fermarsi, il ritorno sul palco assume il sapore di una vera rinascita: un brindisi alla vita e alla possibilità di tornare a fare ciò che ama, davanti a un pubblico che non ha mai smesso di aspettarlo.
Sul palco c’è spazio anche per il ricordo dell’amico Cesare Cremonini e della loro San Luca, ma soprattutto per la gratitudine di poter nuovamente cantare quelle canzoni che hanno attraversato decenni e accompagnato amori, estati, sogni e pezzi di vita.
E allora la Reggia canta a squarciagola.
Da “Mare Mare”, brano con cui Carboni conquistò il Festivalbar nel 1992, a “Ci vuole un fisico bestiale”, passando per “Inno nazionale”, “Ci stiamo sbagliando”, “Sarà un uomo”, “Fragole buone buone” e tanti altri grandi successi.
Ma la serata regala anche momenti più intimi e preziosi, con brani raramente presenti nelle scalette, come “Caro Gesù” e “Chicchi di grano”: canzoni capaci di restituire la dimensione più profonda, delicata e autentica della scrittura di Carboni.
Parole e musica diventano così fotografie di una vita. Sul palco scorrono i suoi disegni, i colori, i ricordi e quell’universo artistico che da sempre accompagna il cantautore bolognese.
Ad affiancarlo una band di musicisti di altissimo livello. Tra loro il Maestro Fulvio Ferrari, alle tastiere, compositore e arrangiatore, e Antonello D’Urso, alle chitarre e alla direzione musicale, musicista che nel corso della sua carriera ha collaborato anche con grandi protagonisti della musica italiana come Vasco Rossi, Alice, Angelo Branduardi e Franco Battiato.
Ed è proprio da due protagonisti della musica suonata dal vivo che arriva un contenuto speciale.
Fulvio Ferrari e Antonello D’Urso hanno infatti rilasciato un’intervista esclusiva a TerzaPaginaMagazine, raccontando da vicino le emozioni, la musica e l’atmosfera di questo straordinario viaggio accanto a Luca Carboni.
Alla Reggia di Caserta, il 10 settembre, non è andato in scena soltanto un concerto.
È andata in scena una storia lunga quarant’anni. Una storia fatta di musica, fragilità, ritorni e vita.
E quando Luca Carboni torna a cantare, a cantare con lui è un’intera generazione.
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