Domenica 13 Settembre 2026 13:09
Le pillole di Polly: recensione di “Il magico studio fotografico di Hirasaka” di Sanaka Hiiragi
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Del signor Hirasaka si possono dire molte cose, ma sicuramente non che non sia una persona accogliente; lo sa bene chiunque metta piede nel suo studio fotografico. Per lui, non fa differenza che i suoi clienti siano ricchi come Creso o poveri in canna, centenari o poppanti, persone per bene o membri della yakuza, la temibile mafia giapponese: li tratta tutti come re.
Chi si appresta a bussare alla sua porta, prima di tutto rimane estasiato dal giardino, pieno zeppo di lanterne che emanano una luce soffusa e di ciliegi dai quali si sprigiona un profumo etereo. E quando il visitatore entra nello studio, Hirasaka lo fa accomodare su un comodo divano e gli offre tè o qualunque tipo di leccornia preferisca.
Mentre si rimpinza di quelle delizie, il gradito ospite si rende conto che si sente benissimo, perché tutti gli acciacchi che lo tormentavano fino a poco tempo prima sono misteriosamente scomparsi.
Viste le premesse, verrebbe naturale desiderare di fare un salto in questo posto il prima possibile. E invece, tanta fretta non ha motivo di esistere. Perché i visitatori dello studio fotografico del signor Hirasaka hanno qualcosa in comune: sono tutti inequivocabilmente, definitivamente, innegabilmente morti.
E l’eccentrico titolare del locale è lì per aiutare il defunto di turno a svolgere la sua ultima missione prima di passare nell’aldilà: scegliere una foto per ogni anno della sua vita, per poi sistemarle sulla “sōmatō”, la lanterna girevole dei ricordi. E chi lo vorrà, potrà perfino ritornare indietro nel tempo e scattare di nuovo una foto a sua scelta; però, rigorosamente senza interferire con il passato e senza parlare con nessuno.
È questa la prova che dovranno affrontare una maestra in pensione di più di novant’anni, un membro della yakuza un tantino irascibile e infine una povera e dolce ragazzina.
A Hirasaka, non resta che accompagnarli nel loro ultimo viaggio.
Non sarà un cammino facile per nessuno. Ma magari, sarà consolatorio.
“Il magico studio fotografico di Hirasaka” è un romanzo di Sanaka Hiiragi, ex insegnante di giapponese all’estero appassionata di fotografia.
La scrittrice affronta il difficile tema della morte partendo dalla credenza, diffusa in Giappone fin dall’antichità, che le anime dei defunti prima di approdare alla loro destinazione definitiva si fermino in dei luoghi di passaggio, in cui ripercorrono con la mente i momenti più salienti della loro esistenza.
Scorrendone le pagine, tuttavia, ci si rende conto che l’argomento centrale del romanzo non è la morte, ma la vita. Ciò che interessa all’autrice giapponese, infatti, è mettere in luce le buone azioni che si fanno nel corso dell’esistenza senza nemmeno accorgersene, intenti come si è a navigare nei sensi di colpa e a rimproverarsi gli errori del passato.
Se si usa un metro di giudizio meno impietoso, si scopre che c’è del buono in tutti.
Ed è proprio fare del bene ciò che rende veramente felici, come dimostra il personaggio di Hirasaka, che dedica la sua eternità ad aiutare il prossimo e proprio per questo ha sempre il sorriso sulle labbra.
Lo stesso sorriso che avrà tutto il tempo chi vorrà leggere “Il magico studio fotografico di Hirasaka” di Sanaka Hiiragi.
Parola di Polly.
Federica Focà
