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Lunedì 14 Settembre 2026 12:09

Casal del Marmo: i primi provvedimenti dopo le violenze



Interdetti dal servizio per un anno 3 dei 10 agenti della penitenziaria coinvolti nelle vicende ai danni di 12 minorenni detenuti nell'istituto penale capitolino. Inchiesta nata lo scorso anno

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Sono scattati nei giorni scorsi i primi provvedimenti nei confronti di tre dei dieci agenti della polizia penitenziaria coinvolti in vicende di violenze e torture nei confronti di dodici detenuti minorenni nell’istituto penale capitolino di Casal del Marmo: interdetti dal servizio per un anno. A emettere il provvedimento, a seguito delle testimonianze delle vittime, è stato il gip di Roma dopo le dichiarazioni fatte dai ragazzi durante l’incidente probatorio.

L’inchiesta della Procura era nata lo scorso anno dopo una serie di esposti, tra cui quello dell’associazione Antigone e dello stesso Dipartimento per la Giustizia minorile del ministero. Nello scorso mese di aprile le vittime, tutti stranieri tra i 15 e i 19 anni, in prevalenza di nazionalità egiziana, hanno raccontato ai magistrati di pestaggi, torture e minacce verificatisi nel 2025. Due agenti sono indagati per tortura, altri cinque per lesioni e infine tre per falso. «Già nel luglio dello scorso anno, grazie a quanto ci avevano riferito alcuni operatori, avevamo presentato un esposto», ha spiegato Antigone all’Ansa preannunciando la propria intenzione di costituirsi come parte civile. La stessa associazione aveva segnalato gli episodi anche al Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, il quale a sua volta aveva presentato due denunce per far luce sui fatti.

La vicenda di Casal del Marmo – che segue quella relativa all’Ipm Beccaria di Milano, dove pure negli anni precedenti furono denunciati maltrattamenti – secondo Antigone «non può però essere affrontata soltanto come una vicenda giudiziaria». Per il presidente dell’associazione Patrizio Gonnella, «se un giudice arriva a scrivere che dei ragazzi minorenni sono stati torturati, la risposta non può essere limitata alla sospensione di alcuni agenti e all’attesa del processo. C’è una responsabilità politica e istituzionale che deve essere affrontata. Bisogna intervenire immediatamente sugli istituti penali per minorenni, sulle condizioni di lavoro degli operatori, sulla formazione, sui meccanismi di controllo e soprattutto sulla cultura della pena che, a partire dalle riforme introdotte dal governo Meloni, sta progressivamente trasformando la giustizia minorile in un sistema sempre più carcerocentrico e repressivo».

14 settembre 2026

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