Martedì 15 Settembre 2026 09:09
Riapre le porte Casa Santa Giacinta


Terminata la ristrutturazione, il centro di accoglienza di Caritas Roma torna a pieno regime con 43 stanze. L'inaugurazione con il vicario Reina e il sindaco Gualtieri. Al centro, il tema del diritto all'abitare. Il grazie del direttore Trincia a operatori e volontari
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Per chi ha vissuto anni da solo per strada, essere accolto in Casa Santa Giacinta «non significa solo avere un tetto sulla testa o un letto. Significa ritrovare una dignità, avere qualcuno che ti guarda negli occhi e ti dice: “Per me sei importante”». Le parole di Roberto, uno dei 99 ospiti del centro di accoglienza della Caritas diocesana di Roma nella Cittadella della carità, racchiudono il senso dell’inaugurazione della struttura restituita alla città dopo due anni di complessi lavori di ristrutturazione. Finanziati da Roma Capitale, proprietaria dell’immobile concesso all’organismo pastorale, e sostenuti da diverse realtà filantropiche, gli interventi hanno riguardato il rifacimento del tetto, la riqualificazione degli interni e il recupero delle facciate.
Il taglio del nastro si è tenuto ieri sera, lunedì 14 settembre. Per Roberto è un ritorno a casa. Parlando a nome di tutti gli ospiti, per lo più persone senza dimora, anziane e malate, ha sottolineato commosso che non si è trattato solo di un restyling degli ambienti ma è stata ricostruita «la speranza e dato un futuro a chi pensava di non averne più». La struttura di via Casilina Vecchia, attiva dal 1990, torna quindi a pieno regime con 43 stanze, due ampi spazi comuni, tre postazioni per gli operatori, un locale infermeria, due lavanderie e due depositi per bagagli.
La casa e l’adiacente chiesa rappresentano «il cuore della Cittadella della carità, che la diocesi di Roma anima da 36 anni», ha spiegato il direttore della Caritas diocesana Giustino Trincia. Un luogo che mette al centro la relazione. «In chiesa si celebra ogni giorno la mensa eucaristica, una mensa di ringraziamento a Dio – ha aggiunto -. Nella casa di accoglienza si celebra la mensa che ogni giorno si fa ascolto, cura e accompagnamento». Da Trincia il grazie agli operatori, ai volontari e al santuario del Divino Amore, che ha accolto gli ospiti durante i due anni di cantiere.
Una serata di festa, quella di ieri, moderata dalla giornalista Rai Isabella Di Chio, che non deve però distogliere l’attenzione dai «tanti che ancora una casa non ce l’hanno e dormono per strada» come ha riflettuto il cardinale vicario Baldo Reina prima di benedire i locali. L’auspicio del porporato è che a Roma tutti possano avere una casa che, ha proseguito riprendendo le parole di Roberto, «è soprattutto sentirsi custoditi nella dignità. Ognuno merita di essere custodito nella dignità, ancora di più coloro che sono rimasti indietro e non hanno nessuno che tenda loro una mano e perdono, insieme al tetto, anche la speranza».
Il valore del diritto all’abitare è stato condiviso dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri che ha rilanciato sulla qualità dell’accoglienza, ossia il «diritto alla bellezza. Gli spazi destinati alle persone fragili devono essere belli, perché è così che ci si sente parte di una comunità e di una famiglia» ha affermato ricordando lo sforzo per potenziare la rete sociale. «Strutture come Casa Santa Giacinta rappresentano il modello che vogliamo diffondere», ha aggiunto, plaudendo alla sinergia tra istituzioni e Chiesa di Roma. «Un modello di città che ci piace, che cerchiamo di costruire, da soli non ce la faremmo mai», ha concluso.
Sull’importanza strategica della collaborazione «per rendere più accogliente Roma» si è soffermata anche l’assessore alle Politiche sociali Barbara Funari. La struttura è concessa in comodato gratuito alla Caritas fino al dicembre 2027. Dall’assessore al Patrimonio Tobia Zevi la garanzia che uno degli «obiettivi istituzionali è il rinnovo della concessione». Tra i presenti alla cerimonia, il vescovo ausiliare per il settore Est Alessandro Zenobbi, il presidente del VII municipio Francesco Laddaga, il questore di Roma Roberto Massucci. I lavori sono stati sostenuti anche Banca d’Italia, Fondazione BNL, presente con il segretario generale Lorena Cristallini; Enel Cuore con la project officer Carmelina Grimaldi; i Pieux Établissements de la France rappresentati da fra Renaud Escande.
15 settembre 2026
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